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Addio a Nicola Fierro, 53 anni e una grande passione per il giornalismo e lo sport. Informazione in lutto

Se ne è andato a 53 anni uno dei giornalisti che ha fatto la storia della carta stampata in Molise. E’ scivolato via dalla vita dopo aver provato per oltre venti anni a far stancare la malattia che lo aveva colpito. Dolore e cordoglio in tutto il mondo dell’informazione

Nicola Fierro se n’è andato.E’ scivolato via alla vita dopo aver provato per oltre venti anni a resistere facendo stancare quel compagno di viaggio indesiderato che nelle scorse ore, invece, ha preso il sopravvento.

Aveva 53 anni, giornalista professionista che ha lavorato – nel 1996 – alla nascita del quotidiano Nuovo Molise (editore Giuseppe Ciarrapico) con l’allora direttore Carlo Sardelli e che ha contribuito alla crescita dell’informazione molisana (all’epoca Nuovo Molise vendeva la media di 5000 copie al giorno) iniziando la sua mission subito dopo gli studi universitari.

Poliedrico, capace di occuparsi di molteplici temi, dopo essere diventato professionista nelle redazioni romane di Ciarrapico era tornato a Campobasso come caporedattore della redazione sportiva. Lui, che amava il calcio (interista sfegatato) ma che pretendeva la stessa attenzione per tutti gli sport.

C’è un’immagine di Nicola Fierro che è un tuffo al cuore, e non è la sua faccia, soddisfatta ma rigorosa, del lavoro che concludeva ogni giorno con la sua redazione sportiva, ma è la sua figura stretta a quella di Paola. Il loro incontro nella redazione romana e un cammino insieme mai più interrotto.

Nicola Fierro era il marito amorevole che ironizzava sull’essere “un uomo alfa”, l’amico che “a chiusura del giornale (quando era mezzanotte) ci facciamo tutti una birra?”, il professionista che picchiava affettuosamente in testa ai più giovani “sì, ma la notizia dov’è?”. Era l’uomo con le spalle grosse che, all’improvviso, si sono messe al riparo tra quelle di Paola. Per oltre venti anni.

La diagnosi, il terrore iniziale, la forza di reagire e combattere. Tutti i giorni, come solo un guerriero sa fare. La fatica, il dolore e la paura scomparivano davanti ai suoi sorrisi, alla sua voglia di vivere e farcela. Una maledetta battaglia la sua.

Condotta con Paola e poi anche con Cecilia, figlia straordinaria. E chissà quale angoscia e quale smarrimento provano oggi per l’ “uomo di casa” alla cui morte è quasi impossibile pensare perché Nicola, che ha patito, sofferto e si è battuto come un leone, era simbolo di vita e gioia di vivere.

I giornalisti del Molise sono increduli. Tutto il mondo dell’informazione lo è. I ricordi con Nicola Fierro sono molteplici: “Non è possibile” è il leitmotiv che passa di telefonata in telefonata.

“Scambiavo spesso due chiacchiere con Nicola e la sua Paola – racconta una collega -.  Li osservavo scambiarsi effusioni in quelle pause di lavoro e ogni volta che penso a loro due mi viene in mente quanto amore, infinito, sapevano dimostrarsi in ogni istante passato assieme”.

E insieme si sono battuti per anni con coraggio e dignità, senza mai abbassare la testa. Come era solito fare Nicola quando entrava al mattino in redazione e rapido richiamava all’ordine: “Ci riuniamo? Vediamo quello che c’è da fare oggi”.

Nulla è bastato. Quel dannato compagno di viaggio alla fine non è sceso dalla sua vita, l’ha voluto con sé lentamente. Inesorabile e crudele. E noi, oggi, siamo tutti più soli.