Centrosinistra mai così unito, Luisa Forte aggrega partiti e forze civiche: “Si respira un clima bellissimo”
Prima uscita pubblica della candidata alla carica di sindaco per il centrosinistra: “Campobasso deve prepotentemente tornare ad assurgere al suo ruolo di capoluogo di regione”. A chi le chiede se c’è frattura con il candidato Pino Ruta risponde: “Assolutamente no. Qui non si esclude ma si include, e abbiamo bisogno del contributo di tutti”
E’ indubbio che si respiri un bel clima. Non solo grazie al sole che questa mattina ha fatto capolino fra le nuvole ma anche per il rinnovato entusiasmo di un centrosinistra che a Villa Musenga, a Campobasso, è apparso unito come mai si era visto negli ultimi tempi. L’occasione è la prima uscita del candidato sindaco per la città capoluogo Maria Luisa Forte.
Cappottino rosso, un quaderno bianco fra le mani e poche pagine scritte “sono le indicazioni che ho ricevuto parlando con tutti, forze politiche e società civile – ha esordito Maria Luisa Forte -. Tuttavia sono ancora tante quelle bianche che aspettano di essere riempite con la collaborazione di tutti. Perché questa coalizione non esclude ma include”.
Le prime parole dell’aspirante sindaco in pubblica piazza sono accolte da un applauso caloroso che conta decine e decine di persone. Ci sono tutti: i consiglieri di maggioranza di Palazzo San Giorgio, ma anche quelli di minoranza al consiglio regionale. C’è Roberto Ruta e c’è Antonio Federico. Ci sono le organizzazioni sindacali. C’è il mondo della scuola, quello forense, quello degli artigiani, dei liberi professionisti. Ci sono i giovani e moltissime donne.
Lei è empatica. Viene dal mondo della scuola e ha imparato a leggere fra le righe. Che siano quelle di un romanzo o quelle di una mimica facciale. Quindi coglie le espressioni positive ma anche le frustrazioni di chi nella politica non ha più fiducia: “In questa città, che deve prepotentemente assurgere al suo ruolo di capoluogo di regione, respiro desiderio di rivalsa. E noi siamo qui per lavorare ‘con’ e non ‘contro’. L’impegno che assumiamo davanti a tutti i cittadini è quello di intervenire laddove si è stati carenti o assenti. Abbiamo un programma che a breve presenteremo ai cittadini ma che già è completo nei suoi punti portanti: vogliamo una città che faccia tornare i giovani a casa propria e non per un lavoro precario ma per un buon lavoro. Vogliamo una città che accompagni chi non ha un lavoro a trovarlo e chi ha difficoltà a superarle. Una città più verde e penso all’area del Roxy, ma che sia anche sostenibile, a partire dai trasporti. Nessuna differenza fra contrade, quartieri e centro urbano, ogni angolo di questa città va rivisto, analizzato e studiato per poter favorire migliorie che garantiscano vivibilità e bellezza. Sì, bellezza. Perché ciò che è anche bello allieta l’anima”.
Non una parola contro il centrodestra, non le riguarda “parlare contro non serve – dice – siamo qui per parlare con i cittadini. Ma anche con tutte le altre forze che vorranno unirsi a noi per camminare insieme a noi in un progetto di crescita e sviluppo comune”. Il riferimento è a Costruire Democrazia e al candidato Pino Ruta: “Le nostre porte sono aperte: il gruppo, il team, vince sempre”.
E sono ancora applausi con l’aspirante sindaca che si commuove. E anche questo la trascina prepotentemente nel vivere comune. La fa sentire ai tanti che riempiono Villa Musenga “una donna che ha cervello e cuore”.
Ha seguito il voto della Sardegna che, dice: “ha riscritto un po’ la vita politica di questo Paese auspicando in un rinnovamento che potrebbe avvenire anche in una sola notte. Guardo alla Sardegna come ad un amuleto, spero ci porti fortuna”.




