Manuela Vigilante: “Alla fine si è scelta figura politica, ringrazio Federico e Facciolla. Destra guarda al favore elettorale e all’interesse”
Manuela Vigilante, 46 anni, avvocato, consigliere uscente del Partito Democratico, già presidente del consiglio comunale di Termoli nell’era Sbrocca, oggi candidata a sindaco per il cosiddetto campo largo, supportata dalle lista del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle.
Avvocato, è felice di questa scelta finale del suo partito e degli alleati del MoVimento 5 Stelle?
“Sono onorata di rappresentare in questo momento la coalizione PD e 5 Stelle per queste amministrative, è stato un percorso lungo, un percorso difficile, alla fine si è deciso di scegliere una figura politica che fosse espressione del Partito Democratico su cui anche il MoVimento 5 Stelle è stato d’accordo e quindi io ho accettato questa sfida”.
Eppure all’inizio di questa campagna elettorale molto lunga la vostra idea era di supportare Joe Mileti, anche la sua.
“Sicuramente si era tentato di realizzare un campo largo attorno ad una figura civica e nei tavoli delle trattative che sono state condotte, a cui io non ho partecipato personalmente, era tra i tanti nomi stato portato avanti anche quello dell’avvocato Joe Mileti che aveva visto me d’accordo, nel senso che se quello serviva a poter creare veramente una grande alleanza andava bene. Poi purtroppo sono sorte delle incomprensioni che però adesso abbiamo superato con questa scelta”.
Il campo largo era un obiettivo, però ci sono dei movimenti e dei partiti che non la supportano: magari c’erano altri nomi che potevano fare una sintesi più larga.
“Non voglio entrare nel merito degli altri nomi, che comunque non sono stati portati avanti poi nei tavoli. Quello che voglio dire è che io credo che tutte le candidature siano legittime, l’avvocato Mileti è andato avanti, la Decaro e la Stumpo avranno le loro ragioni per cui hanno deciso di non convergere su questo progetto; credo che il nostro avversario, il mio e quello degli altri candidati, sia il centrodestra in questo momento. Quindi il mio obiettivo è quello di cambiare e di andare ad amministrare questa città e non permettere che continui questa amministrazione per altri 5 anni”.
È passata tanta acqua sotto i ponti rispetto alla fase iniziale del rapporto con i 5 Stelle: una volta eravate nemici storici soprattutto nell’era Sbrocca, ora invece siete alleati. Cosa è cambiato, chi è cambiato?
“La politica è una continua evoluzione, sicuramente ci sono stati dei contrasti anche perché nel momento in cui noi noi siamo stati forza di governo loro erano forza di opposizione, e inevitabilmente ci sono stati punti che ci portavano allo scontro. Però voglio dire noi dobbiamo guardare avanti, cioè noi guardiamo al futuro e abbiamo trovato dei punti di convergenza che ci permetteranno sicuramente, qualora riusciamo ad ottenere un risultato favorevole, ad andare ad amministrare questa città, lavorando insieme per il bene della città”.
Il rapporto fra Antonio Federico e Vittorio Facciolla è stato decisivo per la sua scelta?
“Sì, hanno inciso in maniera favorevole e positiva. Quindi sì, devo ringraziare entrambi”.
Il suo giudizio sull’operato di Giuditta e Scurti?
“Positivo, assolutamente, anche perché abbiamo fatto delle riunioni in cui loro hanno avuto il mandato ad operare nei tavoli anche insieme al segretario regionale Ovidio Bontempo e quindi loro hanno cercato di fare il meglio nel momento in cui, ripeto, sono sorti dei contrasti. Allora si è valutata un’altra soluzione”.
Eppure la città è molto distratta da questa campagna elettorale. È stata forse anche colpa di questa diatriba che è arrivata all’ultimo secondo per risolvere una candidatura che la città evidentemente aspettava dopo 5 anni di governo prima di Roberti e poi di Ferrazzano?
“Non credo che sia solo quello. Io credo che questo purtroppo è il male di questo periodo, l’abbiamo visto anche con le regionali. Il forte astensionismo, la gente è sfiduciata in generale non solo nei confronti del centrosinistra ma anche del centrodestra”.
Però il centrodestra prende un 63% a livello regionale?
“Credo che purtroppo ancora una volta va avanti una politica in cui si guarda al favore personale, all’interesse. E poi quando non c’è quella voglia, non c’è la forza di cambiare”.
La forza di cambiare può essere anche una colpa dell’opposizione che non cambia i propri protagonisti, ovvero coloro che scelgono. Alla fine abbiamo sempre gli stessi protagonisti a livello regionale che scelgono.
“Sì, però adesso oggi a livello comunale abbiamo una nuova protagonista. Io farò una campagna in cui spero veramente di convincere le persone ad andare a votare, non dobbiamo far decidere agli altri. Ognuno deve esprimere la propria opinione e deve contare, quindi deve scegliere chi lo deve rappresentare in modo onesto”.
Che percentuale dà al ballottaggio?
“Io credo che abbiamo la probabilità di andare al ballottaggio”.
Arriverà lei al secondo turno?
“Sicuramente”.
Un aggettivo per i candidati che la sfidano.
“Balice, virgola. Non voglio esprimere esprimere un giudizio. Mileti, una persona capace. Montesanto, lo vedo troppo impreparato alla politica per essersi già presentato a candidato sindaco. Decaro, lotta su dei temi importanti. Stumpo, la politica del no”.
A proposito di politica del no il Partito Democratico sull’eolico offshore a Termoli è diviso, lei cosa farebbe da sindaco?
“Sicuramente le fonti di energia rinnovabili trovano sempre il consenso anche da parte del partito. È chiaro che con un progetto di queste dimensioni bisogna però stare attenti. Bisogna porre attenzione a qual è l’impatto che avrà questo progetto sul territorio e quando parlo di territorio parlo sia sotto l’aspetto della tutela ambientale, perché non dimentichiamo che ci sarebbe l’installazione di una stazione a idrogeno nel nucleo industriale, ma anche alle ricadute che avrebbe sul settore della pesca, perché copre un’area molto ampia e quindi questo potrebbe danneggiare il settore”.
Gigafactory, molti non hanno compreso la vostra posizione in consiglio comunale che poneva dei dubbi. Qual è in realtà la vostra idea sulla Gigafactory?
“Ha detto bene, non è stato compreso il senso dell’interpellanza, siamo chiaramente favorevoli al progetto; è chiaro che Termoli viene chiamata a uno sviluppo fondamentale, una fase di transizione ecologica importantissima che offre prospettive future importanti anche per i giovani, però non dobbiamo far calare l’attenzione sull’aspetto del reimpiego dei lavoratori perché non dimentichiamo che c’è un esubero di personale. Noi come amministrazione staremo al fianco del partenariato sociale locale e nazionale per tutelare i lavoratori e per far andare avanti questo progetto importante”.
A proposito di esperienze in consiglio comunale, l’opposizione in questi anni della giunta Roberti è stata molto silente: tante astensioni, poca comunicazione dal punto di vista di diatribe anche mediatiche. Avete in qualche modo consentito l’ascesa di Roberti alla carica di presidente della Regione, oppure non vi sentite questa responsabilità?
“No, io non sento questa responsabilità, posso dire forse che la poca opposizione è dovuta anche al fatto che loro poco hanno fatto”.
Questa è una iperbole.
“Perché? Cosa hanno fatto? Noi a che cosa ci dovevamo opporre? Non hanno fatto nulla, adesso stanno facendo dei progetti grazie ai fondi PNRR che sono calati a pioggia, però voglio dire che Roberti quando ha vinto il suo slogan era riprogettiamo Termoli. Io non ho visto una Termoli riprogettata, anzi, Termoli la vedo arretrata, sporca, non curata nel verde. Cioè nelle piccole cose”.
Però politicamente questo sindaco che lei giudica in modo così negativo è diventato il dominus della politica regionale insieme ad Aldo Patriciello.
“Ripeto, torniamo al discorso di una politica difficile da scardinare. Sicuramente ha inciso il fatto che fosse di Termoli, perché magari molti sono stati spinti dal fatto che volevano che a capo della Regione ci fosse un politico termolese per dare finalmente più importanza al territorio del basso Molise”.
A proposito di Patriciello, le europee saranno una svolta importante per la politica regionale. A suo avviso i molisani voteranno Lega?
“No. non credo. Sì, Patriciello ha la sua forza, però io credo che noi dobbiamo stare attenti. Veramente andiamo verso un’Europa più giusta perché altrimenti rischiamo che questa Europa vada verso un sovranismo che mette a rischio i diritti sociali e civili che vengono attaccati e che si conquistano, ma non sono per sempre e vanno difesi a tutti costi”.
A proposito di sovranismo, il Molise vuole essere ancora sovrano. Secondo lei la Regione ha i numeri, ha la forza per poter continuare a essere una Regione Autonoma?
“Dobbiamo vedere anche come vanno le cose a livello nazionale, sicuramente il famoso ddl sull’autonomia differenziata credo non aiuti una regione piccola come la nostra. Però io credo che l’autonomia della Regione vada difesa, chiaramente cercando e trovando gli strumenti per poter farla non sopravvivere, ma vivere bene”.
Siamo sotto i 300.000, abitanti, come invertire questa tendenza?
“Creando opportunità di sviluppo, noi non possiamo consentire che i nostri giovani dopo che studiano fuori rimangono fuori e non tornano nella loro terra perché non hanno prospettive. Quindi bisogna favorire assolutamente lo sviluppo, creare occasioni di sviluppo sfruttando da una parte l’industria, ma anche il turismo che può essere volano della nostra regione”.
Anche se poi alla fine il PIL reale lo fanno i 5000 lavoratori del nucleo industriale.
“Lo so, sicuramente sono importanti, però voglio dire che dobbiamo guardare avanti perché se non si creano nuove prospettive è chiaro che rimarremo solo ancorati lì e continuerà ad esserci la fuga”.
Una città che vuole essere città turistica ma non ha 1.000 posti letto alberghieri, non ha parcheggi. Quali sono le soluzioni?
“Le soluzioni non sono facili da trovare, però credo che con l’impegno ci si possa riuscire, noi dobbiamo pensare a risolvere il problema sì dei parcheggi, ma anche del traffico, rivedere l’intera viabilità del centro, ricucire le zone periferiche al centro implementando i servizi. Dobbiamo offrire degli spazi culturali che la città non ha, altrimenti abbiamo un turismo stagionale legato alla stagione balneare e poi nel resto dell’anno diventa sporadico. Noi dobbiamo offrire anche un cinema degno di essere chiamato cinema, un teatro degno di essere chiamato teatro per una città di 30.000 abitanti”.
Però quando eravate al governo non siete riusciti a realizzare questi progetti.
“Noi ci abbiamo provato. Poi purtroppo sono intervenuti anche dei ricorsi, vicende giudiziarie”.
Facciamo riferimento al tunnel. Ho nominato la parola innominabile, ma secondo lei quel passaggio dal porto verso il sotterraneo di Pozzo Dolce ha ancora senso?
“No, ci sono tanti aspetti da riconsiderare. Oggi sono passati quasi 10 anni da quando è partito quel progetto, abbiamo un piano economico finanziario che probabilmente oggi non reggerebbe perché è cambiato il mondo, c’è stata la pandemia, ci sono state le guerre. Io credo che i costi preventivati allora non potrebbero reggere adesso. Allora il senso del progetto era quello di rendere il centro pedonale, di dare un’area parcheggio, però credo che oggi vadano riviste tutte le condizioni, quindi non si può parlare di quel progetto oggi”.
Le prime tre cose che farebbe se dovesse diventare sindaco?
“Io punterei sul sociale, quindi rendere la città più inclusiva con un’attenzione particolare a tutte le categorie più deboli, quindi diversamente abili, la classe sociale debole e i poveri che purtroppo stanno aumentando anche nella nostra città. E un’attenzione particolare va data anche alla parità di genere e alle pari opportunità”.
I termolesi hanno tre donne da poter scegliere come sindaco, è un buon segnale?
“Un buon segnale. Io credo che questo ancora possa dare una spinta in più soprattutto alle donne che magari non volevano andare a votare di andarci”.
Perché dovrebbero votare Vigilante i termolesi?
“Io chiedo di darmi fiducia perché sono una persona così come mi si vede, sono una persona semplice, sono una persona onesta che quando fa le cose le fa con passione, le fa con amore. Quindi io voglio lavorare per il bene della mia città”.


