Montesanto: “Bomba Gigafactory, chi vanta la filiera istituzionale cosa farà ora? Tasse alte a Termoli, la gente così va via”
Andrea Montesanto 38 anni imprenditore, candidato alla carica di sindaco di Termoli per la lista Costruire Democrazia
Nella campagna elettorale all’improvviso è arrivata una notizia bomba: Tavares ha detto che la gigafactory a Termoli sarà realizzata forse solo nel 2025 mettendo in ambasce tutto il territorio
Assolutamente. Posso già annunciare che siamo al lavoro e sto collaborando con Massimo Romano per presentare una mozione in consiglio regionale. Questo è un problema, chiaramente, rispetto a quanto si era detto in tutto questo periodo. Dalle parole dell’amministratore di Stellantis Tavares c’è stata proprio una sospensione per quanto mi risulta e quindi penso che probabilmente è arrivato il momento in cui il governo attuale di centrodestra – mi riferisco a quello regionale che vanta di questa filiera istituzionale – debba portare avanti adesso in modo concreto ciò che ha sempre promesso a partire proprio da questo problema che si è venuto a creare.
Purtroppo le politiche sul Green Deal hanno portato a questa incertezza: il 2035 non è più una data certa per l’interruzione delle produzioni di motori endotermici, i grandi gruppi industriali su questa incertezza hanno cambiato i loro piani
Questa, diciamo, è la motivazione principale: sembrerebbe che hanno bloccato tutto proprio per un mancato decollo delle vendite dei veicoli elettrici e penso che sia – ripeto -un problema assolutamente da affrontare in modo immediato per tutelare i residenti di Termoli, le persone che sono interessate alla zona industriale, per garantire il diritto al lavoro di queste persone che riguarda la creazione di questa Gigafactory.
Balice qui ha detto che lei deve studiare un po’ di più sul tema della sanità. Ha aperto i libri?
Sì, posso dire che studio di più ultimamente, da quando ho iniziato questo percorso della salvaguardia dell’ospedale e della politica, che quando andavo a scuola probabilmente. La domanda che è stata fatta riguardava – se non erro – le tasse comunali e regionali. Cioè sull’accusa che io ho fatto su una base concreta appunto studiando proprio l’argomento, la risposta è stata riguardante la sanità pubblica. Quindi partendo dal presupposto che non capisco il collegamento in ogni caso penso sia giusto rispondere nel dettaglio ad entrambe le questioni. Allora, dal punto di vista delle tasse, come ho già detto in un post qualche giorno fa subito dopo l’intervista di Nico Balice, è un dato di fatto che il nostro presidente della Regione probabilmente più che presidente si può definire il re delle tasse visto che appena arrivato in Regione la prima cosa che ha fatto è stata quello di aumentare l’Irpef regionale ai limiti massimi di legge. E la stessa cosa è stata fatta un po’ di mesi fa al Comune di Termoli dove hanno istituito una flat tax e quindi automaticamente hanno penalizzato tutto il ceto medio basso. E voglio ricordare che proprio 5 anni fa sul programma presentato dall’attuale amministrazione comunale era proprio scritto che si sarebbero impegnati per alleggerire il carico fiscale. Beh, se questo è il modo di alleggerire, mi sembra un po’ particolare come cosa! Per quanto riguarda la salvaguardia dell’ospedale San Timoteo invece, e della sanità pubblica in generale, mi auguro appunto che Nico Balice quando ha detto che da quando io mi occupo di questo tema le cose sono cambiate mi auguro che non volesse intendere che i problemi sono stati risolti perché dubito che l’inserimento di tre nuovi medici presso la nostra struttura sia sufficiente per risolvere tutti i problemi. Naturalmente diverse volte ho detto che è ben visto l’arrivo di questi medici ma questo non vuol dire che è stato risolto il problema.
Cosa ne pensa del decreto governativo sull’accorciamento delle liste d’attesa senza finanziamenti?
Difficile risolvere in questo modo la problematica. Penso che sia stato già avviato un percorso in tal senso con una collaborazione con i privati a livello regionale e dubito che possono risolvere in questo modo, con questo decreto, il problema. Credo ci sia bisogno di lavorare molto di più, in modo molto più concreto.
La Vigilante qui ha avuto parole non dolcissime su di lei. Lei ha risposto sui social. Qual è adesso il rapporto con la candidata del campo largo?
Devo essere sincero, ci siamo chiariti poco dopo e quindi il rapporto comunque è tornato ad essere abbastanza positivo. Quindi non ho nient’altro da aggiungere a riguardo.
Evidentemente avete ancora la speranza di un ballottaggio che vi possa poi trovare uniti…
Vedremo come andrà a finire questa cosa. Di sicuro noi saremo lineari e coerenti come dal primo giorno.
Sulle zone economiche speciali, visto anche quello che sta accadendo con la gigafactory dobbiamo temere anche questa voce, dobbiamo pensare che anche le Zes sono pericolose…
È importante far capire che la ZES non è qualcosa di pericoloso come qualcuno – del centrodestra – ha detto. È bene fare chiarezza perché la ZES, come zona economica speciale, ha a che fare con incentivi per le aziende per il nostro territorio, per nuove aperture di attività o per espansioni dal punto di vista degli strumenti e dei macchinari. Non solo, la ZES è stata modificata proprio a inizio anno in ZES unica. Fondamentalmente si tratta di incentivi per le aziende riguardanti crediti di imposta ed è stato ampliato questo discorso in una zona geografica che comprenderà tutto il Sud. Non a caso si chiama ZES unica Mezzogiorno.
Lei concorda con questa scelta del governo oppure è penalizzante per i nuclei industriali tipo quello di Termoli?
Penso che sia una cosa positiva perché considerare degli incentivi per le aziende, che sono poi il motore economico e danno posti di lavoro sul nostro territorio, considerando anche la situazione che stiamo vivendo e la problematica che è appena emersa per quanto riguarda la Gigafactory, penso che sia una cosa positiva, non pericolosa.
Dal punto di vista della condizione demografica, la regione Molise sconta una popolazione in forte calo ogni anno. Il tema dell’Autonomia Regionale è diventato anche un tema di caratura nazionale con l’intervento della Gabanelli. Qual è la sua idea? Meritiamo ancora l’autonomia?
Io penso di sì. Penso che sia un nostro diritto, non possiamo assolutamente cancellare la nostra identità. È vero che sono soltanto 60 anni che esiste la nostra Regione, ma penso sia importante perché quando è stata istituita evidentemente c’erano delle differenze culturali e non solo rispetto ad altre regioni vicine. Penso che sia importante investire da diversi punti di vista per far sì che possa tornare della gente a vivere in Molise e incentivare nuovi residenti.
Balice ha detto che Termoli deve diventare subito una città da 50.000 residenti. Concorda?
Io sono abituato a fare i conti con i numeri e a basare le mie idee su programmi concreti. Mi sembra abbastanza surreale avere un pensiero in tal senso perché, se iniziamo a pensare che la regione Molise è tra le più tassate in Italia e il comune di Termoli è tra le città con la tassazione maggiore nella nostra regione, è evidente che molte persone dei paesi limitrofi a Termoli, non avendo servizi, si sono dovute trasferire a Termoli per questioni lavorative. Dubito che così facendo riusciremo ad attrarre nuovi residenti nella nostra regione e città.
Ha una ricetta?
Come ho sempre detto, la prima cosa è partire a sistemare ciò che abbiamo per rendere la città più bella e abitabile. Investire sulle infrastrutture, sui servizi e sull’università. Bisogna fare un passo alla volta per sviluppare il nostro territorio e renderlo più attraente.
Mancano poche ore alla scelta dei termolesi. L’8 e il 9 giugno si sceglierà il futuro sindaco. Lei è un’opzione sulla scheda elettorale. Perché i cittadini di Termoli dovrebbero mettere una X sul nome Andrea Montesanto?
Io sono qui da cittadino. Ho iniziato questo percorso in autonomia con il nostro movimento “Costruire Democrazia”. Abbiamo provato in tutti i modi di fare una coalizione per portare un progetto concreto e ho sempre promesso che avrei portato avanti in modo coerente e lineare, se possibile, questa collaborazione con le forze civiche e politiche territoriali. Anche se non è stato possibile fare una coalizione, sono convinto che possiamo offrire una vera alternativa ai cittadini termolesi. Non siamo a fianco di nessun partito nazionale, ma siamo in ottima compagnia con i cittadini. Comunque vada, porteremo avanti le nostre battaglie, a partire dalla salvaguardia dell’ospedale San Timoteo fino alla riqualificazione vera e non quella promessa 5 anni fa e mai realizzata.



