Ruta scatenato su alleanza Pd-M5S: “Incoerenti”. E sulla candidata Forte: “Il Comune non è la scuola”
Il candidato sindaco Pino Ruta stigmatizza l’unità dei progressisti: “Erano in contrasto fino a ieri, il loro è un festival dell’incoerenza”. Appello alla candidata Maria Luisa Forte: “Opportuno sarebbe mettersi da subito in aspettativa dall’Ufficio scolastico”. Poi, sui fondi Cis e Pnrr: “Denaro vincolato, non sarà nelle disponibilità del Municipio, vera abilità sarà portare avanti i progetti”
A quattro giorni dalla prima uscita pubblica della candidata sindaca per Campobasso, Maria Luisa Forte , vivacizza la campagna elettorale l’unico (almeno per il momento) avversario già ufficialmente in corsa come lei per la fascia tricolore: Pino Ruta.
L’avvocato, indicato come aspirante sindaco da Costruire Democrazia (il movimento che con il consigliere regionale Massimo Romano ha fondato più di 15 anni fa) e dalle associazioni Confederazione Civica per Campobasso e Unica Terra, ha indetto una conferenza stampa nel suo studio per stigmatizzare l’alleanza Pd-M5S: “Sembra di assistere al festival dell’incoerenza, davvero non riesco a comprendere come giustifichino l’unione di filosofie politiche che fino a ieri erano così in contrasto tra loro. E’ una sintesi fittizia”.
Un esempio su tutti: la questione dell’ex Roxy e del campo Romagnoli che oggi i partiti dell’area progressista difendono dall’ipotesi della più grossa cementificazione al centro della città e che la Regione Molise – proprietaria dell’area – potrebbe consentire vendendo ai privati.
“Chi, se non l’ex sindaco Peppe Di Fabio, oggi al fianco della candidata Forte, è stato autore del Masterplan assieme a Iorio e Vitagliano? In qualità di avvocato presentai ricorso per conto di Simone Cretella (all’epoca a capo dell’associazione ambientalista Fare Verde) e oggi siedono allo stesso tavolo”.
Sulla scrivania di Ruta una sfilza di foto e articoli di giornale per non dimenticare personaggi e dichiarazioni del passato di chi oggi sta insieme “pur avendo opinione divergenti su questioni centrali per la città”.
Neppure la mano tesa della dirigente di Campobasso dell’Ufficio scolastico è riuscita a ‘schiodare’ di un millimetro Ruta dalla sua convinzione di andare fino in fondo con questa campagna elettorale. Semmai ha prodotto l’effetto contrario. E se già Romano in un recente post su facebook ha invitato la Forte a fare un passo indietro mettendosi in aspettativa dal lavoro per evitare sospetti di condizionamento del voto dovuti alla sua funzione pubblica all’interno dell’Usr Molise, l’avvocato rincara la dose: “E’ una questione morale e di opportunità politica che la sinistra dovrebbe porsi”.
Maria Luisa Forte, che proprio a Primonumero ha detto che si dimetterà dall’Ufficio scolastico, non ha specificato se intende farlo – chiariamoci, come è nelle sue prerogative – prima o dopo il voto. Il suo ruolo e la sua partecipazione in qualità di componente all’ufficio per i procedimenti disciplinari (questo almeno si evince dal sito del Miur) lo richiederebbe già oggi secondo Romano e Ruta. E’ lei, infatti, che assieme ad altri decide se contestare un addebito a un dipendente, istruire procedimenti disciplinari e adottare l’atto conclusivo del medesimo quando il richiamo verbale del preside non sortisce effetti. E questo vale per tutti quelli che lavorano nella scuola: dal collaboratore all’insegnante.
In più la Forte avrebbe la tendenza a “declinare il mondo della scuola da cui proviene sugli enti locali e sono ambito enormemente differenti”. Specie oggi che milioni di euro del Pnrr sono in ballo per ridisegnare il capoluogo.
Qui è l’avvocato Piero Colucci a fornire i numeri sul presunto “forziere” da 100 milioni di euro di Palazzo San Giorgio. “I soldi potenzialmente ci sono, ma si tratta di cifre vincolate a non nelle disponibilità del Comune, bisogna essere chiari e trasparenti su questo punto”.
Due sono le tranche di finanziamento più corposo per Campobasso: quella del Contratto di sviluppo siglato nel 2019 tra Regione, Governo e Anas in cui rientrano i parcheggi in piazza della Repubblica (18,5 mln di euro), un collegamento col Rivolo da Santo Stefano, progetti su ex mattatoio di via Garibaldi e il mercato coperto. “Tutto passerà per Invitalia, la progettazione, gli appalti, insomma, sarà una fase complessa da gestire e non ci si potrà improvvisare”.
Anche perché se, come è molto probabile, si lavorerà in subappalto, “a livello locale le ricadute saranno ridotte i veri utili andranno fuori” aggiunge Pino Ruta.
Poi ci sono i fondi Pnrr: Campobasso ha già candidato 118 progetti per quasi 60 milioni di euro: “Sono ancora da trovare più di 20 milioni di euro – ha detto ancora Colucci – e va anche detto che solo una piccola parte delle iniziative – circa il 10 per cento – è già iniziata (ricordiamo, per esempio, l’acquisto dei bus elettrici, il cantiere di Fontanavecchia, il consolidamento della collina Monforte). Il Municipio è in ritardo sulla spesa del Pnrr quindi, la vera abilità del prossimo sindaco, sarà quella di portare avanti queste iniziative perché non è vero che chiunque andrà lì potrà decidere in che modo utilizzare il denaro. Le somme sono vincolate”.
E gran parte di questi vincoli sono diretta conseguenza delle scelte di chi ha amministrato la città. Eppure il discorso d’insediamento della candidata Maria Luisa Forte è sembrato più incentrato sulla ricerca di una discontinuità col passato. “Campobasso – ha detto – deve prepotentemente tornare ad assurgere al suo ruolo di capoluogo di regione”, come se a indicare il suo nome non fossero stati proprio quei partiti (prima il Pd poi il M5S) che il capoluogo lo governano da dieci anni. (AD)




