Logo
Cronaca di un anno di cronaca, dagli incendi che hanno ucciso ai disastri naturali che hanno ferito il territorio

Il 2023 conta tre morti a causa di asfissia causata dalle fiamme. Ma è stato anche l’anno dello stravolgimento climatico sempre più evidente. Poi arresti, furti, condanne: ecco i principali fatti che hanno segnato la regione negli ultimi 12 mesi

I LUTTI CHE CI HANNO COLPITO

E’ la notte del18 dicembre quando il fumo acre che si sviluppa per un incendio in un’abitazione di contrada Colle Calcare uccide il piccolo Alessandro Mignogna di soli 9 anni. Il fratello di 12, Antonio, viene preso per i capelli dai vigli del fuoco e sarà ricoverato al Santo Bono di Napoli per continue terapie nella camera iperbarica. Salve per miracolo anche la mamma trovata esanime in casa mentre cercava di salvare i suoi bambini, la sorellina di 4 anni e il papà Paolo. E’ una tragedia che ha spezzato il cuore di un’intera regione.

E sempre un incendio di abitazione è la causa della morte di una donna di 71 anni, avvenuta il 6 febbraio a Montecilfone. Un cortocircuito partito da un elettrodomestico, le fiamme e l’intossicazione che uccide la donna e provoca un’intossicazione da monossido al marito 74enne ricoverato in ospedale.

Ancora un incendio – il 29 novembre – sul quale sono in corso le indagini della squadra mobile e della procura di Larino, è la causa della morte di un clochard che dormiva all’interno della baracca di legno a Pozzo Dolce. Il corpo carbonizzato, è stato recuperato al termine di una lunga notte di lavoro e verifiche, e trasferito all’obitorio del San Timoteo. Sui fatti sono ancora a lavoro gli inquirenti, si ipotizza il reato di omicidio.

Pozzo dolce sopralluogo

LE FERITE DEL TERRITORIO

Un anno, e in particolare un autunno, caratterizzato dalle conseguenze del cambiamento climatico sempre più evidente: vento e temporali violenti ed improvvisi hanno sferzato il territorio causando danni ingenti da Termoli a Venafro. Il 3 novembre, dopo una notte di raffiche che hanno toccato i 120 chilometri orari, l’epilogo che poteva essere una nuova tragedia: il crollo della palestra di Casacalenda. Il 6 novembre la sindaca Sabrina Lallitto presenta un esposto alla procura di Larino che su quel crollo ha aperto un’inchiesta. Ma i danni del vento e del maltempo hanno riguardato un po’ tutto il territorio regionale causando paura e angoscia nella popolazione.

Palestra crollata Casacalenda

NELLE AULE DEI TRIBUNALI

Il 2023 è l’anno in cui la corte d’Assise di Campobasso – il 16 dicembre – condanna Giovanni De Vivo per l’omicidio di Cristiano Micatrotta: 15 anni e 4 mesi di carcere. Un delitto che la notte del 24 dicembre 2021 scosse un’intera comunità. Avvenuto attorno alla mezzanotte della Vigilia in via Giambattista Vico a Campobasso, quella che iniziò come una lite per fatti di droga si trasformo in un omicidio: un colpo di lama al collo di Cristiano Micatrotta, l’arresto di Giovanni De Vivo, un anno di udienze e battaglie giudiziarie fino al giorno della condanna.

Striscioni cristiano micatrotta giorno sentenza

I CARABINIERI

E’ il 10 maggio quando i carabinieri di Campobasso, smantellano l’ennesima organizzazione criminale dedita al traffico di cocaina in tutta la regione. In questo caso venivano usati i loro bambini per nascondere la droga durante gli spostamenti tra Frosinone, Campobasso e Isernia. Due coppie di coniugi di etnia rom  finiscono in carcere. E’ operazione “Friends”, coordinata dalla Distrettuale Antimafia.

operazione friends carabinieri delle grazie

LA POLIZIA

Schiave, violentate e fatte prostituire. E’ il 6 marzo e la Squadra Mobile arresta due “magnaccia” rumeni responsabili di un grosso giro di prostituzione organizzato a Termoli. Sono accusati di riduzione e mantenimento in schiavitù aggravata, violenza sessuale, tratta di persone, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di due loro connazionali. Le due donne, sono salve grazie a facebook: su messenger prima la richiesta di aiuto alla polizia rumena e quindi la segnalazione agli uomini della Mobile di Campobasso che a stretto giro sono intervenuti negli appartamenti di Termoli dove erano costrette a prostituirsi.

Mobile graziano

LA PIAGA DEI FURTI

Fra ottobre e novembre l’intera regione ha subito lo smacco di bande di ladri in azione sul territorio. Case svaligiate nella media di una decina al giorno, auto portate via (soprattutto in Basso Molise), hanno preoccupato e spaventato tanto i cittadini del Basso Molise  quanto quelli del Molise centrale, fino alla provincia di Isernia. Un territorio saccheggiato perlopiù nelle ore serali, in molti casi con i proprietari all’interno delle abitazioni. Bande di cui si è individuata la provenienza ma che finora è stato impossibile arrestare a causa della rapidità e imprevedibilità degli spostamenti.

Ladri

LA SPARATORIA DI TERMOLI

Fra il 12 e il 13 luglio quando i residenti di via Pertini a Termoli, sentono distintamente spari di arma da fuoco e urla. Qualcuno vede anche alcune auto rincorrersi. Si tratta della sparatoria fra rom che ha svegliato un intero quartiere nel cuore della notte. La polizia ricostruisce i primi fatti: una lite fra bande che scoppia, probabilmente, per fatti di droga. Quindi i colpi di pistola, una donna e un uomo feriti che vanno in ospedale e le indagini ancora in corso del Commissariato insieme ai colleghi della squadra mobile.

Sparatoria polizia via Madonna grazie

I FATTI DI JELSI

Il 17 luglio la comunità di Jelsi è sotto choc. Un uomo di 63 anni viene ritrovato esanime su uno dei marciapiedi nel centro storico del paese. Sul volto e sul corpo segni di botte e lividi, compatibili con una presunta violenza subita.  Addosso soltanto un paio di slip. Portato in ospedale è stato sottoposto a tutte le cure mentre i carabinieri hanno immediatamente attivato le indagini: due persone, da lì a poco (il 31 luglio), saranno arrestate per atti di violenza ai danni del 63enne.

IL LAVORO CHE UCCIDE

13 settembre: strage alla Esplodenti Sabino. Una deflagrazione nella fabbrica abruzzese che smaltisce e recupera polvere da sparo uccide tre operai: Gianluca De Santis di Palata, Fernando Di Nella di Lanciano e Giulio Romano di Casalbordino.  Invece il 31 luglio, nella discarica di Montagano, perde la vita Massimo Trivelli, operaio di 51 anni travolto e ucciso da una pala meccanica in retromarcia nell’impianto di rifiuti della provincia di Campobasso.

Discarica montagano incidente