Finale di stagione
|La Lega fa le bizze ma non la spunta. Il candidato sindaco di Campobasso sarà (forse) De Benedittis
Alla fine sarà l’avvocato Aldo De Benedittis il candidato del centrodestra per la fascia tricolore di Campobasso, con buona pace della Lega che sul punto si è messa a pestare i piedi. Si sblocca anche Termoli, dove a correre per il centrodestra unito sarà l’assessore all’Urbanistica Nico Balice.
Alla fine sarà l’avvocato Aldo De Benedittis il candidato del centrodestra per la fascia tricolore di Campobasso, con buona pace della Lega che sul punto si è messa a pestare i piedi e che sta tenendo bloccati gli alleati da ieri, quando in punto di firmare l’accordo, partorito dopo 4 settimane (in stile fiction a stagioni) che sono diventate una specie di barzelletta e oggetto di scommesse quotidiane, è arrivato l’ordine di fermare tutto. Oggi riunione a Roma tra il coordinatore regionale Lega Michele Marone (anche assessore alle Infrastrutture e consigliere giuridico di Salvini) e il referente degli Enti Locali Stefano Locatelli per il partito del vicepremier.
Indiscrezioni a fiotti svelano che Roma abbia maldigerito la scelta di De Benedittis, ma non per l’uomo (“profilo irreprensibile”) bensì perché è un senzatessera di fatto, e questa dettaglio – pur giocando un ipotetico ruolo favorevole in una città sostanzialmente moderata come è Campobasso – costituisce una spina nel fianco per i partiti che stanno giocando al Risiko con le caselle dei capoluoghi di regione italiani che torneranno al voto l’8 e il 9 giugno.
In futuro una tessera potrebbe averla anche lui, magari proprio con la Lega che potrebbe almeno dire “è dei nostri”. Ma per ora ogni ragionamento sul punto è prematuro e leghista oppure no De Benedittis resta la figura più di sintesi partorita fino a questo momento dal tavolo regionale. Il vero problema, finora mai ammesso dai coordinatori regionali della coalizione, è che il partito più vicino idealmente all’avvocato Aldo De Benedittis, ex assessore della giunta Di Bartolomeo, sia Forza Italia, vale a dire lo stesso partito del Governatore Francesco Roberti, che in tal modo potrebbe contare su due uomini a lui affini e vicini di partito a Campobasso e Termoli, città delle competizioni elettorali più importanti. Per il Municipio di piazza Sant’Antonio, in riva al mare, si aspetta solo l’ufficialità per Nico Balice, assessore all’Urbanistica e delfino di Roberti, tessera di FI.

Se Fratelli d’Italia, partito al quale come da strategy pianificata dall’alto sarebbe spettata la casella di Campobasso, ha fatto buon viso a cattivo gioco dopo il no di Quintino Pallante e in assenza di candidati alternativi con qualche chances di vincere, la Lega ha provato la carta dei capricci, più che altro per strappare agli alleati qualche merce di scambio che a giochi fatti sarà svelata.
Sul piatto ci sarebbe anche un ruolo per Massimo Casanova, europarlamentare in scadenza, patron del Papeete e amico personale di Salvini, che da un po’ vive tra Lesina (è titolare con la famiglia di una gigantesca azienda zootecnica) e Termoli, città della quale sembra si sia innamorato.

La sua partecipazione alle Europee con la Circoscrizione dell’Italia Meridionale è in dubbio, e certamente non è accolta di buon grado da Aldo Patriciello, che si ritroverebbe un nemico in casa in un partito già in caduta libera. Forse anche per questo il nome di Casanova è circolato negli ambienti di palazzo come possibile candidato alla fascia tricolore di Termoli, malgrado i termolesi – di destra e sinistra – non abbiano mai creduto nemmeno per un secondo a una eventualità tanto surreale.
In ogni caso adesso la partita (a freccette, più che a scacchi) sembra chiusa: Aldo De Benedittis è appoggiato sostanzialmente dall’intera coalizione, compresi Udc e Noi Moderati e i Popolari di Vincenzo Niro e Salvatore Colagiovanni, che ha già comunicato di essere pronto a ritirare la fuga in avanti di ieri se il candidato è l’avvocato De Benedittis, moderato come lui.
Aldo De Benedittis, 66 anni, ha esordito in politica con la Democrazia Cristiana all’inizio degli anni Novanta. Sparito dai radar per un bel po’ di anni, era tornato nel consiglio comunale di Campobasso con Gino Di Bartolomeo primo cittadino candidandosi con il PdL. Aveva ottenuto una delle deleghe più importanti, il Bilancio, perso poi nel rimpasto di Giunta del 2013 di Big Gino, che piazzò al suo posto Donato Toma, successivamente governatore della Regione, come assessore esterno. I rapporti tra de Benedittis e Gino Di Bartolomeo sono sempre stati buoni, tanto che l’anno successivo, nel 2014, l’avvocato era stato di nuovo al suo fianco nella campagna elettorale senza essere stato eletto. Negli anni di lontananza dalla politica ha fatto crescere il suo studio legale: è esperto di diritto bancario e finanziario.
Durante la lunga trattativa sul nome del candidato sindaco ha scritto una lettera aperta auspicando che quell’uomo (o quella donna) si dedicasse in maniera esclusiva a Campobasso, senza altre velleità ma soprattutto con un progetto e una visione per la città. Quella di cui pochi o quasi nessuno ha fatto minimamente accenno in queste settimane.



