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La giunta Roberti assegna direttamente soldi pubblici alle parrocchie, per il Pd “l’operazione è illegittima”

A beneficiare della milionaria assegnazione di risorse pubbliche della giunta Roberti non solo i Comuni ma anche alcune parrocchie e l’Arcidiocesi di Campobasso per ultimare la Cattedrale. Interrogazione del Pd che chiede l’annullamento della delibera con cui si espone la Regione “a costosi e inutili contenziosi”

I cinque milioni di euro con cui la giunta regionale ha deciso di finanziare opere pubbliche nei comuni molisani sono una “operazione illegittima” secondo il Pd che ha presentato un’interrogazione per chiedere il ritiro della delibera numero 55 del 2024.

Si tratta di un atto con cui il governatore Roberti e la sua squadra assegnano risorse pubbliche della ex Legge di Bilancio 2019 a una miriade di Comuni per interventi che vanno dalle strade agli impianti sportivi, dall’acquisto di scuolabus alla messa in sicurezza dei fiumi e delle fognature. Una parte cospicua di questo denaro, però, va a finanziare delle parrocchie e questo non si può fare perché equivale ad assegnare denaro pubblico a privati.

Ed è proprio questa la ‘pietra dello scandalo’ per il Pd che dopo aver studiato la delibera ha detto che l’atto presenta “una serie di vizi, sia formali che sostanziali, che ne comportano la assoluta nullità”. Questo significa che chi ne ha fatto richiesta corre il rischio di non poterne beneficiare. “Ragion per cui – questo suggerisce Micaela Fanelli – la giunta dovrebbe azzerarla con procedimento di autotutela e procedere ad un diverso deliberato”.

Vediamo nel dettaglio i problemi sollevati da Pd: “Innanzitutto, sembra non essere presente il Codice Unico di Progetto (CUP) degli interventi, che la delibera Cipe numero 63 del 26 novembre 2020 prevede come requisito indispensabile e necessario, a pena di nullità.

Nella delibera 55/24 è testualmente scritto: Gli interventi individuati sono corredati dai relativi CUP che verranno trasmessi unitamente al presente atto a cura del Servizio Gabinetto della Presidenza della Giunta Regionale. Ma all’interno dell’atto non si rilevano (mentre erano riportati nella delibera 375/2022 per l’annualità 2023) e non sono presenti nemmeno in forma di allegato nella pubblicazione sull’albo pretorio”.

E questo è solo l’inizio di aspetti ben più gravi “come la errata classificazione, in base alle linee guida strategiche settoriali di Cassa Depositi e Prestiti, delle chiese come infrastrutture sociali, sulla quale esiste anche giurisprudenza consolidata, così come le parrocchie, che non vengono più considerate come enti pubblici ma di diritto privato. Questo significa che non sono più finanziabili direttamente come lo erano in passato e come invece ha fatto la giunta Roberti”.

La delibera di giunta in esame finanzia direttamente quattro parrocchie (quella di Santa Maria La Nova a Palata per 120 mila euro, quella di Santa Maria delle Rose a Bonefro per 30 mila euro, quella di San Michele Arcangelo a Fornelli per 250 mila euro e quella di Santa Maria Assunta a Bagnoli del Trigno per 80 mila euro) e per un’altra assegna i fondi al Comune di Vastogirardi (190 mila euro) affinché l’ente municipale possa mettere in sicurezza la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Infine assegna 100 mila euro all’Arcidiocesi di Campobasso – Boiano per completare il rifacimento della Cattedrale di Campobasso.

Si tratta di “un’operazione assolutamente illegittima perché il Municipio ottiene il finanziamento per intervenire su un bene privato. E per legge, non si può fare. Nessuno è contro il finanziamento delle strutture di proprietà della Chiesa, sia ben inteso, ma se si vuole intervenire in questa direzione, allora vanno rispettate le procedure di legge. E quella utilizzata dalla Giunta Roberti non lo è”.

Da qui il consiglio della Fanelli a Roberti di annullare la delibera e adottarne un nuovo provvedimento così da allontanare il pericolo che si aprano inutili contenziosi “magari, è il nostro suggerimento, emanando un avviso pubblico per tutti i Comuni, sorretto da criteri di selezione coerenti e secondo legge, in modo tale da evitare illegittime differenziazioni e soprattutto lunghi e costosi procedimenti giudiziari, anche e soprattutto della Corte dei Conti, che impedirebbero di utilizzare nell’immediato i 5 milioni di euro a disposizione. Ma la cosa più triste e preoccupante di tutte è avere, giorno dopo giorno, contezza dell’inadeguatezza amministrativa e politica di questa Giunta che, al pari e forse peggio della precedente, distrugge tutto quello che tocca. Capace solo di alzare indiscriminatamente le tasse a tutti i molisani, senza essere riuscita finora a  mettere a terra nemmeno un euro, senza visione, senza programmazione, disposta però a sacrificare il futuro del Molise con l’autonomia differenziata”.