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Dimesso il papà del bambino morto nel rogo, migliora la mamma. Il fratellino resta a Napoli

Migliorano le condizioni della 35enne, mentre restano i timori per il maggiore dei tre fratellini, 12 anni, ricoverato a Napoli per intossicazione da monossido.

Paolo Mignogna, il papà del piccolo Alessandro che ha perso la vita nel rogo della villetta di contrada Colle Calcare a Campobasso, è stato dimesso dai medici del Cardarelli. Nel primo pomeriggio ha lasciato la struttura ospedaliera. Illeso, sostanzialmente, ma solo nel fisico. L’uomo è straziato e incredulo per quanto accaduto e per la perdita del figlioletto di 9 anni, che ha inalato il fumo acre sprigionato dall’incendio che ha coinvolto in pieno il salotto dell’appartamento dove la famiglia vive, al terzo piano di una villetta condivisa, negli altri due appartamenti, col nonno e lo zio.

La madre di Alessandro sarà invece dimessa a breve. Ha riportato leggere ustioni al volto, vicino l’occhio, e al collo. Inizialmente si temeva un coinvolgimento della retina, ma per fortuna le peggiori ipotesi sono state escluse dalle visite oculistiche e specialistiche. La donna potrà medicarsi a casa, ricorrendo alle cure sanitarie solo se necessarie. La piccolina non ha riportato danni, ma resta ricoverata in pediatria – sotto osservazione di nuovo da oggi pomeriggio – a scopo precauzionale.

C’è apprensione invece per il maggiore dei tre fratellini, che all’alba è stato trasferito all’ospedale Santobono di Napoli con i sintomi dell’intossicazione da monossido. Il fumo che ha saturato i locali dell’appartamento gli ha riempito i polmoni, anche se a differenza di quanto accaduto con il fratello più piccolo lui è riuscito a sopravvivere, trasportato all’esterno dell’abitazione dai vigili del fuoco, arrivati con due squadre poco dopo la mezzanotte, dopo la chiamata partita dall’abitazione della famiglia Mignogna.

Una scena straziante quella alla quale si sono trovati davanti i soccorritori. Il sindaco facente funzione ha espresso cordoglio, parlando di “immane tragedia”. Anche la deputata di FdI Elisabetta Lancellotta, sui social, ha scritto: “Il mio più profondo cordoglio va alla famiglia del bambino deceduto a Campobasso. Un’immane tragedia ha colpito una città e una regione intera. La speranza e la preghiera vanno alla mamma, al fratellino e alla sorellina, ricoverati in ospedale. A loro giunga un forte abbraccio”.

Una considerazione che nessuno (ancora) ha fatto riguarda la camera iperbarica. Il 12enne sopravvissuto sarà trattato nella camera iperbarica di Napoli, per un ciclo di ossigenoterapia che nei casi di intossicazione da monossido è un trattamento salva-vita. Lo stesso trattamento sarebbe potuto essergli praticato nella camera iperbarica del Vietri, a Larino. Che però, malgrado i proclami della politica e dei vertici Asrem nell’ottobre scorso, non ha mai veramente riaperto, almeno per le urgenze. Che poi sono l’essenziale, quando si parla di camera iperbarica.

In Molise in quest’anno che volge al termine, il 2023, c’è stato un altro incendio in abitazione con esito fatale. E accaduto in Basso Molise, a Montecilfone. La mattina del 6 febbraio un rogo ha interessato l’appartamento in via Sergente Maggiore Costanzo Sforza, alla periferia di Montecilfone, e una donna di 72 anni ha perso la vita. Il marito, 74 anni, era riuscito a uscire di casa prima di essere investito dalle fiamme.