Logo
Imu nelle zone Lucarino, è scontro politico sui terreni agricoli diventati edificabili ai margini della città

Botta e risposta tra i candidati sindaci De Benedittis e Ruta sulla perimetrazione Lucarino. Il primo dice di aver trovato la soluzione per evitare a chi vive nelle contrade di pagare tasse elevate per terreni senza valore di mercato. Il secondo gli ricorda di essere stato proprio lui ad aver introdotto quella tassazione quando era assessore al Bilancio.

La perimetrazione Lucarino – le ex aree agricole di Campobasso diventate edificabili una decina di anni fa – sono entrate prepotentemente in questa campagna elettorale 2024. A rilanciare il tema è stato il candidato sindaco del centrodestra Aldo De Benedittis che un paio di giorni fa ha detto di voler “ridefinire i criteri su questi terreni perché molte famiglie pagano tasse ingiuste, cioè Imu, specie nelle zone a cavallo della Lucarino”.
Per questa dichiarazione l’aspirante primo cittadino del Cantiere civico Pino Ruta ha fatto un balzo sulla sedia: “Ma come, De Benedittis si lamenta delle imposte comunali e non dice che sono state messe proprio quando era lui l’assessore al ramo? Vuoto di memoria o colossale presa in giro degli elettori?”.
In effetti la tassa comunale sui terreni ricadenti nella perimetrazione Lucarino fu introdotta tra il 2010 e il 2013. A testimoniarlo le delibere 198/2010 (quando De Benedittis aveva la delega al Bilancio)  e la 227/2013 (quando al suo posto c’era già Donato Toma come assessore esterno e il candidato sindaco del centrodestra restò nella giunta Di Bartolomeo (con delega al Sociale) votando a favore di quella delibera.
“Un doppio danno per i cittadini e per la città: da un lato i proprietari di quelle aree in zona F sono gravati da Imu altissima – questo contestava Ruta -, dall’altro su quegli stessi suoli non è possibile costruire perché azzerati urbanisticamente. Con l’ulteriore conseguenza che aree periferiche restano prive di infrastrutturazioni e sono quindi relegate in una condizione di marginalità urbana e sociale”.
Un fatto ancora più grave si si considera l’attenzione che De Benedittis, a più riprese in questa campagna elettorale, ha dichiarato di voler dedicare alla contrade. Dove, sia chiaro, non sono certo tutti latifondisti: spesso il tributo si paga per piccoli e piccolissimi appezzamenti di terreno dove è impossibile costruire (anche per assenza di infrastrutture idonee) ed è complicato persino vendere.
Dell’argomento se ne discusse molto in Consiglio comunale anche nel 2017: sindaco era Antonio Battista  e la giunta di centrosinistra, che un anno prima aveva suddiviso la Lucarino in 12 aree per regolamentare insediamenti abusivi e soprattutto stabilire dove, come e quando poter costruire nella perimetrazione (Coste di Oratino, Macchie, San Vito-Colle Longo, Sant’Antonio dei Lazzari-San Nicola delle Fratte, Sant’Antonio dei Lazzari-Colle delle Api, Colle delle Api-San Giovanni in Golfo, Colle dell’Orso, Colle dell’Orso 2, Limiti, Mascione-Polese, Tappino e Cese) votò una delibera che innalzò l’Imu sui terreni da 8 a 38 euro al metro quadro. Per tutti.
Ma è chiaro che non tutti sono rimasti contenti. Ed è a loro che De Benedittis si è rivolto annunciando di voler riprogettare i criteri della Lucarino e dicendo di aver “trovato la soluzione concreta e definitiva” al problema che affligge tante famiglie mentre Pino Ruta “cerca visibilità e lavora solo per se stesso”.
Accusa immediatamente rispedita al mittente dal candidato del Cantiere civico.

“Non si tratta di visibilità ma più semplicemente di fare chiarezza con gli elettori. Invece di eludere la questione, De Benedittis chiarisca ai cittadini di Campobasso e soprattutto a quelli che vivono nelle contrade ai quali va elargendo facili promesse se è vero che la tassazione Imu sulle contrade ed aree Lucarino è stata introdotta con GM n. 227/2013 proprio dalla Giunta di Bartolomeo con la presenza e con il voto favorevole – guarda che coincidenza- dello stesso assessore De Benedittis (assessore prima al bilancio e poi al sociale) oggi candidato sindaco; chiarisca, ancora, ai cittadini le ragioni per le quali la soluzione proposta l’ha “trovata” solo oggi (anche se nessuno l’ha ancora sentita), in campagna elettorale e non anche allora, ovvero 11 anni fa, quando approvò, in buona compagnia (più o meno uguale ad oggi), la delibera di GM n.227/2013. Chiarisca, infine, se intende restituire ai cittadini tutte quelle maggiorazioni dell’Imu che gli stessi hanno ingiustamente pagato in questi undici anni. Più che di visibilità si tratta, più semplicemente, di trasparenza e credibilità politica, sul passato e sul futuro di questa città e di rispetto di quelle migliaia di famiglie penalizzate da quel provvedimento”.