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I dati sono stati comunicati questa mattina, in una conferenza stampa convocata presso la sede della Regione in via Genova. Il medico oncologo Francesco Carrozza che ha contribuito alla stesura del documento: “Abbiamo riscontrato anche un lieve aumento delle patologie del tratto gastro-intestinale e della tiroide”

Il registro tumori del Molise permette un cauto ottimismo in merito all’incidenza delle patologie oncologiche sulla popolazione molisana. Almeno questo emerge rispetto al resto d’Italia, dove, invece, i numeri sono tutt’altro che positivi.

“La malattia oncologica del colon, della mammella e della prostata è quella che più si evidenzia fra i pazienti molisani. A seguire le patologie del tratto gastrointestinale e quelle della tiroide. In lieve aumento, purtroppo, anche la malattia oncologica che colpisce i polmoni – spiega il medico oncologo Francesco Carrozza – Non c’è una distinzione tra aree geografiche perché i casi sono distribuiti uniformemente su tutto il territorio regionale seppure, e questo va detto, il Molise si piazza fra le ultime regioni d’Italia per il tasso di incidenza, di questo va dato merito allo stile di vita ancora sano che caratterizza la regione”.

I dati sono stati comunicati questa mattina, in una conferenza stampa convocata presso la sede della Regione in via Genova. Al tavolo il governatore Francesco Roberti, il direttore generale Asrem Giovanni Di Santo, il medico oncologo Francesco Carrozza, l’ingegnere Ivan Rashid che ha eseguito l’analisi dei dati e l’ingegnere Riccardo Tamburro che ha aperto i lavori.

Registro tumori Registro tumori

È la seconda presentazione, la prima c’è stata un anno e mezzo fa. Da quel momento si è lavorato nell’ambito di una organizzazione molto meglio strutturata che ha permesso oggi di esprimere i risultati pubblicati. Un lavoro di ricerca e osservazione che parte sette anni fa con una collaborazione proficua fra Regione e Asrem. Un registro dunque che non è semplice raccolta di informazioni ma anche di analisi e valutazione tecniche utili per la prevenzione.

“Questo studio – ha esordito il governatore – consente una mappatura del territorio per lo studio epidemiologico che permetterà di analizzare e controllare l’evoluzione della patologia oncologica e quindi il miglioramento (o peggioramento) della qualità della vita. Questo vuol dire che è uno strumento fondamentale, un sistema di indagine che ci permetterà step by step di applicare ogni utile iniziativa per la salvaguardia della salute della nostra regione”.

È Ivan Rashid che illustra lo studio: “La popolazione del Molise è composta al primo gennaio 2021 da 294.294 (149.430 femmine e 144.864 maschi) abitanti con un calo vertiginoso della fascia d’età giovanile ma anche di coloro che hanno un’età compresa fra i 40 e i 60 anni. Perdiamo mille abitanti all’anno e lo dico perché già solo questo evento, e cioè l’aumento della popolazione anziana, causa un aumento del numero dei tumori”.

Si registrano 1801 tumori all’anno con 1003 maschili e 798 femminili. Grande influenza su questo dato ha l’età.

Nella fascia d’età adolescenziale da 0 a 19 anni c’è un incidenza dell’1%, invece il tasso inizia ad aumentare nei giovani adulti (2%) e in modo progressivo dai 35 ai 59 anni (23%). Tra i 60 e i 74 anni si sale al 36%.

Rispetto al contesto nazionale, il Molise ha tassi di incidenza (di tutti i tumori) che lo situano al sestultimo posto in Italia.

Tassi bassi per pancreas e polmone, seppure quest’ultimo sia in lieve aumento. Confrontando i dati per area non si osservano sostanziali differenze di incidenza per Campobasso, Termoli e Isernia.

Per le neoplasie mammarie invece il tasso è influenzato da rischi individuali e dallo screening e succede che al Nord l’incidenza è superiore, mentre rimane bassa al Sud.

Il Molise anche in questo caso ha una delle incidenze più basse in Italia ma comunque questa patologia rappresenta il 26,8% dei tumori. L’andamento è in lieve aumento. Minore incidenza nel distretto di Campobasso rispetto a quello di Isernia.

L’incidenza dei tumori del polmone è bassa sia nei maschi che nelle femmine: 67 casi su 100mila negli uomini (10% del totale) e 18 casi ogni 100mila donne (4,4%). Si prevede un aumento, purtroppo, dei tumori polmonari nelle donne e l”incidenza dei cancro polmonare maschile a Termoli è superiore al resto della regione, alta per le donne nella zona dell’Alto Molise.

“Nella nostra regione non ci sono picchi particolari, né aree geografiche a maggior rischio rispetto ad altre, tant’è che siamo nelle ultime posizioni in termini di incidenza rispetto al resto d’Italia – spiega il dottore Carrozza – Sul perché accade questo, dico che esiste un’area, proprio quella del Sud Italia, dove per esempio gli stili di vita (come la dieta mediterranea) ci hanno aiutato ad evitare la recrudescenza delle patologie. Magari adesso questo fattore inizia a presentare qualche crepa, con la presenza di sempre più cibi spazzatura sulle nostre tavole”. Aiuta anche la qualità dell’aria, controllata per i parametri inquinanti, e praticare sport. Quanto al fattore genetico il dottore Carrozza precisa: “E’ un aspetto da valutare con studi più approfonditi”.