Tre assessori-sentinelle e il vice sindaco: ecco cosa c’è nell’accordo tra Pino Ruta e centrosinistra. “Io sarò un semplice consigliere”
Il confronto tra i rappresentanti delle due coalizioni (Pino Ruta e Marialuisa Forte) in vista del ballottaggio ha portato a una intesa sui programmi e sulla futura squadra di governo in Municipio. Colucci, Cornacchione e De Iasio saranno assessori nell’ipotesi in cui dovesse vincere il campo progressista: “Coi cittadini-elettori massima trasparenza”
Perdere una partita e vincere il campionato: è questo, in estrema sintesi, l’obiettivo dell’accordo politico-programmatico che l’esponente del Cantiere civico Pino Ruta ha sottoscritto con il centrosinistra incarnato da Marialuisa Forte.
A 24 ore dall’intesa per il ballottaggio del 23 e 24 giugno prossimi, in cui Campobasso sarà chiamata a scegliere il sindaco tra Aldo De Benedittis e la Forte, l’avvocato, arrivato terzo nella competizione elettorale con il 20 per cento, ha illustrato i contenuti dell’accordo “perché i cittadini hanno il diritto di sapere cosa faremo in caso di vittoria”.
Una premessa, però, Ruta la fa immediatamente: “Non ho trattato poltrone, mi hanno proposto di fare il vicesindaco con le deleghe più importanti, ma ho declinato: sarò nell’aula consiliare da semplice consigliere”.
A chi invece lo accusa di aver cambiato idea per interessi e poltrone spiega: “Un elettore su cinque ci ha scelto a Campobasso, il risultato elettorale del 20 per cento ci ha messi di fronte a una responsabilità enorme che non potevamo ignorare e così, dopo averne discusso al nostro interno, siamo giunti alla conclusione che dovevamo propendere per il dialogo. Lo abbiamo fatto coi segretari regionali del Pd (Ovidio Bontempo), del M5S (Antonio Federico) e con Marialuisa Forte perché il nostro è un programma complementare al loro e anche perché tre quarti della componente di appartenenza civica era di centrosinistra. Del resto siamo una forza dichiaratamente progressista”.
Contatti col centrodestra alla luce del sole non ce ne sono stati “ma ho avuto l’impressione che qualcuno sia stato mandato a sondare il terreno”. Comunque andrà è chiaro che i voti di Ruta saranno senza dubbio determinanti. “E oggi che c’è da decidere chi sarà il sindaco per la prossima legislatura, una risposta agli elettori che ci ha dato fiducia e che ringrazio andava data. Per questo ci sarà una forma di collaborazione con la coalizione della Forte pur senza apparentamento che ci avrebbe resi più organici alla maggioranza. Noi restiamo indipendenti con questo accordo e ci riconosciamo pari dignità politica e reciproco rispetto senza entrare in dinamiche partitiche che non ci appartengono. L’intesa c’è stata partendo da quelli che erano, per noi, gli obiettivi principali: volevamo avere dei tempi certi e persone a presidio e garanzia di questi obiettivi”.
E li hanno scritti, nero su bianco, nell’accordo: andranno riviste le questioni Scuola che tanto rumore avevano fatto durante la campagna elettorale, riorganizzata la raccolta dei rifiuti, il decoro urbano con l’adozione di un nuovo regolamento edilizio. E poi ancora: ex Roxy ed ex Romagnoli da salvaguardare con una procedura di variante urbanistica, prevedere l’acquisizione del Distretto militare per farci il Tribunale.
L’accordo stabilisce anche chi tra i civici entrerà nell’eventuale giunta della sindaca Forte e che saranno assessori-sentinelle: ci saranno Piero Colucci (Urbanistica, Lavori pubblici, Edilizia scolastica, Contrade e la delega da vice sindaco), Giovannino Cornacchione (sue le deleghe della Cultura e del Centro storico) e Vincenzo De Iasio a cui andranno le Politiche sociali, la Sanità e le Pari opportunità. Sempre in caso di vittoria del campo progressista, sia chiaro.

A De Benedittis, che anche oggi ha rincarato la sua dose di critiche definendo l’accordo “una triste commedia della sinistra” e ribadendo anche che “il centrodestra è già maggioranza in Consiglio comunale”, Ruta risponde così: “Il rischio peggiore è che la filiera istituzionale non si spezzi, queste influenze su Campobasso che arrivano da Termoli (Francesco Roberti) e Venafro (Aldo Patriciello) sono un pericolo. Io rispetto il nostro avversario ma ho il sospetto che sia una figura calata dall’alto e non posso pensare di affidare la mia città a un uomo che non si confronta in pubblico con gli avversari e che l’unica proposta che è stato in grado di fare in campagna elettorale è sull’abolizione dell’Imu nella zona Lucarino. Tassa che lui stesso ha introdotto quando era assessore”.


