SANITà Molisana
|Concorso per 20 medici del Pronto Soccorso va deserto: su 5 ammessi nessuno si presenta
L’Asrem, con DDG 582 dello scorso 3 aprile, non ha potuto che prendere atto della mancata presentazione dei candidati ammessi (solo 5) al concorso per 20 posti a tempo indeterminato. Si conferma la scarsa appetibilità – che è una costante su tutto il territorio nazionale, e in Molise la storia purtroppo si ripete – dei reparti di emergenza-urgenza nei nosocomi pubblici
Doccia fredda – ancora una volta – per l’azienda sanitaria del Molise che non ha potuto che prendere atto (con delibera del direttore generale del 3 aprile) che il bando per il reperimento di medici di emergenza-urgenza è andato deserto. 20 i posti messi a bando nel concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato emanato lo scorso ottobre. 5 i candidati ammessi ma il 25 marzo scorso, giorno della convocazione, “nessun candidato si è presentato nella sede di esame nel giorno e nell’ora stabiliti”.
Una ‘sorpresa’ fino a un certo punto: è notoria infatti, e non riguarda solo il Molise e l’Asrem, la difficoltà per il pubblico di avere dirigenti medici nella disciplina di Medicina d’Emergenza Urgenza e dunque per i pronto soccorso degli ospedali, i reparti di ‘frontiera’. Una situazione che fa il paio con quella – critica – del servizio territoriale del 118. Anche in questo caso di frequente si registra una dimissione di un medico, come avvenuto anche di recente. Sull’albo pretorio Asrem la conferma della presa d’atto delle dimissioni di una dottoressa in servizio presso una postazione di Campobasso che dal 24 aprile lascerà l’incarico per averne assunto un altro “per accettazione di altro rapporto convenzionale di medicina specialistica”.
Che la sanità pubblica non se la passi bene lo hanno ricordato, con toni pacati ma eloquenti, 14 personalità del mondo scientifico e della ricerca italiana che nei giorni scorsi hanno lanciato un appello sulle condizioni del servizio sanitario nazionale, di cui si è sottolineato il sottofinanziamento. A rischio – hanno detto – la coesione sociale stessa del Paese per un diritto – quello alla salute – che rischia di venir meno e sul quale pesano già divari territoriali e socioeconomici importanti. (rm)



