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A tutto Sarri: “Coppa Italia? Sui campi della C camperebbero tutto l’anno. Ma ci diranno che la Juve non può andare a Campobasso”

Il tecnico della Lazio, in una intervista concessa a Repubblica, ha duramente contestato il format attuale della Coppa Italia e fatto esempi concreti: come la questione dell’ordine pubblico in Molise qualora si decidesse di giocare la Coppa Italia sui campi di serie C “perchè tutti guadagnino tutto l’anno”

Sarri ne ha per tutti. Non risparmia nessuno e nell’intervista concessa ai microfoni di Repubblica le canta amaramente al calcio moderno con lo stile tagliente e pratico che lo contraddistingue.

L’allenatore della Lazio, con un passato sulle panchine di Empoli, Napoli, Chelsea e Juventus, sfida sostanzialmente il calcio moderno opponendosi ancora una volta al calendario imposto dalla Uefa, senza dimenticare il presente biancoceleste e le scelte fatte nelle precedenti stagioni.

“Mi accusano di cercare alibi e basta – dice Sarri che delle anomalie relative a certe scelte del calcio ne parla da cinque anni -. In questi giorni in Spagna sta venendo giù il mondo per l’infortunio di Gavi, lo chiamano Uefa Virus: spero che qualcuno abbia l’onestà intellettuale per riconoscermi che certe cose io le dico da una vita”.

Secondo il tecnico biancoceleste l’unico “calcio sostenibile è quello inglese, il più tradizionalista, dove il sabato pomeriggio non c’è nessuna partita in tv perché la gente affolla gli stadi delle categorie minori. La finale di Fa Cup è il match più visto al mondo dopo quella di Champions, eppure da cent’anni ha sempre gli stessi riti e si gioca a Wembley, mica in Arabia. Vorrà dire qualcosa?”.

“Lì c’è il tentativo di non fare cadere il movimento nella globalità. Così loro sono tutti ricchi, mentre i nostri ricchi sono i poveri d’Europa. Il calcio è uno sport emozionale: se gli togli l’emozione, a livello televisivo non è certo il migliore spettacolo del mondo. L’emozione la tiene viva il bambino che va allo stadio, ma non c’è futuro se si mira al pubblico degli highlights”.

Ed ecco il carico da 90 sulle scelte relative alla Coppa Italia: “Al massimo 50 partite. Si potrebbe almeno cominciare dalle piccole cose, tipo rinunciare alle tournée estive e riportare la Coppa Italia ad agosto anche per le grandi, facendole giocare sui campi delle squadre di Serie C, che così farebbero incassi per campare tutto l’anno. Ma di sicuro ci direbbero che c’è un problema di ordine pubblico per cui la Juve non può andare a Campobasso. La Coppa Italia è un evento clandestino cucito su misura per l’audience televisiva degli ultimi turni. Ma il calcio non è questo, è il Bayern che perde con una squadra di C”.

A chi lo accusa di essere il solito criticone replica: “Sostanzialmente me ne frego, ho una testa pensante e critico, anche se questo calcio fa il mio bene. In privato i colleghi, tutti, mi dicono bravo, fai bene, bisogna denunciare. Ma poi non ce n’è uno che mi venga dietro”.

Sugli allenamenti non batte ciglio: “Se non ti alleni subentrano il decadimento tecnico e fisico e la stanchezza mentale, quindi lo spettacolo peggiora. Per altro, anche chi non ha giocato non è avulso dalla stanchezza, perché si trova a vivere in un ambiente stanco. Ormai si ci allena solo al video”.