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Costanzo Della Porta, 48 anni, avvocato, Senatore della Repubblica eletto nelle fila di Fratelli d’Italia.

Ci saranno le europee, il presidente Mattarella ha detto che la sovranità europea è l’obiettivo finale. Salvini l’ha criticato duramente.

Guardi, io penso che la sovranità europea passa dalla sovranità nazionale, quindi ci vogliono Stati più forti, Stati nazionali per rendere un’Europa ancora più forte, è quella che noi pensavamo, abbiamo sempre pensato come Europa. Una Europa veramente dei popoli, non dei potentati finanziari, da questo punto di vista siamo d’accordo con il Presidente della Repubblica nel cercare di trovare finalmente una soluzione a questa distanza che c’è tra la governance europea e i cittadini. Lo vediamo in tanti settori, in alcune scelte sull’agricoltura, sulla pesca, che vanno contro gli interessi nazionali. Da quel punto di vista rafforzare gli Stati nazionali significa rafforzare la comunità europea, l’Unione Europea. Ma le dico di più: in questo senso un’Italia più forte renderà un’Europa più forte, quindi andiamo in quella direzione, quella disegnata da Giorgia Meloni.

Eppure i toni di questa campagna elettorale stanno andando un po’ sopra le righe, anche la scelta di Salvini di candidare Vannacci ha messo all’attenzione degli italiani delle parole che erano un po’ fuori dal dibattito pubblico: ultimo esempio quello di mettere una decima invece di una X sulla scheda elettorale.

Questa è una scelta, come ho già avuto modo di dire, della Lega, perché come sa meglio di me si vota con il sistema proporzionale. Quindi ogni partito gioca le sue carte. Certo è che alcune uscite di Vannacci tipo quella sulle classi differenziate per i ragazzi con portatori di handicap io non l’avrei fatta.

Vannacci dice ideologicamente che l’odio è il motore del mondo

No, sono frasi nelle quali non ci ritroviamo assolutamente, io credo che in questo momento di campagna elettorale se ne dicano tante, anche per attirare un po’ il voto di alcune fasce elettorali. Noi predichiamo la coerenza come sempre.

I molisani possono votare diversi loro concittadini nelle liste di Fratelli d’Italia, nelle liste del Partito Democratico e anche nelle liste della Lega. A suo avviso qual è la probabilità che l’europarlamentare Patriciello avrà di tornare a Bruxelles?

Io credo che Aldo Patriciello abbia delle buone possibilità, è un candidato molto forte, lo ha dimostrato nel corso degli anni, ha una base elettorale sua propria che va al di là del partito con con il quale si candida. Quindi io credo che Aldo abbia comunque delle buone possibilità.

Lei ovviamente scriverà Giorgia sulla scheda elettorale?

Io scriverò Giorgia, ma daremo una mano anche agli amici di Fratelli d’Italia che si sono candidati. Abbiamo anche una candidata molisana, lo diceva lei prima, l’avvocato Di Biase. Insomma una bella lista quella di Fratelli Italia per il centro sud che esprime tutte le regioni e che credo possa dare un un buon contributo alla vittoria di Fratelli d’Italia.

Come spesso capita in Italia, visto che si vota col proporzionale alle europee, poi i partiti e i leader cercano un suffragio personale per consolidare la loro forza. La Meloni di fatto sta chiedendo quasi un referendum sulla azione di governo, è giusto?

Giorgia Meloni chiede di dare forza al suo operato, vuole sentire la vicinanza degli italiani per rafforzare, come le dicevo prima, l’Italia.

In Europa è l’unico Presidente del Consiglio candidato.

L’unico Presidente del Consiglio d’Europa candidato perché negli altri Stati dove i primi ministri governano i loro i dati anche nei sondaggi sono disastrosi, l’unico caso invece positivo è quello dell’Italia.

Visto che parliamo di capi di Stato degli altri Paesi: in Francia c’è la possibilità che la Le Pen diventi la prima forza del Paese.

Sì guardi questo risultato lo ha già sfiorato Marine Le Pen e poi evidentemente anche lì è un referendum su come sta governando Macron, che non credo brilli, anche sulle ultime uscite di politica internazionale.

Il rapporto della Meloni con Ursula von der Leyen è stato altalenante. Prima c’è stata molta vicinanza, nelle ultime settimane un po’ di distanza. Giorgia Meloni guarda nuovamente ai partiti di destra, ai partiti conservatori?

Giorgia vuole cambiare un paradigma, vuole fare in modo che per la prima volta in Europa non ci sia una maggioranza di centrosinistra, ma ci sia una maggioranza di centrodestra.

Una Gross Koalition?

In questo momento una Gross Koalition, ma diversa da quella che c’è oggi: una cosa è avere il PPE alleato con i socialisti e con i verdi come accade oggi, una cosa è avere il PPE alleato con i conservatori.

Matteo Renzi mette sul campo il nome di Mario Draghi. A lei piace questa ipotesi?

Io credo che il centrodestra italiano, il centrodestra europeo, possa esprimere tanti nomi e poi non sta a me dire quale sarà il migliore che possa essere il collante di questa nuova anima che dovesse uscire dalle urne, però credo che noi possiamo esprimere anche in Italia altri nomi diversi. Per l’amor del cielo, è una persona di spessore.

Si è caratterizzata la politica di Ursula von der Leyen sul New Green Deal. Eppure negli ultimi mesi sembra che stia un po’ facendo retromarcia con delle conseguenze anche dal punto di vista strategico dei piani industriali delle grandi compagnie mondiali.

Me lo auguro perché questa è una delle scelte improvvide dell’Europa, cioè accelerare la transizione che è doverosa, perché noi abbiamo il diritto e il dovere di rispettare l’ambiente, ma anche di rispettare i cittadini che poi magari non si trovano pronti ad affrontare quella sfida. Quindi il Green Deal va bene, non devi però porre una data, il 2035, in cui si chiude tutto, perché non abbiamo noi in Italia neanche le infrastrutture energetiche per sostenere un Green Deal al 2035, quindi tempi giusti, riforme giuste.

Significa però che le grandi multinazionali cambiano i loro piani strategici: per esempio i cinesi non faranno più le 5 gigafactory previste in Germania.

Ma io credo che possano essere anche delle misure, diciamo così, delle frasi dette per incentivare il ritorno a un grande Deal accelerato e quindi magari anche un po’ di propaganda. Io ritengo che con le imprese si parli, ci si metta sul tavolo, come stiamo facendo anche in Italia, il programma per i prossimi anni.

Non c’è il rischio per la nostra Gigafactory di Termoli?
Non credo proprio.

Torniamo a parlare di Termoli: il candidato sindaco del centrodestra unitario è Nico Balice. Lei ovviamente lo conosce da tempo, che giudizio dà dell’avvocato?

È un ragazzo, un collega, che ha un grande pregio: quello di amare la sua città, io ritengo  – glielo dico da sindaco di un piccolo centro – che la prima dote di un amministratore pubblico deve essere quella di amare la sua comunità e la sua città. Nico da questo punto di vista credo sia imbattibile.

Ovviamente i sindaci non trattano il tema della sanità. Eppure sanità e debito sono i temi più caldi per la regione Molise. Qual è il suo giudizio?

Che stiamo andando nella direzione giusta per una serie di dati: il primo, nel 2021 il fondo sanitario regionale era di 610 milioni di euro, con il governo Meloni nel 2023 il fondo Nazionale ha donato e ha consegnato al fondo sanitario regionale molisano 630 milioni di euro, quindi 20 milioni di euro in più e questi soldini poi si vede che hanno portato dei miglioramenti nella nostra condizione sanitaria, se è vero come è vero che sono ripartiti i concorsi per i primari, se la diagnostica e le strumentazioni vengono acquistate dall’Asrem, se è nato il nuovo reparto di Obi all’ospedale Cardarelli e ce ne sarà un altro a Isernia, insomma io vedo anche al San Timoteo qualcosa si muove. C’è una luce in fondo al tunnel.

A fronte però delle tasse più alte per quanto riguarda l’IRPEF regionale.

Questo purtroppo è dovuto a un sistema che negli anni ha portato ad alcune scelte anche sbagliate, mi riferisco per esempio alle cartolarizzazioni degli anni scorsi che hanno inciso e incideranno per anni. Credo che il governo Roberti però stia facendo di tutto per rimettere in piano anche il bilancio regionale, purtroppo non bastano tre o quattro mesi o un anno, ci vorrà qualche anno e chiediamo ai molisani questo piccolo sacrificio per per tornare a essere competitivi anche sul mercato, diciamo, delle istituzioni perché anche da questo punto di vista la regione deve poter sapere esprimere tutte le sue potenzialità. Il Molise ha terra, mare, monti. Ha tutto quello che può avere una regione competitiva.

Poca popolazione però?

Guardi, incentivare il turismo, incentivare la produzione e anche lei parlava prima di gigafactory, significa attrarre anche nuova popolazione.

Un tema sul quale lei già ha dichiarato la sua posizione qui in una precedente trasmissione è quello dell’eolico che è diventato anche un tema da campagna elettorale. Lei ribadisce il favore di quella iniziativa?

L’eolico offshore. Io sono favorevole alle fonti di approvvigionamento da energia rinnovabile. Giorgia Meloni ha detto che il centro sud Italia deve diventare il più grande Hub di approvvigionamento europeo nel rispetto ovviamente dell’ambiente, cioè tutto si può fare, ma non dobbiamo distruggere i nostri terreni, che sono vocati all’agricoltura. Il nuovo decreto che uscirà sull’agricoltura parla di Agri-fotovoltaico e lo stesso accade per l’eolico quindi. Serve energia pulita, ancora meglio, ma nel rispetto dell’ambiente, quindi credo che non ci debba essere un veto pregiudiziale a un investimento sull’energia rinnovabile, ma quell’investimento deve essere però contemperato da altri requisiti che appunto sono quelli del rispetto dell’ambiente, del suolo. Insomma della natura.

Il 2 giugno c’è stata la festa della Repubblica, sono quasi 80 anni di pace in Italia, eppure alle porte bussa una guerra dura. Russia contro Ucraina. Qual è la sua idea? Qual è la sua posizione?

È che la diplomazia deve tornare a fare la diplomazia senza ombra di dubbio.

Anche con i Paesi che non vogliono dialogare?

Con tutti, io credo che la politica internazionale non abbia fatto bene il suo lavoro in questi anni. A fronte di un’invasione, quella russa verso l’Ucraina, non ci sono stati tavoli di concertazioni degni di questo nome. Io credo che la politica debba tornare ad essere quello che è la politica che parla, che dialoga e che faccia tacere i cannoni.

Eppure la Germania e l’America hanno detto di sì all’utilizzo delle armi occidentali contro il territorio russo. La posizione dell’Italia invece è ancora contraria a questa idea.

Ma perché noi non siamo in guerra contro la Russia. Certamente osteggiamo in maniera decisa le mire espansionistiche di Putin che sono tra l’altro anche anti storiche. Tutte le norme che abbiamo messo in campo ma già da diversi anni, anche quando Fratelli d’Italia era all’opposizione, erano norme che volevano, che vogliono, salvaguardare il popolo ucraino. Ma noi non siamo in guerra contro la Russia.

Ma ha senso utilizzare delle armi all’interno del proprio territorio, utilizzare delle bombe per colpire il proprio territorio e non l’avversario?

Ma no, non è che usino le armi per colpire il loro territorio. Sono armi difensive. Molto spesso è contraerea, cioè come fai a difendere l’Ucraina… sinceramente mi fa un po’ specie chi dice: “no ma non mandate le armi dobbiamo fare la pace”. Predichiamo tutti la pace, ma se la l’Ucraina non si difende verrebbe invasa in un mese, forse meno.

Un altro focolaio importante è quello in Palestina: la Spagna, la Norvegia e altri Stati hanno riconosciuto lo Stato palestinese. L’Italia no. Qual è la posizione di Fratelli d’Italia?

Deve essere Europea. Manca l’Europa, l’Europa manca perché non ha una difesa comune, perché non ha una politica uguale sulla transizione energetica, non ha una politica uguale sull’immigrazione. Insomma l’Europa deve cominciare a fare l’Europa anche sulla Palestina. Personalmente le dico che Israele e Palestina sono due popoli diversi ed è giusto che ci siano due Stati diversi. Ma questa è una decisione che dobbiamo prenderla insieme ai nostri alleati europei se vogliamo davvero essere una famiglia europea.

Lei ha detto esercito comune europeo, ma significa mettersi sotto la protezione nucleare della Francia?

No, l’esercito comune non è vincolato alla posizione francese. Se vuoi la pace comincia ad avere un esercito che ti possa proteggere, poi magari non servirà mai, ne siamo convinti perché sono 80 anni di pace e ne ce saranno altri 800, perché a quello miriamo. Però dobbiamo essere pronti. Comunque dobbiamo anche usare armi di deterrenza verso chiunque voglia invece destabilizzarci.

Se a novembre dovesse vincere Trump cambia il mondo, cambia lo scenario democratico del globo?

Ma, guardi, Trump c’è già stato, quando è stato Trump presidente degli Stati Uniti con tutte le sue contraddizioni gli Stati Uniti non hanno sparato un colpo di cannone. Al di là di quello che si dice di Trump. Anzi mi ricordo che forse è stato l’unico leader occidentale ad andare in Corea del Nord. Devo dire che Biden invece non è stato all’altezza del compito.

Perché i molisani dovrebbero scrivere sulla scheda elettorale Giorgia Meloni, e perché dovrebbero votare a Termoli Nico Balice?

Perché credo che si vada nella tradizione dei nostri valori, perché Giorgia Meloni è un leader carismatico che merita ancora il sostegno degli italiani e perché Nico Balice è un uomo che ama Termoli e che sarà un grande sindaco per Termoli.

della porta barone