Nico Balice: “Ereditiamo città in avanzo di bilancio, continuità è importante ma io sono autonomo. Silenzio dell’opposizione raccapricciante”
Nico Balice, 54 anni, avvocato assessore all’Urbanistica e candidato sindaco per la città di Termoli nel faccia a faccia con Antonello Barone.
La giunta Roberti con la coda dell’assessore Ferrazzano sindaco vicario ha lasciato una città che lei giudica in quale stato?
Ottimo. Il sindaco Roberti e poi l’interregno del vicesindaco Ferrazzano ci hanno lasciato una grande eredità, hanno lasciato una città in avanzo di bilancio che ci permetterà comunque di agire in tranquillità anche sotto il profilo degli investimenti, hanno lasciato una città dove tanto abbiamo realizzato sotto il profilo della qualità urbana e dove tanto realizzeremo, perché ci sono diversi progetti in cantiere.
La sua parola chiave in questa campagna elettorale è stata continuità: è quello che serve a Termoli a suo avviso?
La continuità serve a Termoli perché ci troviamo di fronte a una svolta epocale. E questa svolta epocale ha un nome molto particolare, molto sentito: sostenibilità.
Dal punto di vista delle critiche che arrivano dai suoi avversari, ben cinque, c’è l’idea che lei abbia un rapporto troppo stretto con Roberti, troppo stretto con la politica che governa il Molise, quindi con riferimento a Patriciello. Lei riuscirà a prendere delle decisioni senza telefonare a Venafro e a Campobasso?
Il mio rapporto di continuità con la filiera istituzionale è un motivo di orgoglio perché se questo è per Termoli, che è la mia città, va bene così. La continuità vuol dire avere un rapporto privilegiato con le istituzioni maggiori, quindi regione e governo del Paese e questo vuol dire fare il bene della mia città. A me interessa soltanto quello. Poi il mio rapporto con Roberti non è solo bello, è bellissimo, perché c’è un rapporto di amicizia molto intenso.
Però se ci dovessero essere dei “No” da dire li saprà dire?
Non sono stato mai vincolato da alcuno, a dire sì o no sotto questo profilo sono tranquillo.
Garantisce la sua piena autonomia, dunque?
Pienissima, uomo libero e piena autonomia.
Eppure durante la giunta Roberti non siete riusciti a risolvere alcuni problemi: il centro cittadino di Termoli ha una passeggiata degli orrori: Palazzo Crema, il cinema Adriatico, Pozzo Dolce, il Panfilo, il buco del Rosary. Qual è la situazione visto che lei è anche assessore all’Urbanistica?
In questo momento la gestione del territorio, visto che sono assessore all’Urbanistica e visto che l’urbanistica la porto nel cuore, sarà la priorità assoluta dei primi 100 giorni, perché proprio questa svolta ci attende, questa nuova sfida della sostenibilità prevede proprio che vengano migliorati dei servizi e tra questi c’è proprio la vivibilità e la gestione del territorio.
Ha delle soluzioni precise per queste situazioni urbanistiche?
Indubbiamente andranno sollecitati i privati. La proprietà privata comunque è inviolabile, ma vanno sollecitati perché fa parte della qualità della vita avere una città bella da vedere e questo può dare ulteriore slancio al turismo.
Ma Termoli è davvero una città turistica?
Termoli è una città turistica. Sì, è una vocazione che c’è piovuta addosso e ce ne siamo resi conto materialmente subito dopo il Covid. Il turismo è arrivato da noi senza che noi lo chiedessimo e questo per noi deve essere motivo d’orgoglio, dobbiamo rincorrerlo. Sono certo che la resilienza e la generosità dei termolesi sarà in grado addirittura di fare meglio di quanto abbiamo fatto.
A Termoli però non ci sono neanche mille posti letto alberghieri.
Questo è un problema, la recettività va migliorata e dobbiamo essere noi istituzioni a farci parte diligente e stare più vicini a questo tipo di impresa, all’impresa turistica e a regolamentarla perché poi con una regolamentazione seria e concreta aumentano anche i posti letto.
Dal punto di vista del PIL però è il nucleo industriale il vero motore della cittadina con 5.000 posti di lavoro e tanta ricchezza anche grazie all’indotto che crea. Qual è l’idea di sviluppo industriale che ha la futura amministrazione, nel caso sia lei a dover guidare la città di di Termoli?
Anche lì abbiamo un’eredità attiva importante perché il fatto che siamo nella ZES e poi il fatto che comunque ACC sarà un prodotto importantissimo per la nostra economia creerà le condizioni perché atterrino nuove imprese. Noi dobbiamo essere bravi a incentivare, ad essere attrattivi, a creare nuovi posti di lavoro. Dobbiamo essere noi i primi a sacrificarci.
C’è una destra che però sta combattendo contro la transizione energetica: dice no alle auto elettriche. I cinesi ad esempio in Germania stanno disinvestendo sulle Gigafactory. Questo cambio di paradigma dal punto di vista degli investimenti può diventare un problema anche per il nostro investimento?
No, non lo sarà, ne sono certo perché è soltanto un problema di interpretazione e vedrai che noi forse saremo tra i primi, alla fine come sempre è stato anche in Europa.
L’idea di una grande città adriatica che veda insieme i quattro comuni della costa è un’idea che le piace oppure no?
Mi piace, in questo momento lasciami essere un po’ conservatore, nel senso che ho questa visione. Ma vedere Termoli non solo più Perla dell’Adriatico in Molise, ma Termoli Perla dell’Adriatico mi piace molto di più.
Parliamo un po’ dei suoi avversari: qui la Vigilante non ha saputo dare neanche un aggettivo per qualificarla. Ho dovuto utilizzare la battuta del basket “virgola”, quando un giocatore non ha neanche un punto. Cosa risponde?
Potrei rispondere che lei non partecipa al voto, anche in questo caso, nel senso che il silenzio dell’opposizione per 5 anni è stato quasi raccapricciante.
Un silenzio che però vi ha avvantaggiato. È oggettivo.
Sì. Un silenzio che ci ha avvantaggiato, ma non ha permesso un confronto politico, mai.
Lei si è spiegato perché in questi 5 anni l’opposizione non ha fatto davvero il suo lavoro?
C’ho provato, ma alla fine ho rinunciato.
Probabilmente una delle poche è stata la Stumpo. Che giudizio ha della professoressa?
È una pasionaria Marcella, la persona con cui forse ho discusso di più e qualche volta abbiamo anche alzato i toni. Ma la definisco pasionaria, mi piace.
Invece la Decaro?
La Decaro è una collega. Amministrativamente purtroppo hanno avuto tutti lo stesso silenzio all’opposizione. In questo momento si definisce civica, ma sinceramente faccio fatica a collocarla.
Invece Montesanto l’ha accusata insieme a Roberti di alzare le tasse cittadine e anche quelle regionali.
Ragazzo intelligente, però gli consiglio di aggiornarsi sulla sanità e di studiare un po’, perché rispetto a quando ha cominciato a parlare di sanità le cose sono molto cambiate a Termoli.
L’avversario che doveva unire il centrosinistra e che poi è rimasto da solo è Joe Mileti. Qual è il giudizio dell’avvocato Mileti?
Mi dispiace, ma direi improvvisazione. Forse questa campagna elettorale ha dimostrato il perché un partito politico nazionale non gli abbia dato la sigla.
Uno dei temi che abbiamo toccato in questa campagna elettorale è stato quello dell’eolico offshore, che non riguarda una scelta del consiglio comunale, ma riguarda la nostra comunità. Qual è la sua posizione?
Qui, chiaramente, la discrezionalità dell’ente locale Comune non c’è. Rispetto a una scelta di quel genere non abbiamo competenze specifiche. Sicuramente rispetto al primo progetto ricordo che sono state fatte delle osservazioni importanti, che poi hanno portato alla modifica di quel progetto. Siamo aperti alle rinnovabili senz’altro. Ma questo sempre tenuto conto della tutela del territorio, della tutela della pesca che è il nostro primo indotto, e che amo particolarmente, e della tutela dell’ambiente. Quindi non si può prescindere da questi tre elementi.
Sul tema del project-financing del parco che poi ha garantito anche il rinnovo del contratto per il trasporto pubblico locale c’è molta critica da parte del centrosinistra. Qual è la condizione di viabilità e quali sono le sue idee anche per parcheggi? Qual è la viabilità futura della città di Termoli?
Questo project noi l’abbiamo ereditato, chiaramente. Sinceramente ne abbiamo dovuto prendere atto. Oggi però il project è un contratto. Quindi noi lo monitoreremo perché è direttamente proporzionale al miglioramento del benessere socioeconomico. La viabilità, l’intermodalità nei trasporti. Quindi abbiamo la necessità proprio perché diventeremo capitale Zero della mobilità sostenibile di essere da esempio e per essere da esempio in tutta Italia lì dovremmo andare a monitorare ancora più attentamente.
Quale sarà il primo parcheggio che vuole realizzare?
Il primo parcheggio sicuramente su piazza Donatori di Sangue, che con la rigenerazione urbana darà un po’ di ossigeno e poi non ci dimentichiamo che quel buco che non si farà più. E chi ha definito me e Roberti Attila forse si dovrebbe ricordare che l’ha condivisa la scelta di un buco, che avrebbe deturpato il cuore della nostra terra (Casolino, ndr), prevede che comunque nello stesso project ci siano dei parcheggi importanti sia a Piazza Sant’Antonio che con la riqualificazione di Pozzo Dolce.
Senza il passante, il cosiddetto tunnel, però non si crea l’anello che eviterebbe il traffico dentro la città.
Creeremo le condizioni per una viabilità che possa essere confacente alle nostre esigenze.
Parlando di Casolino che l’ha definita come lei ricordava Attila per la gestione dell’urbanistica, qual è lo stato della dell’urbanistica e come giudica questo nuovo ingresso sud di Termoli con il progetto del Faro?
Dunque, la gestione dell’urbanistica credo che sia aumentata esponenzialmente di efficienza e stiamo creando le condizioni sia con uno studio di Monaci, sia con uno studio di alcuni professori universitari che hanno fatto proprio sul sistema della sostenibilità una ricognizione delle aree patrimonio di Termoli, aree verdi intendo, cercheremo addirittura con le aree verdi e non con i palazzi di ricollegare i quartieri creando ciclabili, creando pedonali, percorsi che possano essere su vari punti collocati tipo fusti arborei alti, lì sotto potremmo creare delle passeggiate che portano da Difesa Grande fino al mare: abbiamo il territorio disponibile e le aree ci sono.
Termoli è una città da 35.000 abitanti con l’arrivo del nucleo industriale negli anni ’70. Dagli anni ’80 ad oggi non è più cresciuta. Secondo lei questa è la taglia giusta oppure immagina una Termoli da 50.000, 70.000, 100.000 abitanti.
Immagino immediatamente una Termoli da 50.000 abitanti, dobbiamo raccogliere queste sfide che stanno arrivando. E se le affrontiamo e andiamo nella direzione giusta così come sarà con una squadra coesa, così come lo è stato negli ultimi 5 anni, stai certo che arriveremo velocemente a 50.000 abitanti.
Lei vorrebbe iniziare il lavoro dal 10 di giugno, vero?
Smanio per iniziare questo lavoro, smanio perché ci sono tante cose da fare.
Pensa che i cittadini termolesi daranno subito una maggioranza assoluta alla sua candidatura?
Sì.
Perché i cittadini di Termoli dovrebbero mettere la croce su Nico Balice?
Perché amo Termoli visceralmente e sono ottimista.


