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Pino Ruta sindaco di Campobasso: maxi ‘santini’ aprono la campagna elettorale

Dopo l’investitura ufficiale a candidato sindaco e il cantiere civico per costruire un programma credibile, l’avvocato Pino Ruta – da quasi tre mesi in corsa per il vertice di Palazzo San Giorgio – brucia di nuovo le tappe: suo è anche il primo manifesto elettorale di Campobasso

Da alcuni giorni per la strade di Campobasso si notano i primi manifesti per le elezioni amministrative di giugno: ad inaugurare la ‘stagione dei santini’ è stato l’avvocato Pino Ruta che bruciando tutti sul tempo (ad esclusione di se stesso), ha annunciato la sua corsa per il vertice del Municipio più o meno tre mesi fa.

E ora che c’è una data per le comunali (8 e 9 giugno 2024) Ruta ha anche uno slogan e i primi simboli di chi lo sosterrà in questa partita.

Lui e il consigliere regionale Massimo Romano – entrambi protagonisti del movimento civico Costruire Democrazia – hanno stretto un patto con gli elettori prima ancora che la stragrande maggioranza dei ‘votanti di domani’ si ponesse la domanda: chi voglio come sindaco per la mia città?

La loro fuga in avanti ha creato un certo scompiglio anche tra i partiti dell’area progressista – parliamo soprattutto del Pd e del M5S – che sono apparsi disorientati rispetto alla determinazione di Ruta il quale, va detto, non ha aperto nessuna trattativa prima di uscire allo scopero. Saltando a piè pari le solite liturgie della politica, Ruta e Romano hanno preferito rischiare con una strategia che li sta portando, almeno così pare, esattamente dove volevano loro: a far confluire sul primo candidato sindaco del capoluogo l’area progressista – o di centrosinistra se più vi piace – per avere qualche chance di vittoria in più nella sfida con un centrodestra agguerrito e determinato a prendersi Palazzo San Giorgio.

La serietà della proposta di Ruta passa anche per il lavoro che si sta facendo da mesi sul programma. Non il solito libro dei sogni raffazzonato alla bene e meglio all’ultimo istante, ma un vero e proprio cantiere civico che ha intercettato tante persone di buona volontà, professionisti e osservatori politici, pronti a rispondere a quella crisi dei partiti, a quel calo di reputazione e legittimità delle sigle politiche che è anche una delle cause della crescita del popolo degli astensionisti.

Il tentativo di riempire di contenuti sociali e civili – una su tutte, la battaglia per far pagare allo Stato il debito sanitario accumulato nei 14 anni di commissariamento della Regione Molise – è il vero obiettivo della campagna elettorale di Costruire Democrazia. Non è un caso che lo slogan scelto da Pino Ruta sia: Scegli il sindaco non un partito.   (AD)