Logo
Accoltellamento a Parco dei Pini, sotto sequestro la macchina, il cellulare e gli abiti dell’indagato. Non si trova il coltello

I carabinieri hanno proceduto al sequestro di tutti gli elementi che potrebbero essere utili per la ricostruzione dei fatti accaduto la notte di domenica 9 giugno. Saranno analizzati dai militari del Ris. In caserma diverse persone sono state ascoltate. L’avvocato Tolesino: “Non ho gli atti e al momento è presto per dire qualunque cosa. Gli inquirenti sono al lavoro e noi pure. Non ci sono novità”

I carabinieri sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto attorno alle 22 di domenica – 9 giugno – in zona Parco dei Pini a Campobasso. Quando, a seguito di una colluttazione fra due giovani campobassani, uno dei due avrebbe sferrato un colpo di lama al “rivale” causandogli ferite che lo hanno poi costretto asubire un intervento chirurgico al Cardarelli per tamponare l’emorragia. La vittima dell’accoltellamento, per fortuna, è fuori pericolo. L’altro, invece, è indagato a piede libero con l’accusa di tentato omicidio.

Gli inquirenti, però, stanno cercando di capire cosa sia realmente accaduto. Questo, al di là delle dichiarazioni rese nell’immediatezza dei fatti dal giovane denunciato. Quindi, il sostituto procuratore, Vittorio  Gallucci, ha disposto il sequestro dell’automobile, degli abiti e del cellulare dell’uomo sottoposto ad indagini. Elementi che saranno oggetto di accertamenti da parte dei carabinieri del Ris.

Introvabile, per ora, il coltello a serramanico che ha colpito la vittima. Le perquisizioni personali e domiciliari a carico del 30enne hanno infatti dato esito negativo. Nessuna traccia dell’arma. E quindi gli interrogativi diventano molteplici: chi ha portato l’arma? Chi ha iniziato a colpire? Quesiti che fanno tornare in mente fatti già accaduti,  e che si auspica possano in qualche modo essere spiegati dall’esito degli esami scientifici che saranno eseguiti sul materiale sequestrato. Ma al momento, nessuno fra gli inquirenti, e nè l’avvocato hanno reso dichiarazioni che facciano chiarezza sui fatti. Il legale dell’uomo indagato, Silvio Tolesino, laconico, ha risposto: “Ripeto: non ho gli atti e quindi al momento ogni parola rischia di essere fuori luogo oltre che inopportuno. Gli atti sono secretati, gli inquirenti sono al lavoro e anche noi, da parte nostra, stiamo cercando di ricostruire gli avvenimenti. Altro non so e se sapessi naturalmente non potrei riferirlo. Aspettiamo”.

Intanto i carabinieri, anche in questi giorni, stanno ascoltando parenti, amici e testimoni che possano fornire in quanto “persone informate sui fatti” aspetti utili a capire in che contesto si è svolta la colluttazione prima e l’accoltellamento subito dopo.