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Campobasso, manca poco al silenzio elettorale: i comizi di chiusura prima del voto

Ultime ore prima dell’apertura dei seggi, domani – sabato 8 giugno – a partire dalle 15. E anche a Campobasso, si sono incastrati i comizi di chiusura. Quelli che vengono considerati gli ultimi appelli pubblici al voto. Voto che rinnoverà il sindaco e il consiglio comunale di Palazzo Saan Giorgio, amministrtato negli ultimi cinque anni, dal Movimento cinque stelle con Roberto Gravina sindaco e Paola Felice che ha sostituito Gravina subito dopo l’elezione in consiglio regionale.

DE BENEDITTIS CHIUDE AL RINASCIMENTO: “CON ME FILIERA ISTITUZIONALE PER IL RILANCIO DI CAMPOBASSO”

De benedittis comizioNoemi fa il botto a TermoliNoemi fa il botto a TermoliDe benedittis comizioDe benedittis comizio

Il primo a chiudere la campagna elettorale per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Campobassoo, è Aldo De Benedittis. Questa sera,  alle 18, puntuale sulla tabella di marcia, tutto il quartier generale del centro destra, presente anche il governatore Francesco Roberti, insieme a candidati e simpatizzanti, si è ritrovato nella asala ricevimenti dell Hotel Rinascimento.

L’avvocato, candidato a sindaco del comune capoluogo, ha scelto il Rinascimento per fare il suo ultimo appello al voto ma anche per ringraziare i tanti amici che in questi giorni non l’hanno mai lasciato solo. “Quasi mi dispiace sia finita questa campagna elettorale” ha detto aprendosi al pubblico.  “Tutta la coalizione mi porta a chiedere agli elettori di consolidare, anche con il Comune di Campobasso, la filiera istituzionale: governo, regione e comune. Così che potremmo lavorare più facilmente e rapidamente per garantire crescita e progresso a questa città. Palazzo San Giorgio – ha concluso De Bendittis – sarà aperto ai cittadini che potranno bussare alla porta del loro Comune per avanzare le proprie istanze. Io non ho velleità regionali, come qualcuno ha fatto prima di me, il mio unico obiettivo è lavorare e farlo bene per la crescita e lo sviluppod ella nostra Campobasso”.

MARIA LUISA FORTE IN PIAZZA MUNICIPIO: “UN VOTO DI SALVEZZA PERCHE’ CAMPOBASSO NON SIA UNA STAZIONE DI SERVIZIO TRA TERMOLI E VENAFRO”

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“Più che di conquista questo voto sarà un voto di salvezza per Campobasso. Una salvezza per evitare che finisca nella famosa filiera istituzionale tra governo,  il peggior governo di destra che ha avuto l’Italia dal dopoguerra ad oggi, e i ‘grandi’ risultati che in questi anni ha ottenuto la regione Molise” sono le parole di Piero Neri, fra le prime, che al comizio di chiusura scaldano la piazza.
Alle 19.15 il centrosinistra ha aperto il confronto pubblico con i cittadini prima di entrare nel vivo del silenzio elettorale.

“Votiamo il centrosinistra perché Campobasso si salvi e non  non diventi una sorta di stazione di servizio nel deserto tra Termoli e Venafro”.  Sulla stessa scia gli interventi di tutti i sostenitori fino al momento di Maria Luisa Forte accolta con un lungo applauso per aver accettato “senza supponenza ma ascoltando tutti” di scendere in campo come precisa Alessandra Salvatore.

E lei ha ringraziato tutti commuovendosi. Parla alla piazza ma ha la voce spezzata dall’emozione: “Mi caricano di responsabilità le parole che ho appena sentito – dice – Noi, insieme, abbiamo questo grande compito di mantenere Campobasso in una coalizione progressista, guidata da valori progressisti perché ci fanno paura le derive dell’altra parte. Pgnuno di noi è qui per mettersi al servizio della città. Con passione e impegno civile. E questo perché nessuno di noi ha altro interesse che non sia quello dei cittadini. Noi non rispondiamo ai poteri, noi abbiamo la schiena dritta e opereremo unicamente per il bene pubblico”.

PINO RUTA CHIUDE: “PERCHE’ MI SONO CANDIDATO? PERCHE’ ANCHE IO, COME VOI, SONO STATO INGANNATO DAL VOTO PEER 35 ANNI. MA CAMBIARE SI PUO’ E SENZA PAURA”

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Il comizio di chiusura di Pino Ruta lo apre Massimo Romano. La location è sempre Piazza Municipio. “Ciascun cittadino – dice Massimo Romano –  deve farsi carico di diventare protagonista di un cambiamento che oggi come non mai è possibile perché lo dimostrano i numeri di questa piazza e i numeri che abbiamo toccato in questa campagna elettorale. Abbiamo ravvisato, toccato con mano, l’esigenza di dare una svolta a questa città in modo autentico. E, guardate, lo voglio dire, non si offenda nessuno, ma io penso che chi doveva dimostrare ha dimostrato. Io non sono soddisfatto di come sono andate le cose e non lo sono tanto nei confronti del centrodestra (non parliamo del disastro che si sta combinando al livello regionale con questa filiera istituzionale dei Cesa e Lotito di turno) quanto nei confronti del centro-sinistra”.

Pino Ruta prende la parola tra gli applausi della folla: “In un incontro al centro anziani del Cep mi è stata posta una domanda, apparentemente semplice ma invece molto profonda: perché ti candidi? Mi candido perché dopo 35 anni che mi hanno preso in giro con il voto, io non ne posso più. Non se ne può più di questi che millantano progetti, programmi, promesse, prospettive rosee che associano a slogan ingannevoli. E basta con le storielle dell’inclusione, della condivisione, del sociale, dei giovani: è tutto una presa in giro. Totale. Non avrei mai pensato di fare politica in vita mia, perché ho fatto la mia professione e avrei potuto continuare a a farla adesso che sto raccogliendo i migliori frutti. Ma davvero non se ne può più di questa politica intrisa semplicemente di slogan fuorvianti sia della sinistra che della destra. L’ultimo inganno, quello dell’amministrazione 5 Stelle che peraltro ho votato. Ma proprio questo mi ha fatto pensare che forse, ad un certo punto, se noi non ci interessiamo alla politica, la politica non si interessa a noi. Per questo bisogna scendere in campo e assumersi la responsabilità di poter cambiare concretamente le cose”.