Accoltella il “rivale in amore” per strada, trasferito in carcere il presunto autore del tentato omicidio
Il giovane campobassano che era in prova ai servizi sociali per precedenti specifici ha ricevuto la revoca del provvedimento dal Tribunale di Sorveglianza dopo i fatti avvenuti la sera di domenica 9 giugno e nella giornata di ieri – giovedì 20 giugno – è stato tradotto nella casa di reclusione di via Cavour. L’avvocato Tolesino: “Sto lavorando per chiedere la revoca della misura in fase di udienza. La ricostruzione dell’accaduto non è chiara”
Ieri – giovedì 20 giugno – i carabinieri lo hanno trasferito in carcere. L’accusa, al momento, è ancora quella di tentato omicidio ma non è escluso che possa trasformarsi in lesioni gravissime. Al momento è confinato nella casa di reclusione di via Cavour. Era già in prova ai servizi sociali per precedenti specifici e il tribunale di sorveglianza nelle scorse ore, a fronte della violazione di quella misura con il reato che si è consumato a Parco dei Pini ha deciso di revocare la misura e trasferirlo nuovamente in carcere in attesa della conclusione delle indagini e quindi del nuovo giudizio.
I fatti sono quelli che la notte del 9 giugno scorso hanno scosso la zona di Parco dei Pini. Dove il 30enne ha incontrato la sua ex con il nuovo compagno. Prima la lite fra i due, alla presenza di altre persone poi ascoltate dai carabinieri, poi un coltello con il quale il 30enne avrebbe colpito il “rivale” causandogli una ferita all’addome che ha poi richiesto un intervento chirurgico all’ospedale Cardarelli di Campobasso.
Le indagini sono ancora in corso. I carabinieri del Ris, analizzeranno l’automobile dell’indagato, il cellulare e tutti gli elementi sequestrati in fase di perquisizione. Ma del coltello nessuno traccia. Ancora oggi non è stata trovata l’arma che avrebbe colpito la vittima. L’avvocato del 30enne, Silvio Tolesino si limita a commentare che “la ricostruzione dei fatti fatta finora non è molto chiara, personalmente riscontro diverse anomalie – dice – sto lavorando per chiedere la revoca della misura in carcere”.





