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Paola Felice, ultimi giorni da sindaca: “Onore e privilegio, abbiamo alzato l’asticella ora speriamo non si torni indietro”

A pochi giorni dal trasloco dal Municipio, Paola Felice racconta la sua esperienza da sindaca del capoluogo. L’emozione del commiato, l’eredità da lasciare al successore, l’ultimo Corpus Domini e la rivendicazione dei risultati raggiunti durante una legislatura segnata dalla pandemia e dalla ricerca costante di un cambio di passo culturale e di mentalità. “Perché Campobasso non è affatto una città in declino”

Quelli che precedono il voto dell’8 e 9 giugno 2024 saranno anche gli ultimi giorni da sindaca per Paola Felice: la prima donna di Campobasso che ha potuto indossare la fascia tricolore (a seguito della decadenza di Roberto Gravina eletto l’anno scorso in Consiglio regionale), non sarà ricandidata al prossimo Consiglio comunale. Dopo dieci anni a Palazzo San Giorgio (prima da consigliera di minoranza, poi da assessore alla Cultura e alle Attività produttive, Vice sindaca e, più recentemente, da Vice sindaca reggente) Felice ha detto che continuerà a sostenere il Movimento 5 Stelle pur in assenza di ruoli elettivi “esercitando la politica sotto altre forme”.

Dove (e quando) la rivedremo non lo ha ancora svelato. Sicuramente sta già preparando il trasloco da Palazzo San Giorgio dove al suo posto arriverà uno dei tre candidati sindaci da indicare in questo fine settimana tra Marialuisa Forte (centrosinistra), Aldo De Benedittis (centrodestra) e Pino Ruta (civici).

La permanenza di Felice al comando dipenderà anche da un eventuale ballottaggio: i progressisti lo auspicano, il centrodestra lo teme e non solo perché in passato gli ha portato malissimo. Andare a un secondo turno di elezione dopo due settimane dal primo, rappresenta, inevitabilmente, un test sul gradimento personale. E dice ai partiti se hanno azzeccato o meno la scelta dell’uomo (o della donna) che li sta rappresentando. Lo ha capito bene Pino Ruta che sul voto disgiunto scommette consapevole del fatto che scegliere un sindaco non collegato alle liste che lo appoggiano (e che ci si ritrova a votare per amicizia, clientelismo o parentela) è “una frontiera di democrazia e libertà”.

Paola Felice e giunta 5 Stelle

Nell’ormai imminente weekend 42.583 campobassani saranno chiamati a recarsi nei 56 seggi allestiti nelle scuole della città. Le donne saranno più degli uomini (22.379 elettrici a fronte di 20.204 elettori), per Campobasso si potrà esprimere una doppia preferenza di genere. E mentre i partiti sono alle prese con gli ultimi adempimenti elettorali e coi comizi conclusivi, Paola Felice è impegnata anche sul fronte istituzionale e amministrativo. Sarà strano questa domenica ritrovarsi a scegliere chi dovrà prendere il suo posto pensando che appena una settimana prima era sul balcone di Palazzo San Giorgio con migliaia di campobassani nella piazza per i Misteri.

“Questo Corpus Domini è stato uno dei più belli della nostra esperienza, tutti gli eventi hanno riscosso un successo notevole e sono contenta perché si sta consolidando l’idea di un vero e proprio Festival che estende l’interesse a tutto il programma degli eventi pianificati fino al 30 giugno andando oltre la sfilata. Ci tenevo che questa evoluzione della manifestazione avvenisse prima di concludere la legislatura, era dovuto anche alle tante associazioni, ai commercianti e a tutte quelle realtà civiche e politicamente ‘laiche’ che con la struttura comunale hanno lavorato per offrire opportunità e occasioni di svago a tutti”.

Non è passata inosservata la bordata di qualche giorno fa del candidato Aldo De Benedittis il quale ha parlato di declino bocciando in toto sia l’esperienza dei 5 Stelle che quella precedente a guida Partito Democratico con Antonio Battista sindaco nel quinquennio 2014-2019.

“Parlare di decadenza e declino è uno schiaffo dato ai campobassani oltre che a noi: chi si candida dovrebbe esporre le proprie idee non denigrare il lavoro fatto da altri. La città ha accresciuto il suo appeal turistico. Oggi ci sono cose che prima non c’erano: un infopoint, percorsi nel centro storico con pannelli in italiano e in inglese e un qr code collegato a sito della città, una guida turistica. Abbiamo gestito i canali social dell’ente durante la pandemia non confondendo mai la comunicazione politica del Movimento con quella istituzionale. Non  è stato banale e neppure semplice amministrare col Covid. Campobasso è finalmente entrata nei circuiti nazionali dei concerti, abbiamo avviato un processo di ammodernamento creando un’area eventi a Selvapiana e speriamo in futuro di poter ospitare concerti ancora più importanti nello stadio. Un occhio attento è stato per la cultura e i suoi luoghi, pensiamo al Castello Monforte, alla Casa della scuola di via Roma, all’ex mattatoio che diventerà bibliomediateca, al cinema Alphaville appena ristrutturato e che a breve sarà riaperto. Tutti spazi che lasciamo alla città per l’organizzazione di eventi, manifestazioni, iniziative. La sfida per chi verrà dopo di noi sarà stare al passo, abbiamo alzato l’asticella e lo rivendico. Speriamo davvero che ora questa Ferrari non faccia una brusca frenata”.

Cosa lascia in eredità? “Ho passato dieci anni entusiasmanti che mi hanno fatto crescere tantissimo dal punto di vista politico e professionale. Questo ultimo anno è stato molto positivo e sono orgogliosa di aver rappresentato la città come prima sindaca donna e aver vissuto esperienze, all’interno di eventi che ho sempre seguito, da una prospettiva inedita e privilegiata. Ho dato tutto per questa città, mi sono impegnata e ho lavorato con serietà, umiltà, ascoltando le persone, cercando soluzioni ai loro problemi. Ecco, mi auguro davvero che l’esempio della buona politica venga seguito anche dal prossimo sindaco. O, ancora meglio, dalla prossima sindaca.”