‘White Beach’, in aula gli avvocati di sei imputati: “Non era narcotraffico ma microspaccio, seppure organizzato”
Dopo la requisitoria del Pm Rita Carollo che ha chiesto fino a 16 anni di reclusione per gli undici imputati che hanno scelto il rito abbreviato, questa mattina è toccato parlare agli avvocati. I difensori Cieri, Tolesino e Sabusco hanno chiesto la dequalificazione del reato di cui sono accusati: parliamo di piccoli quantitativi di droga
L’inchiesta si chiama “White Beach”. E’ quella condotta dai carabinieri di Campobasso che ha permesso di smantellare una organizzazione che con la collaborazione di personaggi della criminalità foggiana e in particolare sanseverese, riforniva di droga la provincia di Campobasso. Campomarino Lido come sede logistica. Dove abitava il principale indagato, un incensurato di San Severo da molti anni residente in Molise, Lorenzo Russi. Quest’ultimo, con la collaborazione di alcuni familiari, secondo l’accusa confezionava dosi per lo spaccio al dettaglio destinato a Termoli, Guglionesi, Sant’Elia a Pianisi e nella stessa Campomarino. Ma episodi di smercio sono stati registrati anche a Portocannone e in alcuni quartieri di Campobasso.
Il 5 dicembre 2022 entrano in azione i carabinieri ed eseguono 18 misure cautelari di cui 14 in carcere. Indagano 41 persone.
Il 6 dicembre scorso il pm, Rita Carollo, ha eseguito la sua requisitoria e fatto le sue richieste per le pene a carico degli undici componenti che nel frattempo hanno scelto di procedere al giudizio tramite il rito abbreviato. A Larino, invece, si tengono le udienze per quelli che hanno scelto il rito ordinario.
Le richieste della Procura sono state pesanti: si va dai 16 anni e 8 mesi di carcere chiesti per colui che è stato definito il ‘capo’ dell’organizzazione passando per la richiesta di dieci, nove e otto anni per gli altri fino a due anni e due anni e otto mesi.
Questa mattina, la parola è passata alle difese. Dopo la requisitoria del Pm, l’arringa dei legali di fiducia. Gli avvocati Cieri, Silvio Tolesino, Massimo Sabusco, hanno rappresentato l’insussistenza dell’articolo 74 di cui gli imputati sono chiamati a rispondere: l’associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. Tuttalpiù – hanno riferito in aula i legali – si può parlare di “un micro-spaccio probabilmente anche organizzato ma nulla che abbia a che fare con grossi quantitativi di stupefacenti”.
Gli altri avvocati della difesa termineranno la discussione il prossimo 6 marzo, mentre la sentenza è prevista il 3 aprile.




