Riciclaggio di denaro dei narcos in Cina: il termolese non risponde al Giudice
L’unico indagato molisano fra i 33 arrestati dalla Procura di Roma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo legale farà ricorso al Riesame
Non ha risposto alle domande del giudice il 42enne termolese arrestato la settimana scorsa nell’ampia operazione contro il riciclaggio di denaro frutto del traffico di cocaina nelle zone dell’Esquilino e dell’Eur a Roma.
Il pregiudicato è comparso ieri pomeriggio davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Larino, Federico Scioli, che lo ha interrogato per rogatoria su decisione del Giudice distrettuale di Roma, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il 42enne è l’unico molisano coinvolto in una vicenda giudiziaria che ha visto 33 arresti con le accuse di riciclaggio di denaro e traffico di droga. Secondo l’accusa, si era costituita un’alleanza fra due gruppi criminali romani specializzati nello spaccio di stupefacenti e un’organizzazione cinese esperta in brokeraggio e riciclaggio di denaro che veniva inviato in Cina e riportato in Italia, prima fisicamente e negli ultimi anni solo virtualmente.
Il legale dell’indagato termolese, l’avvocato Pino Sciarretta del Foro di Larino, ha annunciato che farà ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione del suo assistito. Attualmente il 42enne resta agli arresti domiciliari come disposto dal Gip.





