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Il boom turistico del Molise per i dati Istat non esiste. In 10 anni perse 125mila presenze

Nel 2012 erano state oltre 540mila, l’anno scorso appena 415mila le presenze turistiche negli esercizi ricettivi molisani. Probabile che manchino ai numeri ufficiali quelli delle strutture non registrate

Il presunto boom turistico molisano sfugge ai dati ufficiali oppure non è reale. Infatti l’aumento di flussi turistici che viene dato per assodato da molti, anche all’interno delle istituzioni regionali, non trova riscontro nei dati pubblicati mensilmente dall’Istat. Lo si evince andando a spulciare le cifre sulle presenze turistiche in Molise, cioè il numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi, in particolare negli ultimi dieci anni.

Il primo dato che balza all’occhio è che in Italia fra il 2012 e il 2022 (ultimo anno di riferimento consultabile), i numeri delle presenze turistiche nelle strutture ricettive in Italia hanno fatto registrare un aumento complessivo dell’8,2%. Al contrario il Molise fa registrare una perdita di presenze pari al 23,1%.

Se nel 2012 il totale delle presenze registrate negli esercizi ricettivi molisani era stato di 540.050, l’anno passato le presenze turistiche in Molise sono state invece 415.257. La nostra regione avrebbe perso quindi qualcosa come 125.000 presenze annue. Se andiamo ad analizzare i dati nello specifico si nota subito un crollo fra il 2012 e il 2013, anno nel quale le presenze turistiche erano state 451.400, quindi quasi 90.000 in meno rispetto all’anno precedente. I dati mostrano poi un’oscillazione fino al calo fisiologico del 2020 dovuto alla pandemia, quando le presenze arrivano a essere 331.966 per poi risalire in quello che è stato definito da tutti il boom turistico, la scoperta della regione che non c’è nel 2021, quando le presenze furono 456.011, quindi superiori al 2013 ma non al 2012. Poi l’anno scorso il netto calo.

presenze turistiche grafico

Bisogna quindi guardare ai dati specifici che si riferiscono alle strutture ricettive e si nota che le presenze negli esercizi alberghieri, che comprendono alberghi e residenze turistico alberghiere calano del 24%, mentre le strutture ricettive extra alberghiere di fanno registrare una decrescita di presenze del 21,5%. Fra gli esercizi extra alberghieri sono considerati i campeggi e villaggi turistici, gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale, gli agriturismi, i bed and breakfast e altri esercizi ricettivi.

Queste ultime due voci risultano essere, sempre stando ai dati dell’Istat, le uniche che fanno segnare una nettissima crescita di presenze nell’arco di dieci anni. I B&B si attestano sul +155%, mentre gli altri esercizi ricettivi, definizione forse un po’ generica, crescono addirittura del 933%. In questa voce vanno inseriti gli ostelli per la gioventù, le case per ferie, i rifugi alpini, i bivacchi fissi, i rifugi-escursionistici o rifugi-albergo, i rifugi sociali d’alta montagna, le foresterie per turisti, le country-house e le residenze rurali.

Ma se in tutta Italia nell’arco di dieci anni c’è stato un aumento di presenze pari al 8,2% con una leggera diminuzione di turisti negli esercizi alberghieri (-1,1%) e un notevole aumento nelle strutture extra alberghiere (+27,3%) è chiaro che qualcosa non torna sui dati molisani.

Quello che si può ipotizzare è che manchino all’appello dei dati ufficiali i cosiddetti esercizi sommersi, vale a dire quelle strutture non registrate che non comunicano i propri dati alle istituzioni e di conseguenza all’Istituto nazionale di statistica, vuoi per negligenza, vuoi per una legislazione nazionale e regionale molto contorta. Proprio per questo, il prossimo approfondimento riguarderà la trasformazione dell’offerta ricettiva molisana.

Il presente approfondimento è tratto da un elaborato realizzato dall’autore per il corso di laurea in Scienze Turistiche all’Università degli studi del Molise