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Modifica dello statuto regionale, Roberti risponde a Greco: “Errore di qualche dirigente”

Il governatore annuncia di aver dato mandato al direttore generale “per un approfondito controllo. Accertati i fatti, non esiterò a chiedere un provvedimento disciplinare per colui o coloro che hanno sbagliato”

Il presidente della Giunta Regionale del Molise, Francesco Roberti, chiarisce la questione relativa alla pubblicazione della legge di modifica dello Statuto Regionale, replicando a quanto esposto nelle scorse ore dal consigliere regionale Andrea Greco.
“È sicuramente legittima la richiesta di chiarimenti di qualche consigliere regionale – il commento del presidente Francesco Roberti – Mi meraviglia, però, immaginare come un consigliere che frequenta Palazzo D’Aimmo da oltre dieci anni, con ruoli sia all’interno del gruppo consiliare che in aula, non conosca o faccia finta di non conoscere le procedure interne agli uffici. Come, ad esempio, la trasmissione di atti e pubblicazioni, su cui dovrebbe esserci la solerzia e il coordinamento dei preposti dirigenti della Regione Molise, coloro che sono pagati dall’ente per il buon e corretto andamento della macchina amministrativa e legislativa, rispetto al cui lavoro sono previsti anche ingenti incentivi annuali coi premi di produttività”.
E il governatore fa presente che rispetto a questa situazione, ha già comunicato “al presidente del Consiglio Regionale del Molise, di aver dato mandato al direttore generale per un approfondito controllo, finalizzato a capire i motivi per i quali si sia caduti in siffatto errore. Accertati i fatti, non esiterò a chiedere un provvedimento disciplinare per colui o coloro che hanno sbagliato. Ho chiesto di andare a fondo sulla situazione, anche per verificare se dalla struttura del consiglio regionale ci sia stata, nella trasmissione dei documenti, una leggerezza o poca attenzione. Nel chiudere, ribadisco a chi è andato in cerca di titoloni che il sottoscritto, particolarmente attento al rispetto di leggi e regolamenti, è il Presidente, nonché il garante, della Regione Molise e di tutti i molisani. E quanto mi viene mosso è ben lontano dal mio modo di intendere la politica e la gestione della res publica, come dimostrato in oltre venti anni di attività politica, amministrativa e istituzionale”.