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Venerdì l’autopsia di Gabriele Di Vito, il calciatore di 30 anni morto dopo un allenamento

L’esame si terrà presso l’obitorio dell’ospedale di Termoli. Disposto dalla Procura di Larino, anche l’autorità giudiziaria vuole fare chiarezza sul decesso improvviso di un giovane sportivo

L’autorità giudiziaria di Larino vuole dare risposte certe alla morte prematura di Gabriele Di Vito, il giovane calciatore di soli 30 anni morto la sera del 5 marzo dopo una seduta di allenamento con la squadra di calcio di Guardialfiera.

Quindi la Procura frentana ha disposto l’autopsia sulla salma del giovane calciatore che sarà eseguita domattina presso l’obitorio dell’ospedale di Termoli. La delega per l’esame è stata assegnata oggi al medico legale Stefania De Simone di Foggia.

Anche la magistratura ha bisogno di chiarire le dinamiche di una morte inspiegabile e precoce. Soprattutto in virtù della vita sana e controllata di Gabriele. Giocava a pallone da quando era bambino, per dieci anni ha indossato la maglia del Campomarino (dove viveva con la sua compagna e il suo figlioletto di soli due anni) e per cinque quelli della Cliternina. Poi era arrivato il Guardialfiera. Si teneva in forma e coltivava il suo amore per il calcio. Nella vita gestiva un oleificio e nulla poteva lasciare neanche soltanto ipotizzare una morte così improvvisa alla fine di una delle sue consuete e normali sedute di allenamento. Un aneurisma? Un Infarto? E quindi: poteva salvarsi? Risposte che arriveranno dall’esame autoptico. Che non consoleranno ma aiuteranno (forse) a capire se qualcosa in tutte le categorie sportive, sotto il profilo medico, va rivisito e approfondito.