Dimensionamento scolastico: il piano prevede 8 istituzioni in meno nei prossimi 3 anni, ma non dice come
Nei prossimi tre anni otto istituzioni scolastiche del Molise spariranno. A lanciare l’allarme è il segretario della Flc Cgil per Abruzzo e Molise Pino La Fratta.
Il tema del dimensionamento scolastico è tornato di attualità dopo la recente emanazione della nuove linee guida da parte della Regione Molise che con la delibera 359 del 17 novembre scorso ha messo nero su bianco il taglio delle scuole previsto tra il 2024 e il 2027.
“Il problema – spiega il sindacalista – è che le nuove norme prevedono una riduzione del numero di autonomie scolastiche, che viene correlato alla popolazione scolastica e all’andamento delle iscrizioni”.
Si passerà dalle attuali 52 istituzioni scolastiche a 49 nel prossimo anno scolastico (2024/2025), a 45 nel 2025/2026 e infine a 44 nel 2026/2027. Una sforbiciata del 15,38 per cento che rappresenta “una delle percentuali più alte d’Italia. E si tratta solo dell’inizio: se il criterio verrà confermato, in un decennio, potrebbero scomparire il 30 per cento delle istituzioni scolastiche molisane.
Più volte abbiamo sollecitato i rappresentanti politici regionali e nazionali ad intervenire per tutelare le specificità del nostro territorio: la particolare conformazione territoriale del Molise, la presenza di aree interne, la mancanza di efficienti reti di trasporto renderebbe necessaria una deroga ai criteri generali. Niente di tutto questo però è avvenuto: mentre alcune regioni, anche di centro destra, hanno manifestato in tutti i modi la loro contrarietà al provvedimento, il Molise si è limitato ad obbedire accettando criteri penalizzanti”.
Adesso si apre la non certo facile fase operativa, c’è da decidere quali scuole far sparire e i relativi accorpamenti che passeranno per il vaglio degli enti locali “in primis le Conferenze provinciali, che coinvolgeranno i Comuni”. Entro il 30 novembre, quindi tra pochissimi giorni, la Regione dovrà approvare il piano di dimensionamento. “Si tratta di una scadenza che difficilmente sarà rispettata – scrive La Fratta – , per cui sicuramente sarà richiesta al Ministero una proroga, che comunque non potrà andare oltre il mese di dicembre, vista la necessità di procedere con le iscrizioni e gli organici per l’a.s 2024/25.
Cosa accadrà ora? Quali saranno gli accorpamenti che verranno disposti? In quale ordine e grado? Come saranno distribuiti i tagli tra le due Province? Sono tante le domande che ci pongono in questi giorni i lavoratori della scuola, ma al momento la sensazione che si avverte è che si brancoli nel buio.Non a caso, ricordiamo che in questa regione manca un assessore all’Istruzione (la delega è ancora in capo al presidente) e risulta scoperta da luglio la Dirigenza dell’Ufficio Scolastico Regionale. Un quadro davvero desolante” a cui si deve aggiungere anche la “carenza” della stelle linee guida che non tengono conto delle osservazioni inviate dal sindacato della scuola e che non dicono a Comuni e Province come affrontare le criticità.
“Lo abbiamo ribadito più volte: la Flc Cgil è contraria ad ogni ipotesi di dimensionamento che parta dalla necessità di prevedere dei tagli, che si concretizzerebbero in accorpamenti di scuole. Se davvero si vuole investire sul futuro di questa regione, non servono riorganizzazioni meramente numeriche ma risorse ulteriori, più tempo scuola e una programmazione che tenga in considerazione lo stato dell’edilizia scolastica, la rete dei trasporti e la qualità dell’offerta formativa. Contestualmente al piano di dimensionamento, invero, dovrebbe aprirsi una discussione regionale su tutto il sistema d’istruzione regionale, sul raccordo con l’Università e con l’ITS, sul diritto allo studio e sul riordino della formazione professionale. Noi non ci rassegniamo ai semplici tagli: dopo aver impugnato il DI 127 e aver gridato il nostro NO nelle piazze nello sciopero generale del 17 novembre continueremo con ulteriori azioni di mobilitazione”.


