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“La legislatura più bella? Quella da assessore con Battista. Ma la scuola politica l’ho fatta con Di Bartolomeo”

Tra passato e futuro si racconta il candidato dei Popolari per l’Italia, in Consiglio comunale a Campobasso dal 2004. Riprogrammazione del settore commercio, riqualificazione del centro storico da trasformare in una cittadella universitaria e più attenzione per le contrade le priorità del programma di Salvatore Colagiovanni

Salvatore Colagiovanni ha 48 anni ed è presente in Consiglio Comunale da vent’anni. Ininterrottamente. Il suo nome è stato, fino a poche settimana fa, quello più accreditato tra i partiti del centrodestra per il ruolo di candidato sindaco del capoluogo. Poi è arrivato Aldo De Benedittis “il mio avvocato, un uomo di parola, un amico” e il passo indietro da parte sua è stato immediato.

Oggi è ricandidato coi Popolari per l’Italia, il partito di cui è stato capogruppo nell’ultima legislatura a guida Movimento 5 Stelle, quella che ha fatto da consigliere di minoranza. Ma Colagiovanni arrivava da altre due legislature in cui ha avuto ben più importanti incarichi: è stato assessore alle Attività produttive, Sviluppo economico del territorio e alla Polizia municipale. E prima ancora, quando sindaco era Gino Di Bartolomeo, era il coordinatore dell’allora maggioranza a guida Pdl. In più aveva la delega alla Municipale.

sede elettorale colagiovanniDe Benedittis ColagiovanniDe Benedittis Colagiovanni

Insomma, nonostante la giovane età il suo è un curriculum già molto ricco di esperienze politiche. La legislatura più bella qual è stata e perché?

“Quella in cui ho lavorato di più è stata sicuramente con Antonio Battista, una esperienza molto gratificante dal punto di vista professionale. Gli anni compresi tra il 2014 e il 2018 sono stati quelli di manifestazioni importanti per la nostra città come Vivi la tua città (la versione campobassana della Notte Bianca, ndr), Pasqua in ciock (la fiera del cioccolato), Campobasso in Love – organizzata assieme all’associazione Crociati e Trinitari – e poi ancora Il Bello delle Donne, la Città dei Misteri e il festival dello street food. Mi piacerebbe riprendere quei progetti (alcuni dei quali sono stati riproposti anche nella legislatura grillina) e riprogrammare il settore del commercio”.

Ci sta dicendo che vuole tornare a fare l’assessore?

“Per adesso pensiamo a farci eleggere, poi si vedrà”.

L’ho interrotta mi scusi… mi stava dicendo che la legislatura più bella è stata col sindaco Battista, quindi col centrosinistra?

“Quella è stata la più produttiva, ma sul piano umano ed emotivo sicuramente non dimenticherò mai la legislatura con Gino Di Bartolomeo. La scuola politica l’ho fatta con lui, la mia fissazione per la contrade viene da lì, sa io lo conoscevo bene e non posso fare a meno di custodire la sua eredità”.

E quindi oggi più che mai il suo appoggio ad Aldo De Benedittis, che era assessore al Bilancio in quella legislatura, è, in un certo senso, la continuazione di un percorso avviato tra il 2009 e il 2014.

“Non sbaglia, ma il mio rapporto con Aldo va oltre la politica: è un amico che ho continuato a frequentare anche quando si è allontanato dal palazzo. E’ stato il mio avvocato e poi è uno che ti parla come un padre, è un uomo garbato e sa mantenere la parola data”.

Ora però ci dica qualcosa del programma. Anzi, ci indichi tre priorità.

“Il commercio che come dicevo poco fa deve ripartire, perché se parte quello riparte tutta la città e adesso che ci sono fondi del Pnrr e del Cis ritengo che una parte vada investita anche su quel settore. Poi vorrei riqualificare il centro storico, deve essere un luogo più sicuro e mi piacerebbe diventasse una città dei giovani universitari magari facendo dialogare i privati che lì hanno immobili vuoti con il nostro Ateneo. L’ultima priorità è per le contrade: Feudo, Polese, Santo Stefano devono sentirsi parte della città, essere al centro. Non è possibile che ci siano zone carenti dal punto di vista dell’illuminazione, che non hanno servizi fognari adeguati e prese continuamente di mira dai ladri. Io stesso vivo in una contrada e so bene cosa significa”.

Domenica inaugurerà la sua sede elettorale, giusto?

“Domenica mattina alle 11, si trova in via XXIV Maggio”.

Nel quartiere che fu feudo elettorale di Big Gino e poi così lontano dal centro…

“L’ho voluta lì perché siamo in un quartiere popolare di Campobasso”.

sede elettorale Colagiovanni