Angelo Marinucci: “Termoli deve entrare in contatto col mondo. Il porto è la porta adatta”
Angelo Marinucci, 52 anni, imprenditore e tecnico specializzato nel settore marittimo, candidato nelle liste Popolari per l’Italia per Nico Balice sindaco di Termoli nel faccia a faccia con Antonello Barone.
Nel suo manifesto ci sono le coordinate 42 15: vuole mettere Termoli all’attenzione del mondo?
Vorrei mettere Termoli un po’ più in contatto con il mondo che viene dal mare. Un mondo molto ricco che ci può portare tante cose.
Questo legame col mare è un legame che non solo indica la traiettoria, anzi la rotta, della sua vita professionale, ma ci può mettere anche nelle condizioni di ricuperare un ruolo dal punto di vista dello sviluppo sociale e culturale. Sicuramente sociale e culturale, ma anche economico perché tutto deve andare di pari passo. La parola porto vuol dire apertura, passaggio e Termoli è un passaggio importante, se pensiamo alla fetta di territorio che abbiamo alle spalle e alla fetta di mare e ai territori che abbiamo dall’altro lato il passaggio sarebbe importante per Termoli.
Una porta d’Oriente, si diceva un tempo, siamo di fronte all’est europeo, siamo una porta dell’Occidente verso i mercati dell’est.
Siamo una porta e siamo in concorrenza con altre porte, perché tutte le città di mare, chiaramente tenderanno a fare questo, dobbiamo muoverci. Fortunatamente abbiamo gli strumenti: il porto di Termoli è un porto che ha una buona pianificazione, ha uno stato avanzato di pianificazione, c’è un piano regolatore portuale approvato, in parte finanziato, dobbiamo cogliere questa opportunità per aprire questa porta, per allargarla. C’è già, dobbiamo allargarla, perfezionarla.
Secondo lei ha senso ancora il progetto dell’interporto industriale? Da solo potrebbe non aver senso, se lo integriamo con uno sviluppo portuale, infrastrutturale adeguato continua ad avere senso.
Lei porta un cognome importante per la città, che è legato al mondo del Porto: se si dice Marinucci si pensa immediatamente all’area portuale.
Mio nonno aveva 11 figli e tutti sono cresciuti, purtroppo due sono mancati da bambini, nel porto. Facevano i trabuccanti e quindi normalmente si sono evoluti nel loro territorio, penso che nell’arco degli anni i miei zii, mio padre, anche noi, i miei cugini, abbiamo fatto tanto per il porto. Potevamo fare di più, potevamo fare di meno, però sì la nostra presenza nel porto è marcata, tutto sommato dove abbiamo lavorato le cose sono andate bene, hanno funzionato.
Ovviamente il porto è area demanale: dal punto di vista di potenziali conflitti di interesse se lei dovesse diventare consigliere sceglierebbe di fare la vita amministrativa o di continuare quella imprenditoriale?
Sicuramente la scelta di fare il consigliere. Ho già valutato questa opzione, è evidente che dovrei rivedere le mie posizioni dell’assetto societario, dall’altro lato c’è da dire che un vero e proprio conflitto di interesse non lo vedo perché oggi il porto di Termoli è gestito da un’autorità totalmente extra-comunale. Forse fin troppo extra-comunale, quindi non vedo alcun conflitto di interesse concreto. Chiaramente la questione va vista in funzione del risultato.
Davanti al porto c’è un progetto importante che è quello dell’eolico offshore che sta dividendo la città. Qual è la sua posizione e i rumori che si sentono al porto?
Allora il progetto del Parco Eolico offshore in realtà non è proprio davanti al porto ma è una zona che si trova oltre 10 miglia dalla costa. Per fortuna i bassi fondali che caratterizzano la nostra zona costiera lo renderebbero appetibile a delle società. Potrebbero realizzare parchi molti più economici. C’è un piano Nazionale strategico per l’energia e l’ambiente che prevede che l’Italia si adegui a una certa quantità di energia che deve essere prodotta con fonti rinnovabili entro il 2030. Il Molise ha una caratteristica particolare, forse non tutti sanno che il Molise produce il doppio dell’energia che consuma, quindi siamo già una regione che vende energia netta. Non sono scelte che riguardano me e non sono scelte che riguardano probabilmente il consiglio comunale. Anche se sicuramente dobbiamo partecipare. L’energia eolica in mare è una delle energie più pulite che ci sono, l’impatto sulla flora e fauna marina è relativamente basso, così come l’impatto sulla pesca. Teniamo presente che quell’impianto va realizzato in una zona dove ci sono già altre infrastrutture secondo me molto più pericolose, come il campo Rospo Mare che comunque sia è un’altra realtà importante. Lo trovo forse un po’ eccessivo come impianto è veramente grande anche se la seconda versione da 120 è passata a 70. Io distribuirei i parchi eolici su tutta la costiera, su tutta la costa italiana.
Quindi un sì con riserva?
Diciamo un sì con riserva se fanno le cose fatte bene. Sì, c’è da dire che esistono diverse soluzioni sui parchi eolici. Sì, un sì con riserva.

Dal punto di vista del Porto non c’è solamente l’aspetto portuale ma anche il mondo della pesca: c’è un altro candidato importante del mondo della pesca che è Basso Cannarsa. Quali sono i vostri rapporti? Quali sono i rapporti con la realtà degli armatori e del mondo dei marinai?
Basso Cannarsa è un carissimo amico. Siamo all’interno di un’associazione Assoporto, di cui siamo co-fondatori, siamo all’interno del Flag Molise costiero, oggi GAL e ci confrontiamo per tutto. Lui è una persona molto in gamba che rispetto. Il porto sì è pesca. La pesca è importante, è molto importante, io però ho visto che nella pesca negli ultimi anni si è fatto veramente poco. Non so per quali dinamiche, c’è un piccolo particolare: pochi sanno quanta economia fa la pesca, è un’economia che passa nascosta. Noi abbiamo anche dei pescherecci, la mia famiglia ha anche una piccola flotta di pescherecci: quattro in tutto. Quindi con Basso ci confrontiamo anche sulla banchina ed è un’ottima persona. Però è stato fatto poco nel mondo della pesca, è stato fatto veramente poco. Faccio un esempio: su 1 km di banchina vengono prodotti circa 20 milioni di euro di pesce all’anno. Cioè quel movimento dello sbarcare la cassetta di pesce una per volta, una per volta produce 20 milioni di euro di pesce. Negli ultimi 10, 20 anni nuove tecnologie hanno agevolato questi lavori, l’organizzazione, l’ottimizzazione, l’utilizzo di attrezzature di tecnologia. Quando avevo 18 anni prima di entrare nell’accademia navale ho fatto il pescatore per 3 mesi. Il pescatore sbarcava. Sono passati tantissimi anni, sbarcano ancora. Manca innovazione. La cosa che rimprovero a tutti coloro che hanno lavorato, gestito la pesca, le organizzazioni a supporto della pesca: nessuno sforzo concreto reale per migliorare, innalzare il livello del sistema pesca. Questa è l’unica cosa che rimprovero a chi ha sempre operato in quel settore: poca attenzione all’innovazione.
Anche rispetto alla trasformazione, Termoli è uno dei pochi posti di mare dove il pesce non viene trasformato.
Su questo all’interno del Flag oggi GAL ho proposto una strategia che potesse finanziare dei progetti pilota: sono progetti pilota quindi non sono finalizzati ad arrivare al risultato, ma arrivare a delle prove, dei test per vedere cosa si può fare. Sicuramente sulla pesca, dalla trasformazione alla commercializzazione, la movimentazione ma anche la trasformazione in cibo a chilometri zero. Ecco ci sono tante cose che si possono fare, ripeto rimprovero a tutti gli operi della pesca ma anche a noi stessi perché ormai noi sono 23 anni che operiamo anche nel settore della pesca, di aver fatto poco per migliorare.
Un aggettivo per il candidato sindaco Nico Balice.
Io ho un aneddoto. Io e Nico Balice siamo cresciuti nello stesso quartiere. Quindi da ragazzini giocavamo a fare le bande e adesso vi racconto una cosa che non scorderò mai. Tornavamo dal centro di Termoli verso il nostro quartiere: c’è da attraversare il Ponte. Nico aveva la Vespa 50 e io stavo tornando dal centro e lui stava andando probabilmente con qualche suo amico. Non me lo scorderò mai: lui ha portato questo suo amico che abitava anche lì dalle parti nostre ed è tornato indietro a prendermi. Erano tipo le 7:30 le 8:15 di sera, l’orario in cui i ragazzi tornavano a casa. Lui è passato, ha lasciato l’amico. Poi è tornato indietro, mi ha preso e mi ha accompagnato. E così è rimasto. Poi chiaramente è cresciuto, si è evoluto, però la persona di fondo è questa.
Perché i termolesi dovrebbero scrivere Marinucci sulla scheda elettorale?
Perché sono una persona concreta, faccio le cose fatte bene e penso di avere maturato delle esperienze da che possono essere utili principalmente allo sviluppo del Porto, ma anche in linea generale al turismo locale.

