Campobasso? La ‘risvegliano’ i giovani imprenditori, esempi di lucida visionaria follia: quando l’unione fa la forza
Non si fanno la guerra, anzi. Hanno messo insieme il proprio potenziale e hanno creato eventi capaci di attirare centinaia di persone nelle location stabilite: “Il gioco di squadra – dicono – è sempre vincente. Nello sport e nella vita”.
Posto che tutti i piccoli imprenditori – soprattutto a Campobasso – sono coraggiosi perché investono, rischiano in proprio, hanno una propensione al sacrificio e si confrontano con obiettivi impegnativi; va detto pure che ci sono alcuni esempi, come quelli evidenti in quest’ultimo periodo, che – a dispetto pure dello spopolamento – stanno provando a rilanciare questa “bella città”.
Perché “a Campobasso si potrebbe fare tanto, se tutti unissimo le forze in un progetto comune di crescita e sviluppo. Senza invidie. Senza gelosie” è il leit motiv che guida la chiacchierata con ognuno di loro. Sono giovani imprenditori (età media 40 anni), titolari di bar, attività ricettive e di ristorazione, agenzie di servizi e impianti sportivi. Hanno messo insieme gli obiettivi, un “consorzio di idee” al quale hanno dato forma con eventi capaci di attrarre centinaia di persone, di offrire lavoro ai più giovani, di innescare collaborazioni con aziende che lavorano sul territorio e quindi creare sfaccettature economiche e sociali di rilievo.
A titolo di esempio: gli eventi organizzati prima col Campobasso Calcio e adesso con gli Europei 2024.
Scegliere l’area del Palaunimol per trascorrere una serata fra calcio, panini, pizze, beverage e djset ha trascinato circa mille persone in viale Manzoni, ha messo in campo una macchina organizzativa frutto dell’ingegno di tre giovani imprenditori: Vincenzo Valle, Rosario Filipponio e Giuseppe De Michele. Amici, titolari di tre strutture diverse, ma uniti da un obiettivo comune: gettare il cuore oltre l’ostacolo delle difficoltà congiunturali del momento e quello della pigrizia che ammala l’entusiasmo.
Hanno sfidato il pessimismo e l’appiattimento e hanno attivato una politica imprenditoriale vincente. Lo dice la scritta “sold out” che registrano tutte le sere (adesso) in occasione degli Europei. Lo dice lo storico degli eventi che hanno preparato (sempre insieme) con strategie di diversificazione e crescita sul territorio “per trasmettere il messaggio che a Campobasso si può fare molto” dice Vincenzo Valle.
“Tutto nasce principalmente dal fatto di essere tre amici che hanno attività simili, e che per questo siamo anche accomunati dallo spirito della sfida che punta continuamente a realizzare qualcosa di diverso per Campobasso – spiega Valle – Quello che facciamo è il frutto di una visione che sposa gli obiettivi di tutti e tre noi, anche perché pensare di organizzare alcuni avvenimenti da soli sarebbe impossibile”.
Capacità meritevoli di essere sottolineate e che descrivono in parte anche il loro coraggio “perché l’investimento economico c’è ovviamente – continua Valle – ma se lavori bene c’è pure il guadagno”. E l’investimento significa anche lavoro per i più giovani “che non abbiamo mai avuto problemi a trovare come spesso sentiamo dai media. Sarà perché, essendo giovani anche noi, sappiamo che un ragazzo se lavora va pagato in un certo modo e noi lo facciamo”. In una sola serata, Valle, Filipponio e De Michelehanno assunto con contratto a chiamata ben 30 persone.
In un’intervista rilasciata alcuni anni prima della sua scomparsa, Leonardo Del Vecchio ammoniva così i giovani imprenditori: “Dobbiamo abbandonare le paure che spesso frenano le aziende italiane ad affrontare nuove sfide e accettare come positivo il cambiamento. Non è pericoloso decidere e sbagliare, ma invece credo che possa essere fatale per qualsiasi azienda non avere il coraggio di prendere decisioni”.
Se ne deduce che, oltre il tipico rischio d’impresa, l’imprenditore coraggioso è colui che è disposto a mettersi in gioco affrontando sfide che vanno oltre la gestione ordinaria della sua azienda.
La dimostrazione arriva anche dall’attività di Michele De Simone che insieme ai fratelli e in collaborazione con i gestori di un centro sportivo di Ferrazzano (Paolo Dallacqua, Jacopo Gentile Lorusso e Luca Giannotti) sempre prendendo spunto dalla capacità aggregativa del calcio, hanno organizzato per questa estate “azzurra” tornei di beach volley, padel e maxi schermo con area food e beverage.
“Nella nostra città – spiega De Simone – non ci sono spazi per fare molti eventi e se ci sono non è semplice neanche richiederli. Con i miei fratelli e altri piccoli imprenditori come me, abbiamo inteso programmare una collaborazione per organizzare qualcosa di diverso che potesse offrire un servizio di aggregazione e socializzazione a Campobasso e dintorni. E’ una scelta che fai perché ami la tua città, perché credi nel suo potenziale e tu vuoi essere artefice di quella crescita. Quindi ci metti la faccia perché sì, è vero che c’è anche un ritorno economico, ma ognuno, prima di tutto, investe la propria serietà per offrire qualcosa di più. Noi lavoriamo tutti i giorni al bar, e poi in occasione dell’evento ci spostiamo alla location di Ferrazzano per continuare a lavorare a ritmi importanti”. E anche Michele, come gli altri, sottolinea che lavoro e assunzioni “seppure con contratti a chiamata perché questo ci permette la legge” sono l’altra lettura positiva di queste iniziative.
Posto quindi che anche a Campobasso ci sono giovani imprenditori coraggiosi, è vero anche che “unire obiettivi e strategie” porta sempre buoni frutti.
D’altronde, anche per l’impresa, come per lo sport: “l’unione fa la forza”. E questo “laboratorio di idee” potrebbe soltanto essere l’inizio di un percorso, con l’impegno di realizzare da qui in avanti, eventi e progetti caratterizzati da una combinazione di valori dove “prevale sempre la voglia di affermare prima di tutto la città capoluogo” a dispetto di report e statistiche che la chiamano “città vecchia”.





