Violenza di genere
|“Mostri”: successo a Torino per il libro di pedagogia civile di Giovanni Mancinone. Regione grande assente al Salone
Il libro “Mostri” di Giovanni Mancinone, pubblicato da Rubbettino, ha suscitato grande interesse durante due incontri a Torino. Il primo si è tenuto al Caffè Roberto, con la partecipazione di Roberto Tricarico e Ivana Mulatero, mentre il secondo è programmato per il 9 maggio presso lo spazio dell’editore Rubbettino al Salone del libro di Torino. Rammarico per l’assenza dello stand della Regione Molise.
Giovanni Mancinone ha presentato le dieci storie vere che evidenziano la violenza di genere del suo “Mostri”, vincitore di innumerevoli premi, al Salone del Libro che si è tenuto a Torino. Un invito alla riflessione sul fenomeno sistemico che colpisce le donne, in Italia e anche in Molise. Accanto all’autore, figure di spicco come l’avvocata Rosa Maria Franca Mina, la vice prefetta Laura Cassio, la vice questora Valentina Costa e il giornalista Alberto Castellaro. Entrambi gli incontri hanno registrato una buona partecipazione di pubblico, compresi rappresentanti molisani provenienti da Campobasso ed Isernia. Mancinone ha sottolineato l’importanza di “Mostri” come strumento di pedagogia civile per sensibilizzare al rispetto di genere e prevenire le violenze sulle donne. Ha anche evidenziato la necessità di un maggiore impegno da parte delle istituzioni scolastiche nell’affrontare queste tematiche, esprimendo rammarico per l’assenza dello stand della Regione Molise.
“Mostri – ha evidenziato l’autore – è un libro speciale, un atto di pedagogia civile per educare al rispetto di genere quale fattore di prevenzione delle violenze sulle donne, fenomeno questo aumentato sempre più negli ultimi anni. Sono state emanate leggi e documenti che impegnano le scuole a programmare interventi educativi per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, per informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori, ma ancora oggi, ci sono istituti scolastici, non adeguatamente impegnati ad inserire queste tematiche nella programmazione”.
Mancinone ha raccontato degli incontri al Galanti, al Romita, al Pertini, al Cuoco e al Mario Pagano di Campobasso. Al Di Lalla di Casacalenda, al Boccardi di Termoli e dialogo con un gruppo di studentesse di Larino. Incontri che hanno coinvolto ragazze e ragazzi che, con l’ausilio dei docenti, hanno elaborato materiali di straordinario interesse. Poi un dato riferito al 2023, quello delle segnalazioni arrivate al numero di emergenza sulla violenza 1522 attivo 24 ore su 24: nel 2023 sono arrivate 32.430 segnalazioni.L’88% erano di donne che denunciavano una minaccia fisica o psicologica. “Dati allarmanti – ha detto l’autore di “Mostri” che ci fanno capire che non è il tempo di abbassare la guardia”. Infine Mancinone ha voluto fare un riferimento alla sua presenza al Salone del libro di Torino. “E’ stata una straordinaria esperienza vissuta intensamente tra gli stand distribuiti all’interno di cinque padiglioni con spazi riservati al confronto, alla didattica, alle attività seminariali. Editori ma anche istituzioni. In bella mostra gli stand delle Regioni, tantissime Regioni, ma quello del Molise non pervenuto. E facendo una breve ricerca in rete ho constatato che la Regione Molise è stata sempre assente. Ora, le istituzioni del nostro territorio, fanno bene a partecipare al Cibus di Parma, al Vinitaly di Verona e alle altre iniziative, anche all’estero, che servono per mettere in vetrina le nostre produzioni e le bellezze ambientali del Molise ma sarebbe auspicabile che la stessa attenzione venisse riservata anche ai nostri editori ed autori, alcuni anche autorevoli, che hanno avuto un ruolo importante in questi giorni al Salone del libro di Torino. Se fossi un esponete della Regione non sottovaluterei la valorizzazione di quel cibo per la mente che si chiama cultura. E per raggiungere l’obiettivo non sarebbe errato far incontrare, editori, scrittori e librai, istituzioni e associazioni che già sono attivamente impegnate nelle realtà locali, allo scopo di dar vita ad una associazione capace di mettere insieme tutte queste esperienze”.





