sciopero nazionale
Sicurezza sul lavoro, da Suviana a Guardiaregia passando per Termoli. Presidio al nucleo industriale: “Modo di fare impresa è sbagliato”
Cgil e Uil presenti sia al nucleo industriale di Termoli sia nei pressi della ex Italcementi di Guardiaregia. “Due luoghi simbolici, siamo qui per dire basta morti sul lavoro e per un nuovo modello sociale e di fare impresa. Il sistema in Italia non funziona”
Sono stati scelti due luoghi molisani simbolici per il presidio (con annesso sciopero) indetto dai sindacati Cgil e Uil su tutto il territorio nazionale e che al primo punto ha quello che sembra diventato quasi un grido di dolore alla luce degli episodi di cronaca pressochè quotidiani e che è “zero morti sul lavoro”. Due presidi, dunque: il primo davanti alla ex Italcementi di Guardiaregia, dove circa una settimana fa un gravissimo incidente è costato la vita a un operaio, Claudio Amodeo, 53enne di Vinchiaturo. Il secondo al nucleo industriale di Termoli e nello specifico dirimpetto ai cancelli della Stellantis che sarà interessata nei prossimi mesi/anni (e con la dismissione del reparto cambi il cambiamento è già realtà) da una transizione produttiva importante.
Stamane in tanti hanno preso parte al presidio, piuttosto silenzioso anche in forma di rispetto per la tragedia avvenuta a pochi chilometri di distanza in un’altra azienda della regione. Poi i fatti di Suviana hanno reso maledettamente più attuale questo sciopero che – dicono i vari sindacati presenti e i lavoratori sembrano confermarlo – ha avuto una massiccia adesione.
Tra i lavoratori con le loro tute da lavoro ci sono tra gli altri Francesco Guida della Uilm, Carlo Scarati della Uiltec, e per la Cgil Gianluca Falcone (Fiom), Daniele Capuano (Filcams), Sabrina Del Pozzo e Alessandra Tersigni. Presenti anche i consiglieri regionali dem Alessandra Salvatore e Vittorino Facciolla. E poi la consigliera termolese Fernanda De Guglielmo (sindacalista ma nel settore sanità) e l’assessore Michele Barile (in qualità però di lavoratore della ex Fiat).
I segretari regionali delle due organizzazioni sindacali nelle stesse ore sono invece a Guardiaregia ma l’incidente che lì si è verificato è un ombra che si allunga anche in Basso Molise, al nucleo industriale di questa porzione di territorio regionale che dalla sua vive in particolare problematiche legate alla questione Gigafactory, una partita che si sta giocando anche sui tavoli nazionali del Mimit (a fine mese ci saranno due riunioni chiave, ndr), e a vertenze come quella relativa alla Vibac. Non a caso il presidio è a metà strada tra questa azienda e la Stellantis.
Ma il tema della sicurezza riguarda tutti, chiaramente. E chiama in causa vari aspetti, compresi quelli della formazione e del rispetto-controllo delle regole. Per Falcone della Fiom “il discorso sicurezza va esteso a tutti gli ambiti. Diventa sempre più chiaro che il modo di fare impresa in questo Paese non funziona. Le vittime dell’incidente avvenuto nella centrale idroelettrica lavoravano per subappalti. La più giovane aveva 35 anni, la più anziana addirittura 74 e questo la dice lunga su quel che è diventato il mondo del lavoro in Italia”. Guida della Uilm ha rimarcato come il decreto per incrementare il numero di ispettori sul lavoro sia fermo da troppo tempo. In Molise il numero, neanche a dirlo, è risibile. “Noi chiediamo inoltre l’istituzione di una Commissione nazionale con poteri speciali”. Mentre Scarati della Uiltec avere 4 morti sul lavoro al giorno (media nazionale, l’ultima vittima in ordine di tempo c’è stata ieri su un cantiere edile nel casertano dove un operaio è morto folgorato) è l’emblema del disprezzo per il lavoro in Italia che fa il paio con la non adeguata presa di posizione dei Governi per arginare quello che è un fenomeno intollerabile.












