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Morto alle Torri: accertamenti conclusi sul telefonino, si passa al pc. C’è una seconda persona offesa

Il collega che condivideva l’ufficio con Carmine Petrillo avrebbe subito o sarebbe a conoscenza di presunte pressioni lavorative. A breve potrebbe essere ascoltato dalla Procura. Intanto proseguono gli accertamenti tecnici dei carabinieri: terminati quelli sull smartphone, ora tocca al computer

Sono terminati gli accertamenti tecnici sul telefonino di Carmine Petrillo, il 40enne precipitato dal residence Le Torri di via De Sanctis a Campobasso. Il sostituto procuratore Vittorio Gallucci sulla morte del giovane molisano ha aperto un procedimento e ha indagato tre colleghi di lavoro con l’ipotesi di maltrattamenti.

Ancora sotto sequestro il pc, che pure sarà analizzato dai tecnici dei carabinieri. Nominato anche un perito da parte di due delle tre persone sotto inchiesta, si tratta di un ingegnere, docente Unimol, specializzato in informatica forense.

L’obiettivo è fare luce su quanto accaduto nei giorni precedenti la morte di Carmine. Giovane amato e benvoluto da tutti e che “per il suo lavoro dava l’anima”. Ad ammetterlo è anche l’avvocato Silvano Coromano, che difende i due indagati: “Sono fiducioso nell’esito dell’attività investigativa – ha detto il legale – Le risultanze consentiranno di chiarire la posizione dei miei assistititi. Determinanti saranno anche le conclusioni dell’esame autoptico e dell’esame tossicologico. Non ho altro da dire – continua l’avvocato – se non che Carmine Petrillo era un bravissimo ragazzo, a cui tutti volevano bene e che per il lavoro dava tutto se stesso”.

Si lancia dalle “Torri” di via De Sanctis, tre persone indagate per maltrattamenti: indagini in corso

Intanto c’è anche una seconda persona offesa. Un collega di Carmine Petrillo che con lui condivideva l’ufficio e che pare abbia subito, o comunque sia a conoscenza, presunte pressioni avvenute nell’ambito lavorativo. A breve potrebbe essere ascoltato dagli inquirenti, mentre ancora non si sa se la procura intenderà ascoltare gli indagati in merito ai fatti loro contestati. “Non sappiamo se ci sarà un interrogatorio – ha concluso Silvano Coromano – tuttavia al momento non potrei riferire nulla al riguardo. Attendiamo la conclusione delle indagini”.

Di sicuro la vicenda è più complessa di come è apparsa inizialmente, quando il quarantenne, con quello che gli inquirenti ritengono essere un gesto volontario, si è lanciato dal residence vicino l’Università nel capoluogo molisano, perdendo la vita e lasciando moglie e figlia piccola.