Spacca il sopracciglio al fidanzato con una spazzola per capelli, la Cassazione: è arma impropria. Isernina a processo
Lo ha stabilito la Suprema Corte accogliendo il ricorso del procuratore generale di Campobasso, Mario Pinelli, contro il tribunale di Isernia che aveva stabilito di non dover procedere nei confronti dell’indagata
La lite con il fidanzato, gli animi che si surriscaldano, lei che afferra una spazzola per capelli, colpisce il giovane e lo ferisce al sopracciglio. La donna è accusata di lesioni. E, soprattutto, quella spazzola rappresenta “un’arma impropria” quindi la ragazza va processata. A stabilirlo è stata la Cassazione che ha accolto il ricorso del procuratore generale di Campobasso, Mario Pinelli, contro il tribunale di Isernia che – invece – aveva stabilito di non dover procedere nei confronti dell’indagata.
I fatti risalgono a tre anni fa e la coppia di fidanzati (ormai ex) è di Isernia.
Dopo un lungo iter giudiziario seguito a quella lite furibonda, è arrivata anche la sentenza della Suprema Corte che in sostanza – come accaduto anche in altri casi – è tornata a ribadire che un oggetto potenzialmente innocuo, se usato per offendere, costituisce circostanza aggravante del reato di lesioni e dunque si può procedere d’ufficio anche senza la denuncia di parte.
Il fidanzato, in quella occasione, fu costretto ad andare in ospedale per farsi medicare la ferita lacero-contusa, ma non denunciò mai la ragazza pur raccontando ai sanitari come si era procurato quella lesione.
Tuttavia, al di là della denuncia, scattarono le indagini. Perchè secondo la Procura, l’uso di quella spazzola rappresentava un’arma, anche se impropria, e quindi si poteva procedere d’ufficio. Il Tribunale di Isernia aveva rigettato questa tesi, pertanto la procura generale ha fatto ricorso ai giudici della Cassazione che gli hanno dato ragione.

