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Pasti caldi, docce per i senzatetto, un domitorio: Casa degli Angeli, inaugurata da Papa Francesco, compie dieci anni

Il 5 luglio del 2014 il Santo Padre tagliava il nastro nella struttura di via Monte San Gabriele: 400 volontari orbitano attorno al centro servizi della Caristas diocesana e anche il vescovo Colaianni ha voluto iniziare la sua avventura a Campobasso celebrando in questo luogo-simbolico la prima messa

Da dieci anni la parola d’ordine nella Casa degli Angeli di Campobasso è: accoglienza.

Inaugurata il 5 luglio del 2014 da Papa Francesco, la struttura, che si trova in via Monte San Gabriele ed è gestita dall’associazione Shomer APS per conto della Caritas diocesana, ha celebrato questo speciale compleanno aprendo le porte anche a chi lì dentro non ci ha mai messo piede.

Esattamente due lustri dopo il rifugio per i poveri è stato scelto anche dal nuovo vescovo di Campobasso-Bojano, Mons. Biagio Colaianni, il quale ha spiegato di aver voluto iniziare il suo ministero celebrando proprio in questo luogo simbolico la sua prima messa. “Un segno di attenzione e condivisione per i poveri e per chi è in difficoltà, proprio come ci ha detto il nostro Papa”.

Entusiasta anche il direttore della Caritas Diocesana don Franco D’Onofrio: “Nessuno credeva possibile che la struttura si potesse reggere sul lavoro dei volontari e invece ce l’abbiamo fatta, Prima del Covid i volontari erano 570, oggi sono circa 400 e sono tutte persone che vogliono darsi per amore”.

Una mensa, un dormitorio, appartamentini, un dispensario medico, docce per i senza fissa dimora e un emporio solidale: in questi primi dieci anni la Casa degli Angeli ha dato conforto a tantissime persone. “Ma questo luogo non è solo ristoro fisico, lo è anche da un punto di vista dell’accoglienza delle persone per le loro difficoltà” ha detto ancora il Vescovo.

Quando il Santo Padre è arrivato in Molise ha pronunciato queste parole: “Anzitutto noi siamo un popolo che serve Dio. Il servizio a Dio si realizza in diversi modi, in particolare nella preghiera e nell’adorazione, nell’annuncio del Vangelo e nella testimonianza della carità… La Chiesa impara a diventare ogni giorno serva del Signore, ad essere pronta a partire per andare incontro alle situazioni di maggiore necessità, ad essere premurosa verso i piccoli e gli esclusi. Ma il servizio della carità siamo chiamati tutti a viverlo nelle realtà ordinarie, cioè in famiglia, in parrocchia, al lavoro, con i vicini… È la carità di tutti i giorni, la carità ordinaria”.

Il passaggio della sua omelia riflette il cammino percorso in questi dieci anni di attività: “Dieci anni – hanno spiegato dall’Arcidiocesi – al servizio del prossimo, del fratello proveniente da ogni parte del mondo, a cui si tende ogni giorno una mano cercando di alleviare le difficoltà di questa vita. Un cammino complesso, in cui le difficoltà non sono mancate, e non è mai mancata la certezza di quello che la Casa degli Angeli rappresenta: una realtà, un porto sicuro per chi ha perso la rotta, un punto di ripartenza per quanti chiamati a ritrovare sé stessi si mettono al servizio degli altri”.