Dentro il carrello della spesa, i rincari “bruciano” uno stipendio: Molise al quarto posto in Italia
Ogni famiglia sarà costretta a sborsare quasi 1.500 euro in più per far fronte agli aumenti dovuti all’inflazione. Gli aumenti sono generalizzati e nei prossimi mesi lieviterà anche il costo di gas ed energia. Allarme di Federconsumatori
Per una famiglia 1.500 euro al mese possono essere uno stipendio. L’unica entrata a sostegno di un nucleo familiare composto per lo più da 3/4 persone. E invece – come sottolinea Federconsumatori – questa è la cifra che ogni famiglia sborserà in più quest’anno a causa degli aumenti dovuti all’inflazione.
Tutta colpa dell’inflazione. Perché in una economia di mercato beni e servizi possono subire variazione di prezzo in ogni momento. Quando si ha un rincaro importante, che non si limita a singole voci di spesa, si ha l’inflazione.
Che significa? Che – per esempio – con dieci euro oggi si possono acquistare meno beni rispetto al passato. In parole povere, l’inflazione riduce il valore della moneta nel tempo.
Ecco quindi che i rincari generalizzati di questo periodo stanno causando un aumento della povertà e un divario sempre più rilevante fra chi è ricco e chi è povero. Col risultato che la classe media, ormai, è in via d’estinzione.
Diverse regioni italiane – come scrive in un’analisi il blog di ContattiEnergia.it – mostrano trend differenti in termini di aumento dei prezzi. E il Molise figura al quarto posto in Italia insieme all’Umbria con un carrello della spesa che costa mediamente 499 euro ogni mese. Prima di Molise e Umbria ci sono la Campania con una spesa di 552 euro, la Sicilia con 546 euro e la Valle D’Aosta con 511 euro.
Secondo un recente studio della Coldiretti, alcune regioni hanno registrato aumenti più pronunciati rispetto ad altre. Mentre il nord dell’Italia ha visto incrementi medi, le regioni del sud e delle isole hanno sperimentato rincari superiori alla media nazionale. Dietro il dato nazionale si celano insomma notevoli differenze a livello regionale.
Al Mezzogiorno d’Italia, per esempio, i consumi per alimentari e bevande assorbono quasi un terzo (31%) della spesa complessiva. Questa differenza regionale è in parte attribuita alle diverse catene di approvvigionamento e alla diversità dei prodotti locali. Mentre alcuni prodotti di base come pasta e olio d’oliva hanno visto aumenti modesti in alcune regioni, in altre la crescita dei prezzi per carne, pesce e latticini è stata ben più marcata.
Sebbene l’andamento inflattivo a settembre abbia mostrato un incremento generalizzato del 5%, alcuni beni hanno subito aumenti significativamente maggiori. Ecco una panoramica delle variazioni più rilevanti: olio e grassi +22%; verdure +14,9%; pane +6,2%; carne +6%; dolci e cioccolato +9,2%; succhi di frutta +12,2%; birra +8,4%; latticini, latte e uova +7%.
La frutta – spiega il blog di ContattiEnergia.it – ha visto un incremento moderato del 2,4%, mentre bevande come caffè, tè e cacao hanno registrato un aumento del 3,8%. Tuttavia, gli aumenti non si sono limitati al cibo. Ci si aspetta, ad esempio, un imminente aumento dei costi dell’elettricità del 18,6% e del gas del 4,8%.
Per molte famiglie, gli aumenti costanti hanno portato a una maggiore dipendenza dai discount, con un incremento nell’uso del 11,9%. Tuttavia, come rilevato da Federconsumatori, persino in questi contesti non è sempre possibile trovare prezzi accessibili.
Ma non solo il carrello della spesa: il peso dell’inflazione è anche sulle bollette. Le tariffe, come descritte dai principali esperti del settore, sono un altro fronte dove l’inflazione ha colpito duro. Anche se le tariffe attuali sono meno proibitive di quelle dell’anno precedente, sembra un miraggio tornare ai livelli pre-crisi del 2019. Anzi, si prevedono aumenti a partire dai prossimi mesi.
Davide Tabarelli, infatti, presidente della società di ricerca Nomisma energia, ha ribadito l’importanza di prepararsi a possibili ulteriori aumenti. Per l’ultimo trimestre 2023, Tabarelli prevede un aumento del 12% per la bolletta della luce e un 9% per quella del gas. Il costo dell’elettricità potrebbe raggiungere i 27 centesimi di euro per kWh.


