Schianto in via XXIV Maggio, ore di ansia per Nicola Armanetti: la famiglia chiede silenzio e preghiera
La compagna del 51enne rimasto gravemente ferito nell’incidente di sabato pomeriggio, riferisce: “In questo momento di enorme angoscia, chiediamo solo rispetto e riservatezza”. E sulla dinamica del sinistro: “La polizia sta lavorando ed è l’unica deputata a ricostruire i fatti. Da parte nostra, abbiamo nominato avvocato e periti per discutere di quanto accaduto nelle sedi opportune”
Il 51enne di Campobasso che lotta per la vita nel reparto di Rianimazione del Cardarelli, a causa dell’incidente stradale accaduto sabato pomeriggio in via XXIV Maggio, è Nicola Armanetti. Conosciutissimo a Campobasso, come lo è suo papà Riccardo (famoso fotografo del capoluogo) e come lo era anche suo fratello. Dunque, sono in tanti a manifestare apprensione e paura per la sua salute.
Le sue condizioni sono stazionarie ma critiche. Ha subitolesioni (tamponate con diversi interventi chirurgici) ai reni, alla milza, ai due polmoni. E ha riportato fratture del bacino, del femore, delle costole. È controllato h24 dai medici e dagli infermieri della Rianimazione.
Accanto a lui, la compagna Maria Grazia La Selva (anche Responsabile del centro antiviolenza Liberaluna) oltre alla sorella di Nicola, al giovane figlio di lui, alla famiglia e gli amici più stretti.
Maria Grazia, da sabato pomeriggio, non si muove dall’ospedale. È lì, nella sala d’attesa della Rianimazione, a contare ore e minuti con la speranza che quella porta che la separa dal reparto, si apra per una buona notizia.
Al riguardo vuole anche fare un appello in virtù del rispetto che si deve alla famiglia del suo compagno “composta anche da due genitori anziani”.
“Ogni persona che soffre in un letto d’ospedale merita rispetto per il proprio dolore – dice Maria Grazia – questo è un momento in cui tutta le persone care sono raccolta intorno a lui nell’affrontare ogni difficoltà. Ma c’è bisogno di attenzione per il dolore di Nicola e di chi gli vuole bene. Quindi chiediamo silenzio e preghiera”.
È scossa, scioccata e incredula. Ma ha anche una certezza che è quella “di aver trovato professionalità e competenza impagabili nelle corsie dell’ospedale Cardarelli”. E per questo coglie l’occasione anche “per ringraziare pubblicamente il professor Romeo Flocco e tutta l’equipe della Terapia Intensiva, perché ho visto come intervengono, come lavorano, come corrono senza fermarsi. Non perdono mai di vista, neanche per un istante, i loro pazienti. La stessa doverosa riconoscenza va anche a tutti i chirurghi, medici e infermieri che da ogni reparto, sabato sera, sono intervenuti lavorando in equipe, e a lungo, per salvare la vita di Nicola. Ad ognuno di loro va il ringraziamento di noi familiari che siamo i soli, e vorrei specificarlo, ad essere informati delle condizioni di Nicola. In questo ospedale ci sono eccellenze che andrebbero ulteriormente valorizzate, quando ci passi lo capisci”.
Nicola Armanetti, impavido e pieno di vita, sensibile e leale, nutre la passione per le moto da giovanissimo. E anche su questo Maria Grazia vuole sottolineare un aspetto in merito alla dinamica dell’incidente: “Nicola viaggia da sempre in motocicletta, è un appassionato e, per questo, conosce perfettamente il mezzo a due ruote. Così come conosce e rispetta tutte le regole della strada. Ho sentito parlare di velocità e quant’altro quali cause del sinistro, vorrei dire a tutti di lasciare che gli accertamenti necessari per chiarire i fatti siano ad opera della polizia che è intervenuta sul posto e che ha eseguito i rilievi. La famiglia, nel contempo, accerterà attraverso i propri legali e relativi periti tutto quanto accaduto in quel trato di strada sabato pomeriggio e se ne parlerà poi nelle sedi opportune. Intanto voglio solo ribadire che Nicola è un ragazzo responsabile. Lo è per se stesso e per gli altri; spesso viaggiamo insieme anche per centinaia di chilometri e dunque so bene quanto lui sia uomo e centauro accorto, coscienzioso e prudente”.

