La droga come una pandemia: provata da 4 adolescenti su 10. Anche in Molise è allarme Fentanyl
In occasione della Giornata mondiale contro le droghe, il 25 giugno scorso è stata presentata la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia del 2024. In crescita l’uso di sostanze psicoattive nei giovani tra i 15 e i 19 anni rispetto al 2023. In Molise, le recenti indagini di polizia “confermano, purtroppo, il dato di un consumo che riguarda sempre più spesso i ragazzini” hanno detto il colonnello Luigi Dellegrazie e il dirigente Marco Graziano
L’allarme Fentanyl è sbarcato in Italia mesi fa. Ora, il dato che desta preoccupazione e paura è consolidato nella relazione annuale sulle tossicodipendenze trasmessa al Parlamento il 25 giugno scorso. Tanto che c’è già una nota della Direzione generale prevenzione del ministero della Salute che ha alzato il livello di allerta a 3, quello massimo.
In Molise per ora la circolazione in ambito extra sanitario viene ritenuta contenuta “ma c’è”, dicono gli addetti ai addetti ai lavori. Non ci sono stati sequestri della sostanza ma “i ragazzi che fanno uso di droghe ne parlano”.
Nei laboratori dislocati sul territorio ai quali fanno riferimento le forze dell’ordine in caso di sequestro, (quello di Foggia per Campobasso) saranno destinatari di protocolli precisi per le analisi del caso e si passerà alla formazione del personale.
Il Fentanyl – si legge nella scheda della Direzione centrale per i servizi antidroga – è un analgesico con una potenza di almeno 80 volte superiore a quella della morfina. La sua molecola e i suoi derivati sono soggetti a controllo internazionale così come quei derivati non farmaceutici altamente potenziati, quali il 3-metilFentanyl, sintetizzati illecitamente e venduti come “eroina sintetica” o mescolati con l’eroina. Oltre alla sua azione analgesica, il Fentanyl provoca stordimento ed euforia (quest’ultima meno marcata rispetto all’eroina e alla morfina) e l’uso ripetuto sviluppa rapidamente dipendenza. Interazioni gravi si sviluppano quando si mischia il Fentanyl con eroina, cocaina, alcool. Si sono verificati molti decessi a seguito dell’abuso di prodotti farmacologici: il contenuto di cerotti (usati e non), assunto tramite iniezioni, fumo, per via orale o nasale, ha spesso portato a conseguenze fatali.
Ma ancora più paura desta l’età dei nuovi consumatori di stupefacenti: spesso hanno appena 15 anni. Usano droghe e che si tratti di cocaina o delle nuove sostanze psicoattive, il mercato degli stupefacenti punta ora sui giovani sia per il consumo che addirittura per lo spaccio. Nel 2023 sono quasi 960mila i minori coinvolti, pari al 39% della popolazione studentesca (4 su 10), i giovani tra i 15 e i 19 anni che riferiscono di aver consumato una sostanza illegale almeno una volta nella vita e oltre 680mila (28%) nel corso dell’ultimo anno. Si va dalla cocaina (con un aumento dall’1,8% al 2,2% rispetto all’anno precedente), stimolanti (dal 2,1% al 2,9%), allucinogeni (dall’1,6% al 2%) e nuove sostanze psicoattive (dal 5,8% al 6,4%). La sostanza più usata dai giovani è la cannabis, anche se si registra una diminuzione della prevalenza rispetto al 2022 (22,2% contro il 23,7%).
L’ultima conferenza stampa dei carabinieri di Campobasso, in occasione di “operazione white cat”, il colonnello Luigi Dellegrazie lo ha detto pubblicamente: “Nell’ambito di questa inchiesta, il dato che più è saltato agli occhi e il largo uso di droga fra i giovanissimi”. Idem nelle recenti indagini della squadra mobile: “Nell’ambito delle nostre indagini – ha riferito in un’altra occasione il capo della Mobile, Marco Graziano – sempre più spesso incontriamo minori che consumano già droghe di un certo tipo. E’ un dato preoccupante”.
E il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga Alfredo Mantovano non ci ha girato intorno: dai dati emerge una “diffusione pandemica delle sostanze stupefacenti”, oltre all’abbassamento dell’età di primo approccio, all’uso abituale e all’incremento del principio attivo.
Non è un caso se il numero di minorenni denunciati all’autorità giudiziaria per reati correlati agli stupefacenti – coinvolti cioè nella produzione, nel traffico e nella detenzione illecita – sia aumentato del 10%.
E come se non bastasse, passano di mano in mano, in modo incontrollato anche fra i più giovani, sia il fentanyl che la xilazina, un sedativo solitamente usato in veterinaria. La diffusione delle nuove sostanze psicoattive (Nps), come si evidenzia nella relazione, continua a creare allarme anche tra gli operatori del settore perché, “essendo composti sintetici facilmente manipolabili, risultano difficili da rilevare e, non essendo immediatamente classificati nelle liste delle sostanze vietate dalla legge, sfuggono spesso ai controlli”.


