Un gol per l’ambiente, la rivoluzione ecosostenibile del Campobasso: il 7 aprile stadio plastic-free
Prosegue la collaborazione fra la società calcistica del capoluogo e l’associazione onlus Plastic Free: contro il Riccione sarà il primo ecoeventes. Via tutto ciò che è plastica e l’invito alla sostenibilità da parte di staff e giocatori rivolto a tutti: scuole, famiglie, tifosi
Anno 2018, mondiali di calcio russi. Alla fine del match contro la Colombia, i supporter nipponici danno una lezione di civiltà in mondovisione: sacchi e guanti, raccolgono bicchieri di plastica e cartacce. Un’azione che diffuse una sensibilità nuova (e in via di sviluppo) verso quello che ci appartiene (dopo il calcio): la salvaguardia del nostro ambiente. Del pianeta.
Ma ancora prima, furono i giapponesi a pulire il proprio settore prima di abbandonare lo stadio, esempio seguito successivamente da altre tifoserie.
Da quel momento lo sport mondiale ha abbracciato la causa della sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico. Un gol, un traguardo da tagliare, una sfida da vincere. In tanti vogliono fare la propria parte e metterci la faccia, come ha scelto di fare la società del Campobasso Calcio.
La sostenibilità ambientale entra a far parte della filosofia calcistica dei rossoblù. Con l’avvocato Giuseppe Fabbiano, referente regionale dell’associazione ambientalista Plastic Free, la società di Matt Rizzetta e Nicola Cirrincione ha suggellato l’intesa per “lavorare” insieme a sensibilizzare l’opinione pubblica verso le tematiche ambientali.
Una sinergia già espressa con il coinvolgimento della squadra in operazione di raccolta della plastica dalle aree verdi della città, ma che adesso – step by step – sta prendendo forma in iniziative capaci di incidere con determinazione sulla necessità di adottare nuovi e sani stili di vita.
Ecco allora la conferenza stampa di questa mattina, convocata presso l’Avicor Stadium di contrada Selvapiana, alla quale hanno partecipato Giuseppe Fabbiano (Plastic Free), il vicepresidente (del Campobasso) Nicola Cirrincione e il direttore generale, Mario Colalillo.
“Il calcio – ha esordito Colalillo – è una piattaforma importante di voce, ma anche di azione e buoni esempi. Siamo settimanalmente impegnati a vincere le nostre sfide sul campo, abbiamo scelto di sfidare anche l’inquinamento e quindi di contribuire alla vittoria di un ambiente sano e pulito”.
Tocca a Giuseppe Fabbiano illustrare gli eventi. Il primo, unico nella regione, si concretizzerà con la partita del 7 aprile e vedrà sul rettangolo di gioco il Campobasso contro il Riccione: “in quella occasione – spiega il coordinatore di Plastic Free – abbiamo deciso, d’intesa con la società rossoblù, di rendere questo stadio libero dalla plastica. Ma in realtà le tappe sono diverse: dal primo marzo al 30 aprile sarà all’asta una maglia del Campobasso, il ricavato sarà devoluto all’associazione per iniziative di sensibilizzazione. Nel frattempo insieme ai rossoblù saremo impegnati in appuntamenti con gli studenti ai quali illustreremo non soltanto i pericoli causati dalla plastica ma anche gli effetti benefici sulla salute psicofisica. Poi, il 7 aprile. Il match contro il Riccione sarà un ecoevents che per la prima volta avviene in Molise. Niente plastica al bar, né sul campo. E in campo un momento di sensibilizzazione espresso da bambini e giocatori che scenderanno in campo e con il capitano della squadra che indosserà (prima della partita) la maglia con la patch ‘plastic free’. Ci tengo a sottolineare – ha concluso l’avvocato Fabiano – che non è sempre è scontata la partecipazione dello sport ad eventi che chiedono una tale esposizione. Con il Campobasso calcio abbiamo trovato le porte spalancate, sensibile come pochi a tematiche di una tale rilevanza”.
Infine il vicepresidente Nicola Cirrincione, ringraziando i presenti e sottolineando come è sua abitudine la vicinanza della città alla società del Campobasso ha voluto rimarcare come “anche in queste occasioni, affatto secondarie, il Campobasso vuole fare la sua parte. Siamo lieti quindi di partecipare a certe azioni di sensibilizzazione ad un cambiamento che può salvare il pianeta. E allora in campo, i nostri ragazzi, scenderanno per vincere ogni partita e per lanciare un messaggio in termini di protezione dell’ambiente a tutti, in particolare alle nuove generazioni. È quello di cui abbiamo bisogno”.

