Non nevica nè piove, Occhito si svuota e il livello del Liscione scende: lo scenario inquietante della siccità invernale in Molise
Situazione drammatica: nell’invaso del Fortore perdiamo circa 85 milioni di metri cubi d’acqua, un dato che solitamente si registra fra maggio e giugno. Il livelo del Liscione – di solito a 121 metri di livello – è sceso attualmente a 117 metri. Situazione destinata a peggiorare. Il meteorologo Gianfranco Spensieri: almeno per i prossimi dieci giorni non avremo cambiamenti climatici e le temperature saliranno
Mentre dagli Stati Uniti arrivano immagini di ondate di gelo e copiose nevicate, il Molise deve fare i conti con temperature primaverili e gli invasi, in particolare quello di Occhito, che continuano a perdere acqua.
Un deficit idrico preoccupante, segnalato dall’esperto meteorologo Gianfranco Spensieri: a gennaio 2023 la disponibilità idrica della diga di Occhito era di 210.575.720 metri cubi di acqua. Nello stesso periodo del 2024, è scesa 125.657.600. Che significa 85 milioni in meno con trend che si dirige verso un ulteriore calo. Valori che, solitamente, si attestano tra fine maggio ed inizio giugno.
“Una situazione molto preoccupante per due motivi – spiega il meteorologo Gianfranco Spensieri – Uno, perché perdiamo riserve idriche rispetto allo stesso dato dell’anno scorso in cui, fra l’altro, non registrammo chissà quante precipitazioni piovose o nevose. Ma, nei prossimi dieci giorni, sotto l’aspetto climatico non assisteremo ad alcun cambiamento. Quindi la curva degli invasi continuerà a scendere mentre quella delle temperature continuerà a salire fino ad attestarsi, in pieno inverno, a valori primaverili, tipici di fine marzo, inizio aprile”.
Anche il livello di profondità del Liscione che in questo periodo si attesta attorno ai 121 metri ad oggi è fermo a 117. Stefano Sabatini, presidente di Molise Acque, ammette che “sì, c’è un calo ma non lo definirei preoccupante al momento. Certo, se il livello continua a scendere, a quel punto entreremo in un fase emergenziale a cui inevitabilmente bisognerebbe porre rimedio”.
Soffrono gli invasi, soffre anche l’agricoltura. I coltivatori, in questo periodo abituati a precipitazioni naturali, si vedono costretti ad annaffiare i campi “e ovviamente – spiega Spensieri – devono utilizzare l’acqua che arriva dagli invasi dove ce n’è meno del solito”.
Quello che sta accadendo in Molise (e un po’ ovunque in Italia) è frutto di una tendenza climatica ormai (purtroppo) consolidata.
In Molise – al di là dalla debole nevicata del 18 gennaio scorso – non si registrano precipitazione da oltre un mese. Oltre 30 giorni di siccità fra dicembre e gennaio e il rischio è che i prossimi giorni ,“nei quali non si prevedono piogge né neve” continua Spensieri, questa siccità invernale si allunghi con ripercussioni rilevanti su tutto il territorio.
Ma c’è di più: “La cosa triste – aggiunge infatti Spensieri – è che anche se dovesse nevicare a fine febbraio, la fusione della neve sarà molto più rapida rispetto ai mesi di dicembre e gennaio. E un altro mese come quest’ultimo, potrebbe farci perdere altri 20/30 milioni metri cubi di acqua che significa portare l’invaso di Occhito sotto i 100 milioni, a quel punto la situazione diventerebbe oggettivamente preoccupante. Per tutti”.
Altro effetto del clima in Molise, gli inquinanti presenti in percentuali allarmanti al mattino presto “come per esempio sta accadendo a Venafro – prosegue il meteorologo – Basta pensare, per esempio, che questa mattina (ieri per chi legge, ndr) la neve chimica ha imbiancato la Pianura Padana. Fenomeno che si verifica quando gli agenti inquinanti entrano in contatto con le basse temperature”.


