Medio Oriente
|Guerra a Gaza, la testimonianza del regista israeliano ospite di MoliseCinema: “Vittime innocenti da ambo le parti”
Il racconto di Omer Sterenberg, giovane artista israeliano, che esprime dolore per le violenze e critica il governo del suo Paese per le responsabilità nell’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso
Le immagini che giungono da Israele e dalla Striscia di Gaza rimbalzano a tutte le ore sui sociali, nei telegiornali, nelle immagini che tutti noi guardiamo continuamente. Immagini strazianti di guerra e di morte. Da Israele giunge in queste ore il racconto di un testimone diretto di quanto sta accadendo, grazie all’intercessione di Federico Pommier Vincelli, direttore di MoliseCinema.
Omer Sterenberg, giovane regista israeliano, è stato ospite di MoliseCinema Film Festival a Casacalenda lo scorso 8 agosto per presentare il suo cortometraggio in concorso “Night of the 31st”.
Ha fatto arrivare al Festival questo breve scritto, pubblicato con il suo consenso, in cui esprime il dolore per i massacri subiti dagli israeliani, che ci riportano al tempo della Shoa, la paura per le prossime vittime innocenti di ambo le parti che farà questo conflitto e la critica al governo del suo Paese.
“Sono momenti molto difficili per noi. Io e la mia famiglia stiamo bene, ma purtroppo abbiamo perso degli amici ed alcuni sono sopravvissuti al massacro, ma per loro non sarà mai più come prima. La cosa terribile è che molti altri innocenti da entrambi i lati perderanno la vita. Proprio terribile. Il vostro sostegno e quello di tante persone ci dà forza, e ve ne sono grato. Pregate per noi.
Solo una richiesta. Vi prego di aiutarci a far sapere la verità. Ho visto alcuni telegiornali stranieri e il modo in cui talvolta vengono riferiti i fatti è insopportabile. Per me è importante far capire che siamo stati vittime di un pogrom. Hanno massacrato donne e bambini per pura crudeltà. Persone buone e pacifiche che imploravano di risparmiarli. In questo momento difficile, per favore aiutaci a far sapere quello che ci è accaduto. Abbiamo visto scene che ricordano l’Olocausto e non riusciremo mai più a superare il trauma vissuto.
C’è molta rabbia nei confronti del Governo e molta gente lo ritiene responsabile di quello che stiamo subendo ora. Nel frattempo, mentre parliamo, siamo sotto attacco. Spero che avremo la possibilità di accusare il Governo quando la guerra sarà finita. In questo momento non siamo nemmeno sicuri se saremo vivi domani. La mia famiglia, i miei anici ed io stiamo sempre stati contrari a qualunque tipo di aggressione, oppressione o violenza. Abbiamo fatto il possibile per promuovere la pace.
Immagino che non abbiamo fatto abbastanza”.
Traduzione di Paola Talevi



