Ucciso a bastonate perché testimone di un furto di nafta. In carcere per omicidio un 39enne di Santa Croce di Magliano
Il bracciante bulgaro Todorov Rayko sarebbe stato assassinato perché ha involontariamente assistito a un furto di gasolio nelle campagne al confine tra Molise e Puglia. Sarebbe stato aggredito alle spalle e lasciato agonizzante sulla strada, dove lo hanno trovato i carabinieri la sera di mercoledì. Stanotte un 39enne residente a Santa Croce di Magliano è stato fermato e trasferito nel carcere di Larino. La salma del 37enne è stata restituita alla famiglia e si trova nella casa funeraria Mascia. Domani, dopo il nulla osta dell’ambasciata, farà rientro in Bulgaria.
Un 39enne residente a Santa Croce di Magliano è stato arrestato e portato in carcere a Larino perché gravemente indiziato dell’omicidio di Todorov Rayko, il bracciante agricolo 37enne bulgaro aggredito con un bastone nelle campagne di Santa Croce di Magliano nella notte tra il 7 e l’8 febbraio e morto dopo due ore di agonia in ospedale a causa delle gravi lesioni riportate. Secondo la ricostruzione, suffragata da diversi elementi di prova tenuti riservati che saranno illustrati dopo l’interrogatorio di garanzia, Rayko sarebbe stato il testimone involontario di un furto di gasolio avvenuto nelle campagne di Melanico, frazione a circa 15 chilometri da Santa Croce.
La vittima, al volante di un furgoncino bianco – sequestrato e sottoposto ad accertamenti scientifici – si sarebbe persa quella notte, come dimostrano i messaggi e le telefonate intercorse poco prima dell’aggressione tra lui e la compagna, che vive a Melanico con la famiglia d’origine del 37enne.
Il provvedimento restrittivo a carico di un uomo del 1985, residente a Santa Croce, è arrivato nel corso delle indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo radiomobile di Larino con la collaborazione della Sis del Reparto Operativo di Campobasso per le attività tecniche a seguito di indagine della Polizia di Foggia e Commissariato di San Severo. Secondo quanto si apprende l’intervento delle forze dell’ordine pugliesi è stato motivato dalla competenza territoriale. Rayko infatti quella sera, mentre stava cercando la strada di casa probabilmente perché aveva bevuto ed era confuso, si è avvicinato ad alcuni escavatori parcheggiati in agro pugliese, e ha visto che una persona aspirava gasolio dai mezzi meccanici. L’aggressione sarebbe avvenuta lì, e sarebbe stata opera del ladro che sentendosi minacciato dal testimone lo ha colpito alle spalle con una mazza, infierendo con tre colpi di forte intensità sulla testa che hanno causato gravissime ferite lacero-contuse, come emerso dall’autopsia che si è svolta venerdì all’obitorio del San Timoteo.
Il presunto ladro di nafta, inchiodato dalle indagini della polizia di San Severo, sarebbe dunque fuggito al volante di un’auto e avvistato la stessa notte sempre al volante della stessa auto. L’episodio si è consumato a poca distanza da un’azienda agricola di Melanico, i cui vigilanti, notando insoliti rumori e fari di veicoli nel buio della notte, hanno avvertito il 112 di un tentativo di furto nella zona. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto hanno visto il furgone bianco di Rayko e il corpo a terra, ormai incosciente. L’uomo è stato portato in ambulanza dal 118 fino all’ospedale più vicino, quello di Termoli, ma dopo poco il suo cuore ha smesso di battere. Troppo gravi le lesioni riportate.
A confermare che aveva perso la strada di casa dopo la serata trascorsa a Serracapriola in compagnia di amici, e che non stava girovagando per Melanico con l’obiettivo di mettere a segno furti, sarebbero i messaggi e la conversazione intercorsa con la compagna sul suo telefonino, analizzato dagli investigatori come anche quello della donna, che vive in un’abitazione rurale a Melanico con la famiglia d’origine del bulgaro, il padre, la madre e i fratelli.
A conclusione dell’interrogatorio di garanzia del Giudice per le indagini preliminari di Larino, sarà convocata una conferenza stampa dagli inquirenti coordinati dalla Procura di Larino. Intanto il presunto omicida di Santa Croce si trova nel penitenziario frentano con l’accusa di omicidio volontario.
La salma di Todorov Rayko è stata restituita alla famiglia. Oggi l’impresa funebre Mascia di Santa Croce l’ha trasferita nella casa funeraria del paese molisano, dove è vegliata dai familiari addolorati e increduli per l’accaduto e la ferocia gratuita che ha segnato l’episodio. Già domani, lunedì, l’impresa di Pasquale Mascia potrebbe partire per la Bulgaria per riportare i resti di Rayko in patria. Si attende il nulla osta dell’ambasciata bulgara.




