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Autonomia differenziata, la Rete della sinistra termolese grida ‘Vergogna’: “Ci organizzeremo per referendum”

Il voto dei senatori Della Porta e Lotito a favore della legge sull’autonomia differenziata ferisce tutti i cittadini molisani, e le parole del sindaco di San Giacomo sui livelli essenziali delle prestazioni sanitarie, che con questo scellerato disegno sarebbero garantiti a tutti, suonano offensive dell’intelligenza dei molisani.

Della Porta e Lotito sanno benissimo che non c’è italiano di media intelligenza che sia favorevole all’autonomia differenziata, vero e proprio smantellamento dello Stato repubblicano nato dalla Resistenza, oltretutto accettato da quella parte dei partiti di destra che non voleva questa legge solo in cambio dell’altro eversivo assalto alle libertà costituzionali che è il premierato.

Questi avvilenti maneggi politici estromettono i cittadini dalle garanzie che lo Stato unitario, sia pure già indebolito dalla modifica del Titolo V della Costituzione, continuava ad affermare; ed è evidente che le regioni del Sud, più povere e sfruttate, sono le vittime principali di questa legge. Votare a favore di essa rappresenta dunque un tradimento del mandato elettorale, e cercare di arrampicarsi sugli specchi in materia sanitaria, come fa il senatore Della Porta, in una regione dove la sanità è in macerie (di oggi la notizia che il Veneziale perde emodinamica, e che 11 postazioni su 16 del 118 a giorni si fermeranno) è una grave mancanza di rispetto dei cittadini che egli dovrebbe tutelare a Montecitorio.

L’autonomia differenziata è in se stessa una sciagura e non avrebbe mai dovuto neanche essere concepita, ma se proprio se ne voleva parlare i LEP (livelli essenziali delle prestazioni) avrebbero dovuto essere declinati in maniera stringente ben prima del passaggio in Parlamento. Mancano del tutto i fondi per garantire quella inderogabile uguaglianza tra i cittadini su cui è fondata la Costituzione, uguaglianza resa impossibile dal testo che si sta approvando per il venir meno del principio di sussidiarietà fino ad oggi fondamentale nel rapporto tra regioni.

Con quali mezzi si garantirebbe uguaglianza di prestazioni sanitarie, ma anche di istruzione, tutela dell’ambiente e via dicendo, dato che sono ben 23 le materie che passerebbero alle regioni? Il disastro sanitario del Covid, causato in gran parte dall’assenza di una gestione sanitaria centralizzata, è sotto gli occhi di tutti: eppure dobbiamo sentir dire da un nostro parlamentare che non ci sono rischi, andrà tutto nel migliore dei modi e addirittura i mostruosi poteri attribuiti alle regioni aumenteranno l’efficienza dei governanti locali (?!?).

E’ ampiamente ora di far conoscere nei dettagli ai molisani e agli italiani tutti il baratro di ingiustizia e disuguaglianza in cui il paese precipiterà se non fermiamo questa legge: come Rete della Sinistra siamo disponibili a promuovere l’organizzazione di un comitato contro l’autonomia e per l’organizzazione del referendum, e chiamiamo tutte le associazioni e i partiti di buona volontà a unirsi per poter agire subito contro questo grave tentativo di spezzettamento del Paese, questa iniqua secessione dei ricchi, come la definisce Gianfranco Viesti.

Ci auguriamo che a giugno, quando si tratterà di dare fiducia a parlamentari, partiti o raggruppamenti di partiti, i cittadini si ricordino di questa votazione in senato, di quella sicuramente analoga che si terrà a breve alla Camera, e agiscano di conseguenza. In attesa del referendum.

Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra