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Il sondaggio commissionato da Roberti che incorona Colagiovanni, amico in politica e di famiglia

C’è una lunga e storica amicizia, anche familiare, tra il governatore del Molise Francesco Roberti e il consigliere comunale Salvatore Colagiovanni che sarebbe quello più gradito all’elettorato di centrodestra secondo un sondaggio voluto proprio dal presidente della Regione. Il passo indietro di Pallante ha fatto salire le quotazioni di altri esponenti di Fratelli d’Italia, ma il partito ora è in difficoltà nel rivendicare la casella del capoluogo. E Niro gongola

Che le elezioni comunali (soprattutto per il capoluogo di regione viste le fibrillazioni evidenti) abbiano uno stretto collegamento con quello che accade in via Genova – sede della Giunta regionale – è ormai un fatto incontrovertibile.
Nei corridoi del palazzo dell’Esecutivo regionale gira voce che il presidente Roberti abbia commissionato un sondaggio (Campobasso è la città che sembra gli dia più di qualche grattacapo) e sarebbe venuto fuori un risultato affatto inaspettato per i giocatori in campo.
Salvatore Colagiovanni sarebbe il candidato sindaco di centrodestra più gradito all’elettorato. Anzi, il sindaco in pectore della città.

Gongola Vincenzo Niro. I Popolari mostrano i muscoli, e lo stanno facendo da un po’ essendo – è evidente anche questo – anche gli artefici della spaccatura nel centrodestra (che nessuno chiama in questo modo ma tant’è) che si è evidenziata plasticamente con la scelta del presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante di chiamarsi fuori da questa battaglia interna. Logorante e che non fa affatto bene né alla sua persona, alla sua storia né allo schieramento, ovviamente.

Francesco Roberti e Salvatore Colagiovanni si conoscono da una vita, hanno un legame d’amicizia che travalica le questioni politiche, le famiglie di entrambi hanno rapporti storicamente datati nel tempo. Altro motivo per il quale l’ipotesi Colagiovanni candidato sindaco del centrodestra non sarebbe affatto da scartare per il governatore della Regione Molise, impegnato anche a sedare le fibrillazioni interne.

I nomi sul tavolo, ad oggi, sarebbero quelli di Stefano Maggiani (molto vicino al ministro Urso per questioni professionali e tesserato con Fratelli d’Italia, il partito che rivendica la casella Campobasso), Fausto Parente (amministratore della Funivie Molise, anche lui tesserato con Fratelli d’Italia) e quello di Nicola Cefaratti, ex assessore all’Ambiente della giunta dell’amato e compianto sindaco Gino Di Bartolomeo. Un moderato, anche lui, ma assente dalla scena politica cittadina da un po’ più impegnato in ruoli tecnici al Comune di Ferrazzano. Oltre, ovviamente, a quello del campione di preferenze Salvatore Colagiovanni che, da esponente e riferimento dell’area centrista, potrebbe far convogliare sulla propria persona il voto dei moderati di area che probabilmente non si riconoscono in una candidatura marcatamente di destra come quella che potrebbe esprimere Fratelli d’Italia. Che a questo punto potrebbe trovarsi in un vicolo cieco, vuoi perché ha ‘bruciato’ la seconda carica istituzionale della Regione (dopo aver proposto un presidente del Consiglio su chi ripiegare?), vuoi perché Pallante non ha trovato quelle garanzie di unitarietà richieste alla coalizione nonostante il lasciapassare di Donzelli intervenuto dalla segreteria politica del partito della premier Meloni per far rientrare le frizioni interne.

Il passo indietro di Pallante è stata, dunque, una presa d’atto dignitosa che gli alleati hanno accettato. Nessuno,  a partire da Forza Italia, gli ha chiesto di ripensarci. I Popolari di Vincenzo Niro stanno quindi giocando la partita con il doppio vantaggio di un sondaggio che sembrerebbe dargli ragione e di una familiare amicizia di lunga data che quindi non potrebbe essere un ostacolo per il gradimento del governatore Roberti. E Niro dimostra ancora una volta che, politicamente, sa come tessere la tela.
Ove mai non dovesse essere Colagiovanni il candidato sindaco, però, sembra sia stata annunciata la contraerea: lo stesso consigliere comunale ormai storico inquilino di Palazzo San Giorgio avrebbe minacciato di non competere, non di non presentarsi proprio al vaglio degli elettori. Il che significherebbe ‘liberare’ centinaia e centinaia di voti, lasciandoli in balia dei competitor.
Le elezioni comunali, del resto, implicano altre considerazioni nell’elettorato: familiari che scelgono di candidarsi, amici che chiedono di essere sostenuti. L’appartenenza politica spesso passa in secondo piano oppure trova altre strade per manifestarsi.

Ma si apre anche un altro capitolo, che riguarda sempre la Regione ma più precisamente Palazzo d’Aimmo. Ormai è un dato di fatto che sulla scelta di ‘ritirarsi’ dalla competizione del presidente Quintino Pallante ha inciso e non poco il ‘fuoco amico’. Soprattutto quello degli assessori Salvatore Micone e Michele Iorio che, nonostante le note ufficiali diramate dal partito, non avrebbe affatto deposto le armi.
Ed entrambi, per ragioni diverse, potrebbero invece non avere problemi a sostenere Colagiovanni. Che, come si ricorderà, nella sua lunga carriera politica ha trovato anche il già presidente Iorio sulla propria strada.
Una battaglia tutta interna potrebbe in qualche modo creare altre e pesanti ripercussioni politiche che il governatore Roberti è intenzionato ad evitare.