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Crisi climatica: eventi meteorologici estremi confermano la vulnerabilità del Molise

Vento da uragano, trombe d’aria e nevicate improvvise hanno colpito di recente la nostra regione. Il rapporto di Legambiente evidenzia un’allerta per l’Italia

Il Molise ha vissuto una serie di eventi meteorologici estremi che hanno scosso la regione negli ultimi mesi, segnalando un’allerta critica sulla vulnerabilità del territorio legata alla crisi climatica. Da raffiche di vento da uragano a trombe d’aria e nevicate improvvisate sulla costa molisana, la regione ha vissuto un susseguirsi di fenomeni eccezionali.

Il 2 e 3 novembre, il Molise è stato colpito da raffiche di vento da uragano, raggiungendo la velocità impressionante di 140 km/h. Questo evento meteorologico ha lasciato la comunità localizzata con danni significativi, mettendo in evidenza la necessità di un approccio più robusto alla gestione delle emergenze climatiche.

La tromba d’aria in mare e la spolverata di neve ghiacciata sulla costa molisana dello scorso sabato hanno aggiunto ulteriori sfide alla regione, evidenziando la complessità e la mutevolezza del clima locale. Mareggiate e allagamenti nel gennaio 2023 a Campomarino Lido, Rio vivo a Termoli e parte di Marina di Montenero hanno lasciato il segno, mentre il grande caldo dell’estate 2023 con decine di notti tropicali anche in montagna e una primavera mai così piovosa seguita dalla siccità estiva rendendo chiara l’urgenza di affrontare la questione del cambiamento climatico.

A supporto di questa crescente preoccupazione, il recente rapporto ‘Città clima 2023 speciale alluvioni’, presentato da Legambiente con il contributo del Gruppo Unipol, ha rivelato dati allarmanti sull’incremento degli eventi meteorologici estremi in Italia. L’Italia è descritta come “sempre più fragile e impreparata” di fronte alla crisi climatica.

Allagamenti Rio Vivo misericordia

Secondo l’Osservatorio Città Clima di Legambiente, negli ultimi 14 anni sono stati registrati 684 allagamenti da piogge intense, 166 esondazioni fluviali e 86 frane in Italia. La Sicilia, il Lazio e la Lombardia sono tra le regioni più colpite. In particolare, Roma è stata al primo posto con 49 allagamenti, seguita da Bari e Agrigento. Milano ha registrato almeno 20 esondazioni fluviali, evidenziando la vastità del problema.

Il quadro diventa ancora più inquietante considerando che l’Italia è un “gigante dai piedi d’argilla ad elevato rischio idrogeologico”, con milioni di persone che vivono in aree a rischio di frane e alluvioni. Nonostante gli impatti economici notevoli, il governo ha recentemente ridotto i finanziamenti destinati al contrasto del dissesto idrogeologico, una mossa criticata da Legambiente. “Il governo Meloni nel rimodulare il Pnrr ha scelto di dimezzare le somme destinate a contrastare il dissesto idrogeologico, passate a livello nazionale da 2,49 miliardi a 1,203 miliardi, in un Paese dove si sono spesi in media oltre 1,25 miliardi all’anno per la gestione delle emergenze”.

La Protezione Civile segnala che il Paese ha speso oltre 13,8 miliardi di euro dal 2013 al 2023 per gestire le emergenze meteo-climatiche. Nonostante ciò, Legambiente sottolinea la necessità di piani di emergenza comunali, formazione dei cittadini e consapevolezza del bisogno di adattamento. Tra le proposte chiave, l’approvazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, la legge sullo stop al consumo di suolo e il divieto di costruire in aree a rischio idrogeologico emergono come passi essenziali per affrontare la crisi climatica nel Molise e in tutta Italia.