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Vincenzo Norante, libero professionista di 51 anni, già assessore comunale nel quinquennio 2014-2019, candidato sindaco alla guida della lista ‘Crescere insieme’ a Campomarino nel faccia a faccia con Antonello Barone

Qual è la sua area politica di riferimento?
“No, non c’è un’area politica di riferimento, noi siamo una lista civica, io da sempre ho fatto parte della società civile quindi mi sono sempre espresso nelle liste civiche”.

Però il presidente Roberti è al suo fianco in questa battaglia elettorale?
“Oltre al presidente Roberti abbiamo tanti amici che fanno parte della regione che sono al nostro fianco, quindi c’è una tendenza verso il centrodestra sicuramente”.

Molti non hanno compreso perché il Sindaco Silvestri ha rinunciato a questa battaglia politica.
“Questo bisognerebbe chiederlo a lui, però in questi periodi ci siamo sentiti perché abbiamo un ottimo rapporto e ha deciso di interrompere questa esperienza, di mettersi da parte e dedicarsi con più tempo a quello che è l’interesse del consorzio industriale”.

Dal punto di vista politico la sua lista vede tanti amministratori dell’era Silvestri: ci sarà continuità o innovazione?
“No, assolutamente non ci sarà continuità, ma non ho nulla contro quello che c’è stato fino ad adesso. Qualcuno continua a dire di portare avanti quel programma, parla di continuità, ma non c’è continuità. Sono quattro i componenti uscenti e sono espressione della società civile che hanno deciso di prestare ancora il loro impegno, la loro passione per Campomarino e di prestarlo a fianco a me”.

Lei si troverà a gestire 20 milioni di euro circa di programmazione che in questi anni il sindaco Silvestri è riuscito a ottenere. Cosa pensa di dover fare per la città con questa mole importante di finanziamenti?
“Per la città c’è tanto da fare, ma tanti progetti sono già in essere e stanno per iniziare, quindi dobbiamo portare a conclusione quanto sta per iniziare come i nuovi asili, le nuove scuole, la nuova mensa e dobbiamo far sì di attrarre altri fondi, altri altri finanziamenti per realizzare nuovi progetti”.

Campomarino vive questa sua doppia anima: un’anima invernale e un’anima estiva. Di fatto è come se ci fossero due città, qual è l’impegno di un sindaco a gestire un piccolo paesino che poi d’estate diventa una città importante?
“Campomarino vive quello che vivono un po’ tutte le città sono sulla costa. C’è un periodo più florido durante l’estate quando arriva gente, arrivano i turisti da tutta Italia, e un periodo più tranquillo che è quello invernale. Noi dobbiamo fare in modo di attrarre la gente oltre che nel periodo che va da luglio ad agosto anche da aprile, ad ottobre, e incentivando quello che possono essere le attività ricettive, le attività turistiche, facendo eventi culturali, eventi sportivi in modo che venga più gente possibile”.

Dal punto di vista dell’identità Campomarino è una comunità arbereche. Ma questa identità si sta andando a diluire.

“Purtroppo si sta perdendo perché passando le generazioni a Campomarino sta arrivando tanta gente di fuori. Crescono ragazzi che hanno genitori dell’entroterra molisano, che sono del foggiano. Però non dobbiamo abbandonare le nostre radici, la nostra lingua.
Nella nostra lista c’è un ragazzo di origine albanese che ci permetterà di avere ancora un legame più forte con questa comunità, ma soprattutto con la comunità albanese dove avremo una relazione costante”.

La collina di Campomarino affaccia al mare, ma affaccia anche verso l’interno con il nucleo industriale. Qual è il rapporto che avete con questa fonte importante di reddito e di occupazione?

“Campomarino oltre ad affacciarsi fa parte del nucleo industriale, alcune aree del territorio di Campomarino rientrano all’interno del nucleo industriale. Per noi è fondamentale. Dobbiamo essere noi gli attori principali del nucleo industriale attraverso la collaborazione con gli altri comuni che ne fanno parte, è fondamentale per Campomarino, i campomarinesi e per chi vorrà venire a Campomarino, soprattutto per le offerte di lavoro che si generano e che si creano nel nucleo”.

Qual è la sua valutazione sull’atterraggio della Gigafactory.
“Secondo me è ottima, perché la Fiat sta perdendo un po’ di di consensi, come un po’ di posti di lavoro. Adesso con la Gigafactory ci saranno nuove opportunità, nuovi investimenti e oltre ai posti di lavoro c’è adesso un indotto grandissimo che porterà tanta gente a visitare questi luoghi e a lavorare in questi luoghi e ciò non toglie che si possano innamorare di questa terra, di questi luoghi, e restare qui a crescere i loro figli come hanno fatto tanti torinesi negli anni ’70”.

Vi candidate ad essere un po’ la casa dove i lavoratori possono pernottare e vivere?
“Non solo possono pernottare e vivere. Possono portare le loro famiglie, tornare a casa in questo periodo e fare il passaparola e dire sono stato benissimo a Campomarino, una bellissima città accogliente, possiamo far crescere anche lì i nostri.

Pescara nel 2027 diventerà la Grande Pescara andando a integrare tre comuni, ma il sogno di fare una grande città della costa molisana è un’idea che le piace oppure no?
“Una grande città no, però una grande collaborazione con la costa molisana sì. Noi abbiamo ottimi rapporti. Io personalmente ho ottimi rapporti con gli altri rappresentanti locali e quindi dobbiamo fare in modo che tutta la costa molisana risalti e questo può avvenire soltanto collaborando. Adesso c’è la pista ciclabile che ci unisce, ma ci saranno altri progetti culturali, eventi musicali, eventi di qualsiasi tipo che ci potranno unire e far sì che il turista di Campomarino possa andare a Termoli, così come a Petacciato e Montenero e viceversa. Che possano venire da noi e far conoscere tutta la costa molisana che sono circa 33 km, quindi non è grandissima e ci si può spostare tranquillamente”.

33 km e tre porti turistici: troppi oppure van bene così?
“No, va bene così, ma sicuramente dobbiamo sviluppare il nostro porto turistico, che senza togliere nulla agli altri, morfologicamente parlando è il più bello. Dobbiamo far sì che questo porto decolli. Progetti ce ne sono. Faremo un bando pubblico che possa essere appetibile per investitori importanti che abbiano un certo interesse per Campomarino. Si possono ottenere nuovi posti di lavoro per i ragazzi che vivono a Campomarino, nuove opportunità sia per attività che si realizzano all’interno del porto, sia per chi poi potrà andare a visitare il Borgo e Campomarino Lido oppure il Borgo di Nuova Cliternia”.

Dal punto di vista degli investimenti siete sempre molto vicini all’imprenditoria pugliese, questo legame con la Puglia è un valore oppure no?
“Sì assolutamente sì, un valore. Con la Puglia siamo confinanti e quindi sono tanti i pugliesi che da sempre vengono a Campomarino. Hanno comprato casa, hanno investito, però non ci unisce soltanto la Puglia. Noi abbiamo la fortuna di avere anche rapporti con la Campania, con il Lazio, con l’Abruzzo. Ma ultimamente sto verificando che a Campomarino si stanno fermando anche tanti turisti del Nord Europa, addirittura americani, australiani

Si può salvare l’autonomia della Regione Molise attraverso l’industria o attraverso il turismo?

“Entrambe, vanno di pari passo, quindi sia l’industria che ci porta posti di lavoro e nuove opportunità e allo stesso modo il turismo che faccia vedere quanto è bella la nostra regione, quanto è accogliente”.

Siete uno dei pochi comuni della regione in cui l’elemento demografico non decresce.
“Esatto, è in crescita, abbiamo superato gli 8.000 residenti. Ma questo perché oltre alle grandi opportunità che ci sono a Campomarino si vive bene. Si sta bene. Siamo ancora, non dico l’Isola felice di una volta, però si sta bene e quindi poi la gente viene, si trasferisce. Abbiamo tutti i servizi e abbiamo a portata di mano le infrastrutture come può essere la ferrovia e l’autostrada che permette a tutti di potersi muovere liberamente”.

Di Carlo ha fatto una critica abbastanza dura al centrodestra molisano.
“Non condivido assolutamente. Io ho grandi amici nel centrodestra molisano, in questa politica, negli assessori, ma soltanto grazie a loro si possono realizzare grandi progetti o i piccoli progetti dove c’è una filiera di rapporti con le persone si può realizzare qualcosa per il nostro bene per il bene dei nostri cittadini”.

Civici, ma con una filiera istituzionale?
“Sì, assolutamente sì, altrimenti non si può fare nulla con le risorse personali, si può fare soltanto un lavoro ordinario. Per quanto riguarda gli interventi straordinari, le grandi opere, dobbiamo avere la filiera con Regione, Ministero e Europa. Da soli non si va da nessuna parte”.

Cosa pensa invece della terza sfidante?
“Conosco Marialuisa Di Labbio da quando eravamo bambini e ragazzi. Poi abbiamo preso strade diverse. È una bravissima persona, pacata, tranquilla, ci siamo confrontati anche durante la presentazione delle liste, persona con la quale si può dialogare tranquillamente”.

A proposito di Di Carlo, state facendo una polemica: sembrerebbe che il suo avversario ha copiato un programma elettorale, è così?
“No, non è una polemica. Assolutamente no. Siamo stati oggetti di polemiche in questi periodi, però abbiamo lasciato correre, però ultimamente venivano elettori di Di Carlo che manifestavano questo dubbio: Ma è possibile che il programma elettorale che è stato presentato è copiato da qualcuno? Sono stati loro a farmi notare questa cosa e l’abbiamo manifestata, ma senza fare polemica, abbiamo soltanto detto che non c’è un vero e proprio progetto per quello che è il nostro territorio e per i nostri concittadini”.

Quali sono le tre priorità che da sindaco vorrebbe realizzare?
“Sicurezza, ordine e decoro. Sicurezza per i nostri territori e per chi li vive. Sociale per la gente che è ai margini di questa società, quindi coinvolgerli il più possibile e soprattutto decoro. Il decoro è quello che mi chiedono di più le persone, quindi rendere Campomarino ancora più bella, eliminare tutto ciò che sono delle brutture, soprattutto quei parcheggi selvaggi che sembra di stare nelle metropoli sudamericane. Quindi rendere Campomarino più appetibile, più accogliente, rendendola più bella”.

Si sentirebbe pronto per un confronto all’americana con i suoi due avversari?
“Sì, non c’è problema”.

Perché un cittadino di Campomarino dovrebbe votare Norante?
“Per la serietà, la competenza e la pacatezza. Noi siamo sempre pronti al confronto e non allo scontro, come fanno altre persone”.

Norante enzo