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E lei, voterebbe ancora per Castrataro? Isernini ‘divisi’ a metà: il 50% pronto a ridargli fiducia, l’altra metà lo boccia

Il sondaggio pubblicato da Il Sole 24 Ore: l’ingegnere unico primo cittadino molisano in gara (dopo le dimissioni di Gravina), scivola al 59esimo posto e perde quasi 9 punti percentuali dal 2021

È l’istituzione più riconosciuta dai cittadini. E per questo osannata ma anche tanto criticata: insomma, fare il sindaco non è di certo una “passeggiata di salute” e passare dalle stelle alle stalle in pochi mesi è altamente facile e probabile.
Governance Poll 2024, il sondaggio pubblicato da Il Sole 24 Ore, si occupa anche dei primi cittadini: l’indagine annuale sull’apprezzamento dei sindaci realizzata da Noto Sondaggi per il prestigioso quotidiano finanziario, indica un ingrediente non marginale di questo successo: la capacità dimostrata dal panorama degli amministratori – si legge nell’articolo a corredo dell’indagine – di operare periodicamente un rinnovamento profondo, favorito anche dal fatto di essere guidati da una legge elettorale che funziona molto meglio rispetto ai tanti tentativi nazionali anche se oggi viene rimessa almeno parzialmente in discussione.

Ma a trenta mesi dal suo insediamento, come sarà la posizione dell’unico sindaco molisano presente in classifica (complici le elezioni regionali che di fatto hanno ‘cancellato’ Gravina e Campobasso dalla competizione)?
Otto (anzi quasi 9) punti in meno rispetto al giorno della sua elezione per il sindaco Piero Castrataro, che si attesta al 59esimo posto della classifica. Lo scorso anno i punti percentuali di differenza erano 5 per il primo cittadino eletto con quello che allora era un esperimento politico di fronte progressista avviato nella ‘piccola’ Isernia.

La domanda alla quale il campione di isernini ha dovuto rispondere, dando un giudizio complessivo sull’operato del sindaco, è di quelle affatto semplici: «Se domani ci fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l’attuale sindaco?»
Nel 2021, il gradimento si attestò al 58,7%. Nel 2023 si dichiarò accanto al sindaco il 53,5% degli isernini. E oggi siamo al 50%. Il che vuol dire che la metà esatta dei suoi concittadini sarebbe pronta a votarlo di nuovo, l’altra metà esatta non lo voterebbe.

Al primo posto della classifica di gradimento dei sindaci il primo cittadino di Parma, Michele Guerra, eletto nel 2022 e che ha perso tre punti percentuali rispetto a quel giorno. Sul podio, con lui, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, eletto nel 2021 che ha perso solo lo 0,9% rispetto al gradimento conquistato il giorno dell’elezione. Al terzo posto Michele De Pascale, sindaco di Ravenna e in predicato per la guida della Regione a fronte delle dimissioni di Bonaccini che ha pronta la valigia per l’Europa. Per lui un più 1,5% e quando i dem hanno proposto il suo nome, la classifica de Il Sole non era stata ancora pubblicata. Tre sindaci del centrosinistra saldamente in vetta. Il sindaco di Treviso è il primo di centrodestra che incrocia in classifica, al quarto posto.

Perché i sindaci perdono consenso? Secondo il sondaggista Antonio Noto, “la prima valutazione da fare è che può dipendere dal ruolo svolto e dalla fiducia complessiva. A livello amministrativo le dinamiche del consenso sono strettamente legate al governo del territorio e alla risoluzione dei problemi della comunità. Nelle città l’appartenenza politica passa nettamente in secondo piano. Nei comuni la scelta è più legata alla “persona” che non alla sua appartenenza politica. Se questo può essere definito un vantaggio in quanto si presuppone un suffragio libero da condizionamenti ideologici, dall’altro lo stesso aspetto può diventare un boomerang nel lungo periodo: se non si crea un legame sentimentale forte tra il sindaco e i suoi cittadini il consenso nel tempo diventa fluido. Ma quando il calo è generalizzato non sono solo le capacità del singolo amministratore oggetto di valutazione, ma la funzione stessa del ruolo e i poteri a lui assegnati. C’è anche da considerare che l’operato del sindaco è quello che i cittadini possono più facilmente monitorare e giudicare nella quotidianità”.