Alberto Montano – “Noi al fianco di Balice. La frammentazione della sinistra lascia sgomenti, è il tracollo di quell’area politica. Sanità? Bene Roberti”
Alberto Montano, 65 anni, cardiologo, esperto di medicina del sonno, ex sindaco della città di Termoli e consigliere uscente. Candidato nelle liste di Fratelli d’Italia per Nico Balice sindaco.
Balice un giovane amministratore, 5 anni di esperienza sono sufficienti per reggere una città come quella che lei ha avuto l’onore di guidare?
“Io penso assolutamente di sì perché Nico Balice è un una persona di grande capacità, di impegno, ha un grande entusiasmo e questo è fondamentale anche ricordando la mia personale esperienza. Non avevo avuto esperienze amministrative ma se ancora oggi mi considerano molti amici un buon sindaco evidentemente si può fare, si può imparare. Nico ha un’esperienza già di 5 anni in amministrazione comunale, è un avvocato e quindi ha tutte le possibilità, i presupposti per poter far bene il sindaco di Termoli. Ci saremo noi al suo fianco nella possibilità di dare una buona amministrazione”.
Due sono le parole chiave che accompagnano Balice: continuità amministrativa e filiera istituzionale.
“Questi sono due presupposti importanti per potere fare in modo che l’amministrazione comunale operi bene. Io ci aggiungerei anche le capacità e le qualità del sindaco che sono altrettanto importanti. Sono convinto che anche la scelta di Nico Balice sia stata una scelta oculata, condivisa, sostanzialmente da tutti, e qui è evidente la coesione che c’è stata intorno al nome, per cui penso che Balice sarà un buon sindaco per Termoli”.
Sinistra frammentata?
“Devo dire che veramente ho assistito con sorpresa, ma forse anche con un po’ di rammarico e sgomento, a una tale incapacità di dialogo, di confronto. Anche se ci può essere uno scontro ci può essere anche un dialogo serrato, e alla fine si devono trovare degli elementi comuni su cui poter operare. Arrivare ad una divisione così evidente con cinque candidati sindaci, ognuno per proprio conto, ognuno con un proprio programma, ognuno fuori da ogni possibilità di collaborazione, mi sembra che sia il tracollo di un’area politica i cui presupposti avevo già visto, devo dire la verità, in consiglio comunale in quest’ultima esperienza”.
Una opposizione molto silente?
“Guardi, ho un’esperienza comunale oramai notevole, devo essere sincero: non
ho non ho capito qual era l’azione condotta dall’opposizione, ma soprattutto qual è stata la scelta sostanzialmente di non partecipare al voto ad ogni decisione, ad ogni deliberazione comunale. La non partecipazione al voto presuppone l’assenza totale di una parte politica”.
Si dà adito anche a delle dietrologie così, o no?
“Non lo so io sinceramente, è una scelta. Posso fare opposizione sostenendo delle tesi contrarie, avendo il coraggio di votare contro provvedimenti che non condivido, quello ha un senso”.
Questa scarsa opposizione ha favorito anche la candidatura di Roberti a Presidente della Regione?
“Certamente Francesco Roberti è stato, oltre a essere stato un buon sindaco, un ottimo presidente della Provincia, e ha goduto di un contesto politico positivo per il centrodestra. Certamente deludente per il centrosinistra”.
Ultima domanda sugli avversari: questa grande divisione è un’esaltazione della democrazia o una ferita della democrazia?
“Beh io la vedrei come una debolezza della democrazia, un’estrema debolezza di democrazia. Perché la democrazia è importante nell’espressione dei singoli, ma è altrettanto importante nella capacità di una proposta politica che abbia una sua coesione, un suo programma. In questo modo mi sembra davvero che, e mi dispiace perché oltretutto i candidati sindaci sono tutte quante brave persone, non si può andare così ad affrontare una competizione elettorale”.
A proposito di debolezza della democrazia, i casi di Bari e quelli della Liguria di questi giorni sono un campanello d’allarme?
“Sono campanelli d’allarme sicuramente. Noi abbiamo bisogno di ridare sempre alla politica quella forza etica e morale su cui tutte le parti politiche devono convergere. Poi si possono fare tante valutazioni diverse sull’azione in un momento particolare che è quello pre-elettorale. Rimane un dato: chi fa politica oggi è in qualche modo esposto in maniera veramente estrema a problemi di questo tipo, quindi bisogna essere particolarmente rigorosi, particolarmente attenti e particolarmente onesti, prima con se stessi e poi con gli altri”.
Il suo passaggio politico da un’aria moderata a Fratelli d’Italia lo spieghi agli elettori.
“Fratelli d’Italia non appare più come una espressione politica solo di un’area che poteva essere quella che veniva da Alleanza Nazionale o dalla destra. Ha avuto la capacità, grazie credo anche al premier Meloni, di aprire a un contesto di forze diverse, di anime diverse, di esperienze diverse, in un pluralismo che si evidenzia poi nelle adesioni progressive che ci sono state. E che rappresenta forse il progetto una volta ideato e pensato da Berlusconi, quando pensò al Popolo delle Libertà. Ecco, io vedo, ho visto, in Fratelli d’Italia la capacità di aggregazione che ha questo partito, questa capacità di rappresentare un’area nei valori e nell’azione politica. Un’intera area”.
Anche se siete stati un po’ sorpassati a destra dalla Lega di Salvini e Vannacci.
“Ma Salvini ha necessità di ricavare in qualche modo un suo spazio politico, altrimenti non avrebbe significato. Quindi è chiaro che nel momento in cui si compone un’area sicuramente moderata come è quella di Fratelli d’Italia, c’è uno spazio forse ancora vuoto che si tenta di occupare in qualche modo, per rappresentare qualcosa”.
Gigafactory, una grande opportunità per la città
“Lo è sicuramente, è un’occasione fondamentale per non perdere questa azione di traino potente che il consorzio industriale ha avuto per la città di Termoli. Io non riesco neanche ad immaginare se la scelta dei vertici di ACC non fosse caduta su Termoli per la realizzazione della Gigafactory quale sarebbe stato poi il futuro dello stabilimento ex Fiat, forse anche del PIL della Regione oltre che per quello che rappresenta nell’ambito regionale lo stabilimento e quindi le opportunità che offre. Quindi dobbiamo essere assolutamente tutti quanti pronti a seguire con attenzione questo percorso, a difenderlo e a fare in modo che si realizzi in un contesto assolutamente anche qui pulito e sicuramente produttivo per Termoli, ma non solo, per un’intera regione che deve fare in modo che il contesto industriale trovi tutte le disponibilità necessarie”.
Eolico a mare sì o no?
“Io devo dire che sono nettamente contrario; nel nostro contesto ambientale la realizzazione di un impianto così ampio e così importante per il Molise rappresenta sicuramente un’occupazione eccessiva e anche preoccupante per quest’area. Non sono assolutamente contrario allo sviluppo dell’energia alternativa eolica non inquinante, però dobbiamo anche renderci conto dei contesti in cui andiamo a realizzare poi questi impianti”.
Forse è il tempo di realizzare parcheggi a Termoli?
“Eh credo proprio di sì”.
Questi 5 anni non sono stati un tempo buono per realizzarli?
“Non sono stati un tempo buono. Purtroppo credo che su questo siamo in ritardo e dobbiamo ammetterlo. Ma ci siamo trovati ad affrontare, nel tentativo di risolvere, un nodo ingarbugliato come era quello del contestato tunnel, della costruzione del parcheggio interrato. Prima trovando qualche soluzione per scioglierlo, per poi pensare qual era il progetto da realizzare”.
Ma nei prossimi anni parte questo cantiere?
“Io sono convinto di sì. E questo sarà un mio impegno. Perché i parcheggi per Termoli, la viabilità, la mobilità urbana deve rappresentare un obiettivo prioritario della prossima amministrazione”.
Termoli deve aumentare come popolazione o va bene così?
“No, io vedo Termoli come un elemento di attrazione importante e fondamentale per per quest’area. Termoli deve crescere, deve crescere bene, deve crescere in maniera omogenea, abbiamo necessità oltre che di crescere sul piano urbanistico di popolazione di farlo sul piano economico e sociale. Io penso che abbiamo un altro elemento su cui Termoli deve crescere, che è sempre stato uno dei miei obiettivi: Termoli ha bisogno di crescere sul piano della capacità di sentirsi coesa e unita intorno ad un obiettivo. Cosa voglio dire? Termoli è cresciuta nel tempo piuttosto rapidamente, tantissimi cittadini termolesi che abitano a Termoli si sentono immigrati, cioè ancora c’è il legame con il paese d’origine. Non va tranciato. Ma non si può lasciare il cuore fuori dal luogo in cui si abita, cioè noi dobbiamo fare in modo che i nostri cittadini termolesi riportino il loro cuore qui, nella nella città. Sentire questo destino comune. Questa capacità comune di avere un obiettivo: tutti quanti insieme non possiamo essere ospiti della nostra città, dobbiamo essere cittadini e sentirci tutti quanti uniti”.
Quando si sceglie un posto dove vivere si guarda anche ai servizi, magari anche ai servizi sanitari. Termoli rispetto a 30 anni fa offre un po’ in meno.
“Allora io sono 40 anni che lavoro nella sanità molisana, ho lavorato 20 anni in ospedale, altrettanti sul territorio. Di recente sono anche rientrato in ospedale per dare aiuto e supportare i colleghi ospedalieri che avevano difficoltà, perché mancano i medici. Lo sto facendo con grande piacere, con grande onore e con grande passione”.
Una struttura che per fortuna c’era e ha salvato la vita al Presidente Roberti.
“Una struttura che ha salvato la vita al presidente Roberti e che ha dimostrato che al di là di tutte le chiacchiere che si possono fare è una struttura valida, competente, capace e che può fare molto e dare molto. Non possiamo rinnegare che c’è stata un progressivo decadimento, non solo dell’ospedale di Termoli ma dell’intera rete ospedaliera nazionale, almeno nel Sud Italia, perché siamo partiti in ritardo nel comprendere che la sanità non è più la sanità degli anni ’80, è una sanità che deve raccogliere delle sfide sul piano economico, capace di competere anche fra ospedali, tra regioni e poi sulla capacità di riorganizzare molto meglio i servizi per fornire servizi efficienti e non pletorici. Non è possibile avere tanti ospedali l’uno sull’altro, l’uno vicino all’altro, che ripetono le stesse prestazioni, abbiamo bisogno di rivedere un piano di riorganizzazione della sanità. L’altra cosa che voglio dire è che però in questa difficoltà di contesto c’è un territorio, c’è un distretto sanitario, in particolare quello del basso Molise, che ha saputo raccogliere questa sfida e sta rispondendo nel modo migliore possibile alle esigenze dei cittadini. Abbiamo ancora troppe lunghe liste d’attesa perché la richiesta è talmente tanta che essendo chiusi gli ambulatori, prevalentemente gli ambulatori ospedalieri, il territorio oggi non riesce a dare immediatamente risposte, ma le dà perché ci sono tanti specialisti che stanno lavorando”.
Lei è ottimista quindi sull’ambito sanitario?
“Io sono ottimista, anche perché vedo in questi ultimi mesi – e di questo dobbiamo sicuramente ringraziare il presidente Roberti che aveva preso questo impegno nel riqualificare e nel rimettere in moto il meccanismo della sanità pubblica, in particolare nella nostra area, che stava soffrendo in modo particolare – che si sta procedendo. Certo, nessuno ha la bacchetta magica e nessuno pretende che dall’oggi al domani tutto muti e tutto si cambi, ma molte cose dal di dentro, essendo io un dipendente del sistema pubblico, le vedo, ci sono molti messaggi e molti segnali positivi che dobbiamo condividere. Dobbiamo impegnarci a fare bene e meglio”.
Meglio la Termoli del 1999 o quella del 2024?
“Io spero che sia meglio quella del 2025 e a seguire. E quella del 99 la guardo ancora con con quella nostalgia del giovane che amando il proprio territorio, amando la propria città e il luogo dove nascevano i propri figli, ha deciso di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e quindi impegnarsi in questa esperienza; è stata una bella esperienza, è stata un’esperienza estremamente costruttiva dal punto di vista prima umano e poi professionale. Credo che sarà anche la prossima amministrazione una ottima amministrazione. Ci sono uomini di qualità, ci sono persone capaci, basta soltanto avere un bel programma e realizzarlo”.


