Pd cerca neo Segretario. Senza unità primarie a Natale, Facciolla: “Non mi ricandido”. Nel toto nomi Bontempo, Cerroni, Veneziale
L’assemblea regionale del Pd si è espressa favorevolmente sulle primarie aperte a tutti per la scelta del futuro segretario regionale e ha anche fissato una data: 17 dicembre. Fino alla presentazione delle liste (metà novembre) si lavorerà anche all’ipotesi di una candidatura unitaria: molto accreditati i nomi dell’ex assessore regionale Carlo Veneziale e dell’avvocato isernino Ovidio Bontempo. L’attuale segretario Facciolla fuori dalla partita: “Preferisco il congresso, ma se si farà sintesi va bene lo stesso”
Il consigliere regionale Vittorino Facciolla non sarà candidato per la futura segreteria regionale del Partito Democratico. “Non sarò disponibile questa volta, né se il mio successore sarà individuato dall’assemblea, né se sarà scelto attraverso il metodo delle primarie, soluzione, quest’ultima, che io auspico pur essendo convinto che si possa chiudere su un nome capace di fare sintesi. Ne sarei altrettanto soddisfatto”.
Sono state settimane movimentate queste ultime due in casa dem: in quindici giorni l’assemblea regionale è stata convocata ben quattro volte e alla fine ha indicato la via maestra: primarie aperte a tutti, iscritti e non, per il vertice della segreteria che sarà rinnovata ai gazebo il 17 dicembre prossimo.

Un percorso a prima vista molto coerente con quello della segretaria nazionale Elly Schlein che il Pd l’ha preso, contro ogni pronostico, senza che nessuno, per citarla, l’avesse vista arrivare. Un miopia che non ha risparmiato neppure il Molise dove alle primarie di circolo, quelle in cui votano solo gli iscritti al partito, a stravincere era stato Stefano Bonaccini che si era piazzato primo ovunque con l’eccezione della città capoluogo che invece la Schlein l’aveva non solo vista arrivare, ma pure votata.
“Venerdì la direzione si riunirà – ha spiegato ancora il segretario Facciolla – e da qui verranno fuori i nomi di chi farà parte della Commissione per il congresso che dovrà lavorare per organizzare le primarie”.
Un mese prima, quindi intorno al 17 novembre, dovranno essere presentate le liste coi nomi di chi aspira a raccogliere il testimone del segretario. “A meno che, prima di quella data, si arrivi a una candidatura unitaria”.
Ipotesi, questa, che molti preferirebbero perché meno dispendiosa in termini di energie, impegno e anche qualche rischio. Chiamare ai gazebo i tesserati e i simpatizzanti in pieno inverno e in una fase in cui la folata di aria nuova e rinnovamento è appena un venticello, potrebbe ritorcersi contro in termini di partecipazione. E magari scoraggiare anche future e forse imminenti adesioni a primarie ancora più allargate come quelle di coalizione che potrebbero svolgersi in primavera per l’individuazione del candidato sindaco di Campobasso. E chissà, anche di Termoli.
In questo momento, quindi, la sintesi sarà possibile a condizione che ci sia un nome forte, di garanzia per tutte le anime che sono nel Pd molisano. In altre regioni, come Lazio o Abruzzo, l’hanno già fatto evitando le primarie che non sono, per Statuto, neppure la prima strada da percorrere. Nonostante siano diventate negli ultimi anni sinonimo di maggiore apertura del partito verso l’esterno.
L’ex segretaria Micaela Fanelli, per esempio, in una lettera all’assemblea del 20 ottobre scorso si è detta convinta “che ci sia una strada unitaria da percorrere” senza per questo escludere che “accanto alle dinamiche interne, ci sia lo spazio per parlare ‘DEL’ mondo e ‘COL’ mondo esterno”.
Un modo, il suo, per dire che se di sintesi e unità si deve parlare, non siano solo di facciata. “Le destre a tutti i livelli sono difficili da battere – leggiamo ancora nella sua lettera – e le nostre responsabilità sono particolarmente rilevanti per perdersi in partire di retroguardia! Penso a Campobasso e Termoli, ai tanti comuni al voto in Molise, ma penso anche e soprattutto alle prossime europee e al pericolo per la tenuta democratica dell’Unione rispetto ai sovranismi”.
I nomi su cui si ragiona per una “soluzione unitaria” sono più di uno: tra quelli più accreditati c’è sicuramente l’avvocato Ovidio Bontempo, già componente dell’assemblea nazionale e assessore a Isernia. Si parla di Bibiana Chierchia che del capoluogo è stata vicesindaco durante la legislatura targata Battista. Spostandosi a Venafro, ha raccolto entusiasmo la candidatura del consigliere comunale Stefano Buono. Donna ed elemento di rinnovamento per il Pd è ciò che rappresenta Caterina Cerroni, già nella segreteria nazionale dei Giovani dem e a un passo dal diventare la quarta parlamentare molisana alle scorse politiche. Sconta, però, il fatto di essere attiva per lo più a Roma a differenza di chi, come l’ex assessore Carlo Veneziale (e gli altri già citati), è più agganciato al territorio molisano. Veneziale, poi, ha governato in giunta con l’attuale segretario Facciolla, può mettere d’accordo la corrente rutiana (Alessandra Salvatore o Giose Trivisonno che si sono spesi e molto per la Schlein a Campobasso) e anche le anime più trasversali non solo per la sua storia politica, ma anche per il suo spirito dialogante con l’esterno. Qualità indispensabile specie in un’ottica di alleanza politica coi 5 Stelle. (ad)


