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Centro storico, crisi senza fine: “Si dividono la piazza dello spaccio ed esplodono risse e aggressioni”

Dopo l’ultima aggressione che ha coinvolto anche una bambina di cinque anni colpita agli occhi da spry urticante, residenti e commercianti recriminano la mancanza di attenzione e una situazione che rischia di sfuggire di mano. Necessario un tavolo che coinvolga tutte le autorità compententi

Il decoro che rimane, esiste soltanto grazie all’intervento di commercianti e residenti che almeno nei vicoli dove abitano o lavorano provano a mantenere sempre pulito e in ordine ma, per il resto, il borgo antico di Campobasso appare ormai sempre più fuori controllo. Soprattutto sotto l’aspetto della sicurezza. Dopo gli episodi di spaccio, le aggressioni e i piccoli furti, l’ultima notizia che arriva deal borgo in ordine di tempo è finanche il coinvolgimento di una bambina di cinque anni in una lite fra extracomunitari. Colpita agli occhi da uno spray urticante è stata costretta infatti a ricorrere alle cure del pronto soccorso.

“Il fatto che ora alcuni soggetti agiscano non nel buio di qualche vicolo ma finanche in pieno giorno, dà l’idea di come, negli ultimi mesi, la situazione sia peggiorata. È come se sapessero di restare impuniti – racconta un cittadino” e aggiunge un commerciante: “Mai la città aveva toccato un punto così basso”.

Risse, schiamazzi ma soprattutto spaccio di droga. Un residente che preferisce restare nell’anonimato è certo che “le liti e le aggressioni lungo le nostre strade accadono perché si sono creati i propri spazi per lo spaccio di sostanze stupefacenti e quando c’è qualcuno nuovo che prova ad invadere quello che considerano il ‘loro’ territorio ecco che escono fuori coltelli e botte”. E cita via Pennino, la zona di piazzetta Palombo e piazza dell’Olmo.

Tutto avviene tra senso di impotenza e paura che cresce “perché un problema sicurezza esiste”. Tra degrado che avanza e decine di appelli, singoli e congiunti, rimasti lettera morta. “Sì le forze dell’ordine, di tanto in tanto, fanno i loro interventi ma sono un semplice palliativo perché il giorno dopo, se non proprio il giorno stesso, siamo punto e capo”.

Condannano all’unisono quanto succede e rivendicano l’assenza di azioni che puntino a valorizzare e a “regolamentare in qualche modo anche le case date in affitto. Ci sono abitazioni dove vivono anche in dieci persone”. Serve un’azione capillare che coinvolga tutte le forze in campo. E per questo chiedono anche la possibilità di aprire un tavolo che coinvolga Comune, questura e Prefettura per arginare un fenomeno distruttivo. In ballo, c’è la sopravvivenza del centro storico. Altrimenti si rischia di abituarsi alla normalità del degrado e questa sì che sarebbe una sconfitta per tutti.